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Valdastico, l'A4 Holding: ''Progettato il tratto veneto'', Manica alla Pat: ''Giochetti o la Lega non è stata coinvolta negli accordi?''

Nel frattempo il Comune di Besenello, forte della sentenza positiva del Consiglio di Stato, ha diffidato Regione Veneto, ministero e società dall'andare avanti. Manica (Pd): "La Provincia dovrebbe difendere i nostri territori. Si rischia una violazione della nostra autonomia" 

Di Luca Andreazza - 11 giugno 2020 - 17:34

TRENTO. "Il Comune di Besenello ha diffidato la Regione Veneto, il ministero, la A4 Holding e ogni altro soggetto coinvolto dal proseguire l'iter di approvazione del tratto autostradale". Così Alessio Manica, consigliere provinciale del Partito democratico, che aggiunge: "La Provincia a trazione leghista dovrebbe schierarsi decisamente in difesa del territorio trentino e della nostra autonomia che è stata violata da un progetto che non sembra essere stato condiviso". 

 

Sembra, infatti, prendere forma la Valdastico. La A4 Holding, società del gruppo Abertis (a sua volta controllata da Atlantia) che gestisce la rete autostradale Brescia-Padova e l'A31, ha informato che a metà maggio si è tenuto un confronto tra Regione Veneto, Provincia di Vicenza e i Comuni di Piovene Rocchette, Cogollo del Cengio, Arsiero, Valdastico e Pedemonte, per la localizzazione delle varianti di tracciato, intervenute rispetto al progetto preliminare del primo lotto del proseguimento a nord della Valdastico.

 

Il progetto definitivo del tratto veneto della A31 da Piovene Rocchette alla Valle dell’Astico, predisposto da A4 Holding ancora a giugno 2017, prevede il prolungamento verso nord della Valdastico (già esistente per 90 chilometri tra la Provincia di Rovigo e Piovene Rocchette) per 17,84 chilometri e quindi il collegamento alla viabilità ordinaria tramite i due svincoli di Cogollo del Cengio e quello di Valle dell’Astico/Pedemonte. Un progetto infrastrutturale che prevede interventi economici, a carico del concessionario autostradale, per 1,3 miliardi.

 

Recenti richieste della Regione del Veneto e della Soprintendenza hanno portato a definire alcune modifiche al progetto definitivo presentato nel 2017, in particolare stralciando la realizzazione del casello precedentemente prevista nel comune di Cogollo del Cengio, aumentando così lo sviluppo in galleria del tracciato, e prevedendo interventi di potenziamento della strada provinciale 350 sia a nord che a sud del casello eliminato.

 

Pervenuti tutti i pareri positivi dei Ministeri e delle istituzioni competenti, l’approvazione definitiva del 1 lotto funzionale della A31 a Nord sembra quindi prossima al completamento, mancano il solo consenso della Regione del Veneto ai fini dell’intesa Stato-Regione sulla localizzazione delle varianti di tracciato, propedeutico all’invio al Cipe per il via libera finale.

 

L'A4 Holding, in una nota, ha espresso tutta la propria soddisfazione per l’ormai prossima conclusione di un iter triennale estremamente complesso, perseguito con tutte le energie, le risorse e gli investimenti possibili per poter programmare al meglio un’opera considerata strategica per lo sviluppo viabilistico e infrastrutturale, ma anche economico del Veneto e del Nord Est. La società auspica che quanto prima si riescano a determinare i presupposti tecnici e amministrativi per la successiva progettazione e realizzazione del 2 lotto, che andrebbe a concludere il corridoio d’interconnessione infrastrutturale con la Valsugana e la Valle dell’Adige.

 

Nel frattempo Besenello ha agito forte di una sentenza del consiglio di Stato del gennaio 2019 che di fatto ha annullato la deliberazione del Cipe 18 marzo 2013, n. 21, recante l’approvazione in linea tecnica, con prescrizioni, del progetto preliminare dell’autostrada A31 Valdastico nord - 1° lotto funzionale Piovene Rocchette – Valle dell’Astico (…) rilevando che il c.d. primo lotto funzionale in esame risulta privo di autonomo significato se non incluso nel complessivo ed unitario asse di collegamento oggetto dell’originario progetto” e constatando “l’illogicità della scelta amministrativa” di dividere l’approvazione dell’opera in lotti differenti e non precedentemente coordinati (Qui articolo).

 

"Sulla base della sentenza del Consiglio di Stato dunque anche l’annunciata approvazione delle nuove varianti venete, con tutti i relativi atti amministrativi, dovrebbe rientrare tra gli atti illegittimi. L’approvazione della parte trentina del nuovo tratto autostradale è, infatti, ancora in alto mare, l’ultima proposta della Giunta, l’uscita a Rovereto Sud, ha sollevato molte osservazioni contrarie dal punto di vista ambientale, tecnico e economico. Non solo, quel progetto ha unito tutti i territori trentini interessati in una sostanziale bocciatura. Del resto manca ancora la valutazione ambientale strategica, e quindi, per ora, può essere considerata solo una delle proposte e soluzioni possibili".

 

Insomma, resta il nodo di dover presentare un progetto articolato e coerente. Un accordo complessivo per un percorso unitario di collegamento tra il Veneto e la val d'Adige propedeutico a iniziare l'opera. Diversamente appare difficile avviare gli iter per portare alla conclusione il progetto della Valdastico. 

 

"È noto - evidenzia Manica - che la realizzazione della Valdastico è di estrema importanza per la A4 Holding per poter ottenere il rinnovo della concessione evitando la gara europea. Questo potrebbe spingere la società a forzare la mano. Ma questo aspetto, sicuramente, poco interessa il Trentino e la nostra viabilità".

 

Una partita ingarbugliata anche per la sentenza della Corte dei conti a bocciare il rinnovo della concessione in forma diretta per l'autostrada A4/A31 senza una regolare gara pubblica (Qui articolo). A questo si aggiunge che nel frattempo praticamente tutti i territori si sono espressi contro la Valdastico tra il Comune di Trento (Qui articolo), Vallarsa (Qui articolo), Trambileno e Terragnolo (Qui articolo) e Riva del Garda (Qui articolo). Oltre alla richiesta di prevedere un eventuale referendum (Qui articolo), senza poi dimenticare le tantissime associazioni contrarie all'opera e riunite nel Coordinamento NoA31. Un progetto sul quale poi la Lega stessa è finita per contraddirsi (Qui articolo).

 

Il consigliere provinciale dem ha presentato, inoltre, un'interrogazione in piazza Dante per chiedere chiarimenti sullo stato dell'arte e, soprattutto, sulla posizione del Trentino. "Se la Giunta provinciale sia stata in qualche modo coinvolta nelle decisioni e nei progetti adottati per parte veneta della Valdastico, quale sia la situazione relativa all'intesa per la realizzazione dell’opera. Come intendano muoversi per evitare che le iniziative venete in tema di viabilità interregionale, motivate pare più da necessità della concessionaria autostradale che da necessità viabilistiche, non finiscano col violare l’autonomia trentina in tema ambientale/economico/trasportistico mettendo la Provincia di fronte a fatti compiuti (strade, svincoli e quant’altro) non più modificabili; come il progetto annunciato da A4 Holding potrebbe incidere sulla parte trentina del collegamento autostradale e quale impatto potrebbe avere sui vari tratti diversi trentini finora annunciati", conclude Manica.

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