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Mafia, Confesercenti: ''Tentativi di infiltrazione in Trentino, cercano punti deboli nel post-pandemia''. Il questore: ''Attenzione alta, le organizzazioni criminali sempre più subdole e pericolose''

Il presidente di Confesercenti Trentino, Renato Villotti, lancia l'allarme: "Abbiamo avuto già alcune richieste di aiuto. L'attenzione deve essere alta". Il nuovo questore di Trento, Alberto Francini: "In questo territorio ci sono gli anticorpi per contrastare la criminalità ma ora ci troviamo davanti a organizzazioni evolute e diventa difficile riconoscerle. E' importante fare squadra"

Di Giuseppe Fin - 07 settembre 2021 - 06:01

TRENTO. “Dobbiamo stare attenti, l'allerta è davvero alta, i segnali ci sono già di una criminalità organizzata che sta tentando di prendersi alcune nostre attività economiche. Parlo dell'alberghiero ma anche di altri settori”, così il presidente di Confesercenti, Renato Villotti, lancia l'allarme sul pericolo legato alle infiltrazioni mafiose. La criminalità infatti è pronta ad approfittare della breccia aperta dalla crisi di liquidità (e dalla perdita di lavoro) innescate dalla pandemia e dall’emergenza sanitaria.

 

Durante la pandemia la criminalità organizzata non si è fermata, l’altro "virus" è stato sempre operativo ed ora, più di prima, è pronto a colpire. Dispone di liquidità immense e cerca di approfittare del momento e delle tante difficoltà che il tessuto economico sta affrontando.

 

“Se analizziamo la situazione attuale – spiega a ilDolomiti Villotti – è stata un'estate molto buona per tutte le attività turistiche e di conseguenza anche per quelle commerciali. Ma ci sono i problemi che io definisco pregressi, ci sono le difficoltà nate con la pandemia e i tanti imprenditori che si trovano con impegni assunti che sono onerosi e allo stesso tempo ora difficili da onorare”.

 

Le difficoltà riguardano un po' tutti i settori, da quello alberghiero a quello della ristorazione. “E' vero che sono stati sospesi i mutui – sottolinea il presidente di Confesercenti – è vero anche che sono state sospese le cartelle esattoriali e che a bar e ristoranti è stata sospesa la tassazione sull'occupazione del suolo pubblico eppure tutti i costi fissi avuti durante i vari lockdown ci sono e vanno pagati”.

 

A livello nazionale il ministero dell’Interno, nel quinto report periodico, ha mostrato un incremento del 7% delle segnalazioni per operazioni sospette analizzate nel 2020 e un aumento del 9,7% del numero delle società colpite dai provvedimenti interdittivi antimafia nel periodo Covid rispetto all’anno precedente.

 

Anche in Trentino ci sono tentativi di infiltrazione, non sono eclatanti ma ci sono” afferma Renato Villotti. “Come Confesercenti abbiamo avuto alcune richieste di aiuto e si stanno monitorando le vendite di alcuni alberghi e di alcuni ristoranti. C'è la massima attenzione per capire chi sono gli acquirenti e anche per seguire i procedimenti e capire come andrà a finire. Purtroppo in questi casi la gente ha un po' di timore a dire che sono nei guai. Mentre ci troviamo con una criminalità che si avvicina con il guanto di velluto per poi dare la mazzata. Noi diciamo ai nostri iscritti che in caso di difficoltà, se vengono avvicinati da qualcuno che propone guadagni facili o contributi facili, di segnalarcelo che possiamo aiutare”.

 

E un appello simile a tutto il tessuto economico trentino arriva anche dal nuovo questore, Alberto Francini, che proprio in questi giorni ha preso servizio. “Sicuramente il Trentino – spiega il questore a ilDolomiti – è una zona sana che ha gli anticorpi per combattere la criminalità ma queste infiltrazioni sono subdole e sono attente a cercare i punti deboli, anche piccoli, e a fare proposte che in alcuni casi sembrano quasi irrinunciabili. Per questo anche avendo gli anticorpi bisogna stare attenti perché questa criminalità va a cercare le persone che si trovano con l'acqua alla gola, conosce il territorio, sa benissimo dove indirizzarsi”.

 

Un rischio, ribadisce il nuovo questore di Trento, Francini, che troviamo in Trentino come in altre parti d'Italia perché nessuna zona può considerarsi, da questo punto di vista, immune. “Abbiamo davanti una criminalità organizzata – afferma– ormai all'avanguardia, possiamo dire 4.0, completamente diversa da quella che il cittadino comunale pensa. Non si fa sentire, cerca il più possibile di tenere il profilo basso e così facendo si infiltra in maniera silenziosa nel tessuto economico imprenditoriale e finanziario”.

 

E' ormai molto chiaro che la pandemia ha accelerato l'evoluzione già in atto della criminalità, trasformando sempre più i mafiosi in potenti imprenditori. Già negli scorsi anni le intercettazioni fatte dalla Dda in Veneto, avevano ben rilevato questa trasformazione nel nord-est. L’obiettivo delle mafie è diversificare il business, passando dall’illecito al lecito, in un "sistema" di riciclaggio che coinvolge imprese di vario livello. Proprio per questo si passa da una criminalità che in molti definiscono prevalentemente “rurale” a una mafia “4.0” e cioè tecnologicamente avanzata. E qui, nel ricco Trentino, gli appetiti delle cosche si fanno sempre più sentire. Lo dimostrano le indagini portate avanti dalle forze dell'ordine nell'operazione "Perfido", i legami con la 'ndrangheta nel settore del porfido e di come l'organizzazione fosse riuscita a infiltrarsi nel mondo imprenditoriale, associativo e talvolta politico trentino. 

 

“Se una persona o un imprenditore è in difficoltà – spiega Francini – può trovare con la criminalità una soluzione veloce perché le organizzazioni hanno tantissimi soldi. Sul momento risolve il suo problema ma poi la sua azienda passa dalle sue mani a quelle di altri e lui diventa solo un prestanome”. Qui l'appello che arriva dal questore al tessuto economico trentino. “Bisogna fare squadra – dichiara Francini– non smettere di denunciare, ma soprattutto capire che non possiamo rimanere da soli perché rischiamo di essere più deboli. Occorre farsi affiancare dalle associazioni di categoria e solo in questo modo l'unione fa la forza”.

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