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Rossini vota la fiducia al Governo, Marchiori: ''Non è a Roma per rappresentare se stessa'' e a Bisesti risponde: ''Di certo non dobbiamo rendere conto alla Lega''

Ieri la deputata Emanuela Rossini ha deciso di votare la fiducia al Governo Conte, "Una scelta personale". Dura la presa di posizione del Patt che prende le distanza dalla deputata. Gli autonomisti assieme all'Svp avevano deciso per l'astensione. Una scelta fatta dai partiti che però i parlamentari non sembrano aver condiviso 

Pubblicato il - 10 settembre 2019 - 19:58

TRENTO. Centralità data alla ripresa del dialogo con i paesi europei, l'attenzione dedicata alle famiglie, alle donne che lavorano, all'infanzia, ai giovani. Ma anche l'attenzione a valorizzare e tutelare le Autonomie Speciale con la "massima intensità". Tutti elementi che il premier Giuseppe Conte ha inserito nel proprio discorso per chiedere la fiducia alle Camere e che hanno talmente convinto la deputata trentina Emanuela Rossini da portarla a votare la fiducia “trasgredendo” in questo modo alla linea del proprio partito, il Patt, che assieme all'Svp aveva deciso per l'astensione.

 

Una scelta, questa, che ha mandato su tutte le furie i vertici del partito che hanno immediatamente preso le distanze dalla deputata preparandosi, fra l'altro, ad un forte richiamo.

 

"Ho votato la fiducia a questo governo – aveva spiegato Rossini - perché la scelta era tra stare in piazza con Meloni e Salvini o venire in Aula e votare un Governo che affronta i problemi del Paese e che mette al centro il rispetto costituzionale e delle regole democratiche. Un governo frutto di una mediazione importante e difficile, che merita sostegno e fiducia. La mia è una posizione personale, che chiedo al mio partito di comprendere".

 

Non certamente della stessa opinione il Patt che in maniera unanime, dopo una discussione interna, si era espresso per l'astensione e che la deputata poteva anche esprimere “in maniera benevola” ma senza concedere cambiali in bianco. Una situazione che ha messo in imbarazzo anche il Partito Autonomista nei confronti della Svp.

 

“Come Patt - ha spiegato il segretario Simone Marchiori a ildolomiti.it – vogliamo vedere nei fatti questo governo come si comporta in determinate questioni. Non possiamo dimenticare che c'è il M5S che pur prendendo atto del suo cambio di linea su determinate idee su altre non sappiamo ancora come voglia muoversi. Parliamo di temi che vanno dalla questione dei Grandi carnivori all'autostrada A22”.

 

Non un voto contrario ma la richiesta era quella di un voto di astensione. Sicuramente dagli autonomisti ci sarà ora un richiamo alla deputata Rossini. “Non è accettabile – spiega il segretario del Patt – che in una questione politica come questa ci sia un disallineamento rispetto la decisione del partito. Sta nelle regole basilari da seguire, lei è stata eletta nel proporzionale, rappresenta la sensibilità autonomista e dopo la discussione avvenuta assieme anche con l'Svp, la sua decisione sbugiarda non solo il segretario del Patt ma anche quello dell'Svp".

 

No ad un ritorno, spiega Marchiori “ai tempi dove gli autonomisti erano inaffidabili. Anche lei si deve rendere conto che rappresenta delle persone ed è a Roma non per rappresentare se stessa”.

 

Simone Marchiori risponde anche al segretario della Lega, Mirko Bisesti dopo il voto di fiducia della Rossini al Governo avrebbe chiesto al Patt delle spiegazioni. “La Lega chiede dei chiarimenti al Patt? Di certo noi non dobbiamo rendere conto ai leghisti. Eventualmente dobbiamo rendere conto al nostro elettorato ma non certo ad altri partiti”.

 

 

 

 

 

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