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Balotazione sulla Valdastico, il 93% dice ''No''. A Vallarsa e Terragnolo affluenza superiore rispetto alle elezioni Europee

Sono 1.476 i voti contrari, 106 i cittadini favorevoli. Questo l'esito della balotazione. E se il risultato poteva essere considerato scontato alla vigilia della consultazione, il dato saliente è quello dell'affluenza, che supera di poco il 54%

Di Luca Andreazza - 24 novembre 2019 - 22:13

TRENTO. Il messaggio dalle valli del Pasubio è quello del "No alla Valdastico". Sono 1.476 i voti contrari, 106 i cittadini favorevoli. Questo l'esito della balotazione. E se il risultato poteva essere considerato scontato alla vigilia della consultazione, il dato saliente è quello dell'affluenza, che supera di poco il 54%. Un dato medio in due Comuni interessati migliore rispetto alla chiamata alle urne per le ultime Europee.

 

Una consultazione a "costo zero" per le casse comunali in quanto i consiglieri dei tre comuni si sono autotassati, mentre il comitato organizzatore e gli scrutatori hanno operato in modo volontario. Sono stati 1.581 i cittadini dei tre territori a recarsi alle urne, l'affluenza maggiore si è registrata a Terragnolo al 71,5% contro il 60% delle Europee, quindi Vallarsa al 53,13% (46% alle Europee) e chiude Trambileno al 47,4% (intorno al 60% alle Europee).

 

"Siamo soddisfatti - spiega Massimo Plazzer, sindaco di Vallarsa - abbiamo superato il 50% in questa giornata caratterizzata da un forte maltempo nella zona, che probabilmente ci è costato un 5-10% sull'affluenza. Il risultato è chiaro, non possiamo pretendere di cambiare la storia, ma almeno i cittadini hanno potuto esprimere il proprio parere. La comunità è compatta sulla Valdastico, decisamente contraria".

 

Questi Comuni hanno riscoperto un'antica tradizione, un metodo antico per far sentire la propria voce. La balotazione, una consultazione, per esprimere un parere favorevole o contrario mediante l'utilizzo di palline bianche o nere. L'argomento è quel prolungamento dell'A31, la Valdastico, che dovrebbe attraversare i territori per arrivare a Rovereto Sud

 

Le amministrazioni non hanno mai nascosto le preoccupazioni per il tracciato, il T5, in particolare per l’impatto dell’opera sulle sorgenti di Spino, delle Acque Nere, Giordano e Ertile, così come gli effetti che l’infrastruttura avrebbe nella valle di Terragnolo, caratterizzata da un’orografia difficile, e nella Vallarsa. Già nel 2012 i Comuni si erano espressi in modo contrario. 

 

Un incubo ambientale: si ipotizzano circa 7 milioni di metri cubi di roccia da movimentare, l’equivalente di 100 mila container da 40 piedi, oltre 1 milione di camion entro la valle e circa 60 chilometri di tunnel e gallerie, un piano considerato dagli stessi progettisti particolarmente complesso per le criticità orografica delle valli interessate. Tutto questo a fronte delle incertezze riguardo i vantaggi che l’opera potrebbe portare alle popolazioni delle valli del Leno.

 

"Non veniamo coinvolti e così intanto abbiamo deciso di chiamare la popolazione a esprimersi su un tema davvero rilevante. Le criticità - evidenzia Plazzer - legate alla Valdastico, ancora senza un progetto da poter visionare, uniscono le nostre comunità: c'è una grandissima sinergia. Purtroppo nessuno della Lega oppure qualche tecnico viene a metterci la faccia, ci siamo resi disponibili a organizzare serate informative, ma non abbiamo ricevuto risposte".

 

Un referendum, ma non può esserlo perché un Comune non può indire una consultazione su un argomento sul quale non ha competenza diretta. Ma il risultato comunque c'è tra palline nere (1.476 - 93,3%) e quelle bianche (106 - 6,7%). Un ritorno all'antico dunque. Storicamente le comunità delle valli del Leno, prima del 1900, avevano sviluppato dei sistemi di coinvolgimento popolare: una consultazione per decidere di temi rilevanti.

 

Questa pratica, in passato chiamata “balotazione” è stata usata frequentemente in Vallarsa fino a fine ‘800 come metodo di voto dei capifuoco anche in consiglio comunale. Un procedimento usato e documentato in molti casi. Come a Terragnolo nel XVIII secolo, quando si votò con questo metodo per cacciare un parroco considerato "manesco", in Vallarsa nel XVIII secolo i capifuoco votarono con le palline bianche e nere per la costruzione del campanile di parrocchia.

 

"Siamo stati trasparenti e abbiamo mostrato grande serietà - conclude Plazzer - un grande spirito di volontariato. Ringrazio i tre consigli comunali che hanno votato all'unanimità per la balotazione e i colleghi Lorenzo Galletti per Terragnolo e Franco Vigagni per Trambileno, oltre ai colleghi e amministratori che si sono complimentati per l'iniziativa".

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