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Valdastico, il progetto entra nel Piano urbanistico provinciale. Manica (Pd): "Altro folle capitolo di questa storia. L'opera resta inutile e superata"

Di fronte all'opposizione dei Comitati e delle comunità interessate, la Giunta tira dritto sul progetto Valdastico, sollevando le proteste dei contrari. Il consigliere provinciale Alessio Manica: "Opera inutile, superata, incoerente con il migliore futuro di questa terra utile solo al rinnovo di una concessione autostradale e a chi incassa i profitti che questa genera". Futura Rovereto: "Progetto che va contro il principio costituzionale di tutela del paesaggio"

Pubblicato il - 23 giugno 2020 - 16:06

ROVERETO. La Valdastico? Non s'ha da fare. È questa l'opinione di Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico, e della sezione roveretana di Futura, intervenuti nel braccio di ferro che da tempo impegna Provincia di Trento e comitati contrari al progetto per sostenere questi ultimi, dopo che nei giorni scorsi la Giunta aveva approvato l'entrata dell'A31 nel Pup, il Piano urbanistico provinciale.

 

La querelle, dunque, prosegue, dopo che nella "puntata precedente" il Comune di Besenello aveva diffidato Regione Veneto, la A4 Holding e il Ministero dei Trasporti dal proseguire con il progetto di collegamento tra il Veneto e il Trentino, un progetto che impatterebbe notevolmente sull'ambiente.

 

In data 19/06/2020 – scrive Manica - la Giunta provinciale ha adottato una delibera avente ad oggetto proprio il collegamento della Valdastico e che prevede da un lato l’avvio di una procedura di variante al Piano Urbanistico Provinciale (PUP) e dall’altro l’approvazione di un atto aggiuntivo al Documento conclusivo di data 9 febbraio 2016 del Comitato paritetico tra Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Regione del Veneto e Provincia Autonoma di Trento concernente il corridoio infrastrutturale di interconnessione del Trentino con il Veneto, al quale nei mesi scorsi avevamo più volte chiesto accesso ma che invece – scopriamo ora – proprio non esisteva”.

 

“Lo scopo della variante al PUP - prosegue - è quello di inserire nella pianificazione provinciale la previsione del collegamento tra Veneto e Trentino con sbocco a Rovereto sud. Il PUP prevede infatti che per quanto riguarda i nuovi collegamenti viabili da realizzare nell’ambito dei corridoi infrastrutturali, e che richiedono l’intesa tra la Provincia, lo Stato e altri enti territoriali, l’assenso della Provincia è prestato previa valutazione strategica sull’ipotesi progettuale di massima, da condurre in coerenza con i contenuti del PUP e assicurando le forme di partecipazione previste da tale procedura di valutazione. Ad oggi però l’unica soluzione ipotizzata dal PUP per il collegamento verso est è quella attraverso la Valsugana, che la Giunta Fugatti ha fin da subito abbandonato preferendo l’ipotesi di un collegamento autostradale a sud di Rovereto, allo scopo non meglio verificato di 'riqualificare l’assetto produttivo ed economico della Vallagarina' e rinunciando così definitivamente a cercare delle soluzioni ai problemi viabilistici della Valsugana”.

 

Una decisione, quella di creare una variante al Pup, che Manica considera l'ennesimo “folle capitolo” della storia trentina della Valdastico. “Prima ancora di capire la fattibilità dell’ipotesi progettuale e di svolgere un’analisi costi-benefici rispetto allo studio preliminare prodotto nei mesi scorsi dalla concessionaria dell’A4, la Giunta decide quindi ora di avviare una variante del principale strumento di pianificazione del nostro territorio, per altro con tempi di pubblicazione e partecipazione ridotti rispetto al passato proprio a causa di un emendamento presentato lo scorso anno dall’attuale maggioranza e finalizzato a tagliare fuori il più possibile cittadini ed enti locali da questo processo. Al fine dell’adozione della variante la Giunta provinciale dovrà comunque adottare un documento preliminare, da sottoporre al Consiglio delle Autonomie Locali, al Consiglio provinciale, ai Comuni e alle Comunità, cioè gli stessi Comuni e Comunità che già in massa e spesso in modo unanime hanno espresso la più ferma contrarietà all’ipotesi di collegamento autostradale con la Valdastico a Rovereto sud”. 

 

L'atteggiamento testardo della Giunta, sorda o comunque poco predisposta ad ascoltare le proteste dei contrari al progetto, si dimostra sempre a giudizio di Manica “autoreferenziale, miope ed arrogante”, caratterizzato da “due anni di annunci e dichiarazioni prive di ogni senso, prive di supporto scientifico ed economico e pure prive di ogni fondamento giuridico”. “Con la variante al Pup – incalza il consigliere dem – la Giunta Fugatti cerca da un lato di dare un fondamento giuridico a due anni di sparate e dall'altra di proseguire nella sua campagna elettorale permanente, senza aggiungere motivazioni senza affrontare nessun nodo tecnico, viabilistico o ambientale”.

 

“La Valdastico – conclude infine la nota di Manica – ovunque esca resta un'opera inutile, superata, incoerente con il migliore futuro di questa terra utile solo al rinnovi di una concessione autostradale e a chi incassa i profitti che questa genera”.

 

Sulla stessa lunghezza d'onda si pone anche la sezione roveretana di Futura, che intravede nel progetto una netta contraddizione con i principi costituzionali che sanciscono la tutela del paesaggio. “Per meglio comprendere l’entità dell’opera, senza voler banalizzare, potremmo fare questi semplici paragoni – scrivono Mariagrazia Sighele, Roberto Malesardi e Mauro Previdi del gruppo Futura Rovereto - nel rapporto ambientale si legge che il materiale derivante dalle perforazioni per la realizzazione delle gallerie è stimabile in 12 milioni di metri cubi. L’equivalente di 40.000 alloggi della superficie di 100 metri quadrati, 4.000 o in altre parole 4.000 palazzine da 10 alloggi ciascuna. Figurativamente, per dare un’idea della sua entità, si potrebbe dire che il volume scavato sarebbe paragonabile ad una città di 120.000 abitanti, più grande di Trento”.

 

“Il cantiere, della durata di 12 anni, prevede possibili aree di stoccaggio del materiale di scavo a Mori (ex Alumental), a Pilcante (ex Cava) e Isola della Scala (a 80 km di distanza) – proseguono - inoltre si prevedono siti di deposito a Levico, Pergine, Villa Agnedo, Besenello, Segonzano, Mezzocorona, Isera, Ala, Mori, Rovereto e Dolcé. È facilmente immaginabile quale potrà essere il traffico pesante che interesserà quotidianamente, per 12 anni, la viabilità che conduce alla località individuata. È altrettanto facile immaginare come saranno ridotte queste strade, l’intero lasso di tempo, soprattutto quelle delle valli di Terragnolo, della Vallarsa e di Trambileno. Da tenere ovviamente conto che non sarà solamente il traffico necessario per allontanare dal cantiere il materiale di scavo ma anche quello per approvvigionare il cantiere ai lavori, macchinari e mezzi di ogni genere necessari al cantiere stesso. Per quanto riguarda Rovereto, il traffico proveniente dalle Valli di Terragnolo, Vallarsa e Trambileno si concentrerebbe inevitabilmente in tre punti: Piazza Rosmini, Piazza del Podestà e Santa Maria. Lasciamo immaginare non solo ai roveretani e alle roveretane, ma a tutti i cittadini che abbiano un minimo di sensibilità - e intuizione, le conseguenze di questo scenario!”.

 

L'impatto su ambiente e territorio, pertanto, viene indicato da Futura come elemento in contrasto con l'espansione turistica in atto anche nelle valli della Vallagarina. “Quanti turisti arriveranno a vedere 'queste bellezze' trentine? - continuano ironici - ebbene parte di questo patrimonio è rappresentato anche delle piccole valli, ma non meno importanti, Valle del Leno, di Vallarsa, di Terragnolo, di Trambileno. Si fa un gran parlare di come incentivare la gente a non abbandonarle, sicuramente meno fortunate e note di altre del Trentino per ragioni geografiche, orografiche, storiche, ecc.”.

 

Che dire infine, ma con pari attenzione, delle problematiche ambientali con possibilità di depauperamento e peggioramento qualitativo delle acque sorgive (sempre dal rapporto (in)fattibilità) che vedrebbero compromesse con le varie gallerie le falde acquifere, con la possibilità di parziale o totale disseccamento delle sorgenti (dallo stesso rapporto) – concludono - niente acqua per la Vallagarina è un destino gravissimo. E non possiamo essere preoccupati/e? E non dobbiamo essere preoccupati/e?”.

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