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| 05 ott 2021 | 15:13

Valdastico? Il Comune di Vallarsa dice “no” al progetto di Fugatti: “Era già chiaro, ma lo ripetiamo”

L’amministrazione di Vallarsa è fermamente contraria alla realizzazione della Valdastico e ha voluto ribadirlo dopo il secco “no” espresso dal Consiglio comunale: “Non vogliamo l’​autostrada sul nostro territorio”

Valdastico? Il Comune di Vallarsa dice “no” al progetto di Fugatti: “Era già chiaro, ma lo ripetiamo”
di T.G.

VALLARSA. Bastano cinque righe, alla Giunta di Vallarsa, per ribadire il “no” dell’intera comunità all’ipotesi del passaggio della Valdastico sul proprio territorio.

 

“Egregi membri della giunta provinciale – scrive il primo cittadino di Vallarsa – con la presente la nostra amministrazione intende nuovamente esporre la propria contrarietà a quanto da voi deliberato con delibera numero 1058 del 25 giugno 2021 avente per oggetto la variante al Pup volta a pianificare il corridoio di accesso est con possibilità di passaggio sul nostro territorio, come da delibera del Consiglio comunale che vi abbiamo già inoltrato. Cordiali saluti”.

 

La firma è del sindaco Luca Costa, ma è chiaro che il primo cittadino parla a nome di un’intera comunità. Unanime è stato il “no” espresso dal Consiglio comunale di Vallarsa, solo poche settimane fa, e numerosi sono stati gli altri passaggi pubblici in cui l’amministrazione locale ha espresso con chiarezza la propria posizione, facendosi portavoce di un’intera vallata.

 

La nuova presa di posizione dell’amministrazione di Vallarsa arriva dopo la decisione della Giunta Fugatti di dare via libera all’iter che porterà alla definizione della variante al Pup che prevede la realizzazione della Valdastico.

 

“La variante al Pup – spiegava la Pat in un comunicato ufficiale – è stato chiarito, non conterrà dunque una vera e propria ipotesi progettuale relativa alla Valdastico, anche se, è stata ribadita dal presidente la volontà della Giunta provinciale di portare avanti l’opera per la quale è previsto un intervento economico di circa 2 miliardi, non a carico della Provincia, e per la quale, già nel 2016, furono approvati accordi e documenti che andavano in quella direzione”.

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