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Salvini: ''Calano i reati (-9,2%) e diminuiscono gli stranieri''. Ma i dati sono in linea con gli altri anni (e il confronto non regge)

Il ministro dell'Interno sta snocciolando numeri su numeri, a pochi giorni dalle elezioni, ma il trend è in linea con quello degli anni precedenti e il dato su Trento e Bolzano mostra che non c'è nesso tra il calo dei reati e il calo degli stranieri ospiti in strutture di accoglienza (addirittura tra il 2007 e il 2015 su scala nazionale si è registrato un calo del 10% dei delitti denunciati a fronte di un aumento di 2 milioni di stranieri sul territorio)

Di Luca Pianesi - 16 maggio 2019 - 13:34

TRENTO. Reati in calo del 6,4% a Trento e dell'11,8% a Bolzano per una riduzione media regionale, rispetto al primo trimestre dell'anno scorso, del 9,1%. In queste ore il ministro degli Interni Salvini sta rendendo pubblici i dati raccolti dal Viminale che mostrano come in tutta Italia si sia registrato un calo del 9,2% di tutti i reati. Lo sta sbandierando come un successo del suo decreto sicurezza collegandolo al calo di stranieri ospiti in strutture di accoglienza senza sottolineare che, in realtà, sono tutti dati che confermano un trend lungo: per esempio, sempre dati del Viminale (QUI NOTIZIA), dal 2016 al 2017 il calo dei reati era stato del 9,2% (identico a questo primo trimestre 2019 rispetto al primo trimestre 2018).

 

A livello regionale, il Trentino Alto Adige rispetta perfettamente il trend nazionale mentre il ''record'' percentuale di calo dei reati spetta alla Basilicata con un -14,7% (il 9,4% in meno in Campania, l’8,9 in Lombardia, il 9,8 in Piemonte). Numeri che il ministro dell'Interno sta snocciolando in vista del Decreto Sicurezza Bis (che vorrebbe portare in aula già la prossima settimana a pochi giorni dalle elezioni come colpo ad effetto). Numeri che sta mettendo a confronto, come se esistesse un nesso tra le due cose, con quelli del calo di presenze di stranieri ospiti in strutture di accoglienza. Si è passati, infatti, dalle 170 mila presenze al giorno rilevate al 13 maggio 2018 alle 115.894, conteggiate al 13 maggio 2019 (-31,87) con picchi di cali in Sicilia (del 42,6%) e in Lombardia (del 33,5%). 

 

Per quanto riguarda il nostro territorio gli stranieri ospiti delle strutture di accoglienza ''in tutta la regione - comunica il ministero dell'Interno - erano 3.259 al 13 maggio 2018, diventati 2.636 al 13 maggio 2019 (-19,12%)''. A Bolzano il calo è stato del 17,6% mentre a Trento del 20,84%. E questo, al di là dei proclami di Salvini, mostra come il collegamento tra le due voci (reati - stranieri) non stia in piedi. I numeri, infatti, non gli danno ragione: a Trento gli stranieri sono diminuiti in maggior numero (-20,84%) rispetto a Bolzano (-17,6%) ma i reati sono calati di meno (-6,4% contro il -11,8% di Bolzano).

 

Ma basterebbe prendere in esame un periodo più lungo (quindi più sensato a fini statistici) come quello tra il 2007 e il 2015 (da prima della crisi a uno degli anni più critici per quanto riguarda gli sbarchi) per scoprire che se pure il numero di stranieri è aumentato di 2 milioni di abitanti (da 3 a poco più di 5) il numero di denunce di delitti è passato da 2,9 milioni a 2,6 milioni con un calo di più del 10% (proseguendo, nel 2016 sono stati 2,4 milioni e l'anno successivo 2,2 milioni). 

 

”Vogliamo fare sempre di più e meglio - ha detto Salvini - i numeri sono rassicuranti ma non ci accontentiamo. Abbiamo segnalato agli amministratori locali nuovi strumenti, in collaborazione con le prefetture, per aggredire le grandi piazze di spaccio, isolare balordi e sbandati, per effettuare sgomberi. Auspico che i sindaci sappiano utilizzarli al meglio, mentre il piano che rinforzerà tutte le questure d’Italia sarà decisivo per ridurre ulteriormente la criminalità”.

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