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Il Comune di Villa Lagarina dice "no" alla Valdastico (come Besenello e Rovereto): ''Diffida a portare avanti l'opera: non è il futuro che vogliamo''

L'amministrazione comunale scrive anche alla Provincia e punta al completare il collegamento ciclo-pedonale. La sindaca Romina Baroni: "Sicurezza a pedoni e ciclisti che transitano dalla destra Adige a Rovereto: l’attraversamento ciclabile più vicino si trova a Nomi"

Di Luca Andreazza - 29 July 2020 - 16:29

VILLA LAGARINA. "Ribadiamo un netto 'No' all'opera. Avevamo approvato una mozione nel consiglio comunale tematico organizzato per la Settimana europea della mobilità sostenibile dell'anno scorso". Così Romina Baroni, sindaca di Villa Lagarina, sulla Valdastico. Il Comune firma una diffida alla prosecuzione dell'iter procedimentale di approvazione del progetto dell'autostrada A31. Un'infrastruttura recentemente inserita nel piano urbanistico provinciale (Qui articolo).

 

La diffida è rivolta a Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, Cipe-Comitato interministeriale per la programmazione economica, Regione Veneto e ogni altra autorità o soggetto coinvolto. La delibera di adesione è stata votata all’unanimità, martedì sera, dalla Giunta. "La Valdastico - prosegue la prima cittadina - sarebbe un'opera anacronistica e di fortissimo impatto ambientale. Comunico inoltre di aver inviato una nota al presidente della Provincia Fugatti, ma anche a quello della Comunità della Vallagarina, Stefano Bisoffi, per sollecitare di nuovo la realizzazione del collegamento ciclopedonale che darebbe sicurezza a pedoni e ciclisti che transitano dalla destra Adige a Rovereto: l’attraversamento ciclabile più vicino si trova a Nomi".

 

Un'azione che si inserisce sulle decisioni già prese a settembre scorso. La mozione approvata si intitolava "Nel tempo del global warming il futuro è la mobilità sostenibile. La A31 nord guarda al passato". "Una presa di posizione squisitamente politica - evidenzia Baroni - non ci interessa più discutere di scenari e studi di fattibilità o di elaborati tecnici e scientifici, nemmeno avere un’analisi di costi e benefici. La questione è quale futuro vogliamo dare alle nostre comunità: ha senso progettare e costruire nuove strade? Noi pensiamo di no e la stessa convenzione delle Alpi lo cita espressamente".

 

Il tema del collegamento ciclabile è sempre stato affrontato a settembre. Nella nuova lettera, la sindaca ricorda la presenza del casello autostradale, potenziato in entrata e in uscita con conseguente carico di traffico. "Nemmeno la sollecitazione all’uso della bici, dettata dalla ripresa in questa fase di emergenza coronavirus riesce a smuovere e accelerare l’ter tecnico-amministrativo", conclude Baroni.

 

La delibera contro la A31 non comporta spese per Villa Lagarina, in quanto sottoscrive il mandato che il Comune di Besenello ha dato allo studio legale Falcon di Padova (Qui articolo). E' di questi giorni anche l’adesione del Comune di Rovereto. La diffida invita a rispettare la sentenza del Consiglio di Stato (gennaio 2019) sul ricorso presentato da Besenello che si accorse che, nonostante l'annullamento del progetto preliminare sul primo lotto della Valdastico, l'iter procedurale non si era fermato.

 

Oggi resta pendente il giudizio della Corte di cassazione (promosso da società Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Cipe e altri. "Attualmente, giuridicamente parlando, il progetto risulta annullato".

 

Il progetto definitivo del tratto veneto della A31 da Piovene Rocchette alla Valle dell’Astico, predisposto da A4 Holding ancora a giugno 2017, prevede il prolungamento verso nord della Valdastico (già esistente per 90 chilometri tra la Provincia di Rovigo e Piovene Rocchette) per 17,84 chilometri e quindi il collegamento alla viabilità ordinaria tramite i due svincoli di Cogollo del Cengio e quello di Valle dell’Astico/Pedemonte. Un progetto infrastrutturale che prevede interventi economici, a carico del concessionario autostradale, per 1,3 miliardi.

 

Recenti richieste della Regione del Veneto e della Soprintendenza hanno portato a definire alcune modifiche al progetto definitivo presentato nel 2017, in particolare stralciando la realizzazione del casello precedentemente prevista nel comune di Cogollo del Cengio, aumentando così lo sviluppo in galleria del tracciato, e prevedendo interventi di potenziamento della strada provinciale 350 sia a nord che a sud del casello eliminato.

 

Nel frattempo Besenello ha agito forte di una sentenza del consiglio di Stato del gennaio 2019 che di fatto ha annullato la deliberazione del Cipe 18 marzo 2013, n. 21, recante l’approvazione in linea tecnica, con prescrizioni, del progetto preliminare dell’autostrada A31 Valdastico nord - 1° lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico (…) rilevando che il c.d. primo lotto funzionale in esame risulta privo di autonomo significato se non incluso nel complessivo ed unitario asse di collegamento oggetto dell’originario progetto” e constatando “l’illogicità della scelta amministrativa” di dividere l’approvazione dell’opera in lotti differenti e non precedentemente coordinati (Qui articolo).

 

Una partita che resta particolarmente ingarbugliata anche per la sentenza della Corte dei conti a bocciare il rinnovo della concessione in forma diretta per l'autostrada A4/A31 senza una regolare gara pubblica (Qui articolo). A questo si aggiunge che nel frattempo praticamente tutti i territori si sono espressi contro la Valdastico tra il Comune di Trento (Qui articolo), Vallarsa (Qui articolo), Trambileno e Terragnolo (Qui articolo) e Riva del Garda (Qui articolo). Oltre alla richiesta di prevedere un eventuale referendum (Qui articolo), senza poi dimenticare le tantissime associazioni contrarie all'opera e riunite nel Coordinamento NoA31. Un progetto sul quale poi la Lega stessa è finita per contraddirsi (Qui articolo).

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