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Morra e Fraccaro a colloquio con Fugatti: ''Mafia, in Trentino segnali preoccupanti nel mondo del porfido e delle costruzioni''

Il presidente della commissione parlamentare e il ministro sabato incontreranno gli operatori del settore estrattivo. Il primo: ''Attenzione al turismo, particolarmente appetibile''

Pubblicato il - 03 maggio 2019 - 20:06

TRENTO. "Mafia, in Trentino abbiamo dei segnali preoccupanti, in particolare nei settori delle costruzioni e del porfido, dove la presenza di società collegabili a famiglie 'ndranghetiste è ormai conclamata, dimostrata". Lo ha detto il ministro Riccardo Fraccaro che venerdì pomeriggio ha incontrato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti assieme al presidente della Commissione parlamentare antimafia Nicola Morra. "Non dobbiamo mai abbassare la guardia, prevenire è meglio che curare" ricorda quest'ultimo.

 

L'incontro con il governatore di venerdì pomeriggio è stato solo il primo di una serie di appuntamenti previsti fino a sabato sera in Trentino. Una due giorni di incontri istituzionali e aperti alla cittadinanza pensati per fare il punto su questioni quali la lotta alle pratiche corruttive e la diffusione della criminalità organizzata.

 

"Quello che affrontiamo - ha detto a Trento dopo aver incontrato Fugatti il ministro Fraccaro - non è un tema da campagna elettorale, non è uno di quei temi che portano voti, ma è un tema fondamentale per difendere i nostri territori. Spesso ci dimentichiamo che la criminalità organizzata e le mafie sono presenti in tutta Italia. Non c'è una regione, non c'è una provincia che sia esente dal fenomeno e soprattutto i territori più ricchi sono quelli più attenzionati, quelli dove la mafia, la 'ndrangheta, le varie criminalità organizzate vedono un terreno fertile dove svilupparsi".

 

Un fenomeno che, ha ricordato il ministro per i Rapporti con il parlamento, interessa anche la nostra provincia: "In Trentino purtroppo abbiamo dei segnali preoccupanti, in particolare nel settore delle costruzioni e del porfido, dove la presenza di società collegabili a famiglie 'ndranghetiste è ormai conclamata, dimostrata. Oggi insieme al presidente Morra abbiamo incontrato il presidente Fugatti perché crediamo che dobbiamo difendere e fare un'azione preventiva insieme ai vari livelli istituzionali per impedire che queste infiltrazioni mafiose si espandano e conquistino territori e ricchezza a danno delle famiglie, delle industrie, delle imprese trentine che lavorano onestamente".

 

Sabato Fraccaro e Morra incontreranno i lavoratori del settore del porfido: "Domani mattina - ricorda il primo - saremo sul territorio del porfido trentino per dare un segnale importante. Il nostro obiettivo è evitare un'escalation e che in Trentino avvenga quanto è successo ad esempio in Val d'Aosta".

 

Morra: "Le mafie hanno sempre più conquistato mercati al di là dei confini e, in particolare, sono presenti soprattutto con la 'ndrangheta nel mondo germanico. Sull'asse di comunicazione Modena-Brennero, Austria e poi Germania c'è appunto il territorio trentino. Le mafie (e soprattutto la 'ndrangheta) in alcuni particolari segmenti dell'attività produttiva, quale la filiera del porfido, hanno, con evidenze giudiziariamente già acquisite, dimostrato di saper prestare attenzione a questo settore infiltrandosi ormai da tempo nello stesso".

 

Di qui la decisione di portare avanti un'attività di sensibilizzazione e prevenzione, ricorda il presidente Morra: "Ci è sembrato giusto e opportuno avere un confronto con l'istituzione Provincia per promuovere quella sana ed efficace cultura della prevenzione che può impedire alle comunità locali di trovarsi una mattina assoggettate a logiche di dominio mafioso che non sono originarie di questi territori, ma che possono comunque far capolino negli stessi, come ad esempio hanno scoperto per analogia le comunità valdostane all'inizio del 2019 con l'operazione "Geenna"".

 

In Trentino, poi, secondo il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta, "ci sono settori particolarmente appetibili": "Penso al turismo. Oggi (con Fugatti, ndr) si è fatto riferimento all'economia del turismo relativamente all'alto Garda. C'è la necessità di stare attenti perché anche nell'autotrasporto e in tanti altri settori d'attività la 'ndrangheta, la camorra, la mafia sono particolarmente raffinate".

 

"Si è fatto poi riferimento - racconta sempre Morra riferendosi all'incontro con Fraccaro e Fugatti - alle fatture per operazioni inesistenti e si è chiesto a tutte le istituzioni che rappresentano lo Stato sul territorio di prestare attenzione a eventuali segnali che mostrassero la presenza e l'operatività di certe logiche anche perché noi dobbiamo tutelare i diritti costituzionalmente sanciti, tra questi quello alla sacralità del lavoro. Ci sono stati segnali molto importanti da parte del lavoro impegnato nella filiera del porfido. Mai abbassare la guarda, meglio prevenire che curare".

 

"Ci sono state evidenze giudiziarie nel processo Aemilia che hanno dimostrato nel territorio del porfido dalla Valsugana alla val di Fiemme di società controllate da prestanome di famiglie calabresi. Tra l'altro Libera ha deciso quest'anno di celebrare il 21 marzo a Padova a indicare il Nordest come un territorio da monitorare particolarmente. Essendo questo un territorio ricco che ha attività che possono consentire facilmente riciclaggio e creazione di nero, penso ad esempio alle attività turistiche, si è deciso di avere un confronto con chi governa il territorio per attivarlo affinché l'attenzione sia massima".

 

Fraccaro ha infine fatto riferimento alla legge anticorruzione ("Uno dei primi provvedimenti di questo governo è una legge anticorruzione che non ha precedenti per importanza in Europa, per serietà e sicurezza. Ne siamo molto orgogliosi. È un tassello contro la criminalità e speriamo abbia effetti positivi) e alla richiesta di captivazione dell'orso M49 (qui articolo): "La questione sarà affrontata con il ministro competente. Ci sono già per legge possibilità di intervenire qualora ci siano esemplari che minacciano la sicurezza. C'è tutto un protocollo da seguire e immagino verrà seguito. Oggi siamo qui per concentrarci sul rischio criminalità organizzata in Trentino che fa molto più danni dell'orso".

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