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Passerini: ''Sui reati bugie del ministro dell'Interno. Il calo c'è da anni anche quando aumentavano i migranti''

L'ex presidente della federazione regionale del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza analizza i dati diffusi ieri da Matteo Salvini che mettono a confronto il calo di stranieri nelle strutture di accoglienza e il calo dei reati (anche in Trentino del 9,1%): ''Questo calo c’era già stato, e in misura maggiore, negli ultimi anni, senza decreto sicurezza, con il massimo di afflusso di profughi e con il centrosinistra al potere''

Di L.P. - 18 maggio 2019 - 06:01

TRENTO. ''E' tutta una bugia''. Vincenzo Passerini ex presidente della federazione regionale del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza commenta così i dati diffusi dal ministro dell'Interno Matteo Salvini ieri dove si crea una correlazione tra il calo dei reati e il calo di stranieri nelle strutture di accoglienza. Detto che a smentire la ''novità'' di questi numeri c'avevamo già pensato anche noi de ilDolomiti (dimostrando da un lato che il trend sul calo dei reati è lo stesso da anni e dall'altro che la correlazione tra le due voci non ha nessun senso QUI ARTICOLO), Passerini entra nello specifico da esperto della materia. 

 

''Il ministro degli Interni - analizza - ha diffuso un comunicato stampa secondo il quale in Trentino Alto Adige i reati nel primo trimestre 2019 sono calati del 9,1% rispetto al primo trimestre di un anno fa. E mette in relazione questo dato col calo degli stranieri accolti nelle strutture di accoglienza. Il tutto per dire: questi sono i risultati del decreto sicurezza. E quindi adesso facciamo un secondo decreto. Ma è una bugia. Primo perché se gli stranieri sono in calo nelle strutture di accoglienza è perché sono stati buttati fuori. Ma non fuori d’Italia, fuori sulla strada o accolti in altre strutture. Quindi sono sempre in Italia, solo in peggiori condizioni. Secondo, i reati non diminuiscono come effetto del decreto sicurezza. Negli ultimi tre anni i reati sono in diminuzione, in Trentino Alto Adige come nel resto d’Italia (ma per certi tipo di reato il calo dura da più di tre anni)''.

 

Per l'ex presidente della federazione regionale del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza sarebbe stata l’ossessiva propaganda negativa verso i migranti ad aver nascosto i dati veri facendo percepire ai cittadini una realtà opposta ma priva di fondamento reale il tutto a scopo elettorale. ''Ecco - prosegue Passerini - i dati che smentiscono Salvini. I reati sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni, segnati da un considerevole aumento di profughi e con governi di centrosinistra in Italia e in Trentino-Alto Adige. Il 30 dicembre 2016, il questore di Trento Massimo D’Ambrosio alla festa della Polizia dichiarava: “ Il primo dato che emerge chiaro, netto e incontrovertibile è che i reati sono diminuiti del 20,69%''. Il 10 aprile 2018, dichiarazioni sempre del questore di Trento Massimo D’Ambrosio alla festa della Polizia ribadiva: “I reati diminuiscono, la percezione della sicurezza è travisata. Tra l’aprile 2015 e l’aprile 2018 i reati in Trentino sono passati da 17.463 a 14.634”.

 

Per Passerini i dati non mentono: ''Vuol dire che negli anni di massimo afflusso di profughi, anche nelle strutture di accoglienza, i reati sono drasticamente diminuiti. Quindi non solo non c’è mai stata nessuna correlazione tra aumento dei profughi e aumento della criminalità, ma in presenza di un aumento dei profughi la criminalità è diminuita. Quella che è cresciuta è la propaganda a base di false notizie. Lo stesso vale per l’Alto Adige. L'11 gennaio 2018, il questore di Bolzano Giuseppe Racca spiegava: “ Nel 2017 i reati in Alto Adige sono calati nel 16%”. E i dati regionali sono in linea con quanto è successo a livello nazionale. Negli anni di maggior afflusso dei profughi c’è stato un netto calo dei reati, ma è cresciuta la propaganda negativa fatta di false notizie nei loro confronti e quindi è cresciuta una falsa percezione della realtà''.

 

Vengono, quindi, degli articoli di giornali. Si va dal “Corriere della sera” del 12 marzo 2018 che titolava ''I reati calano, la paura cresce'', di Domenico Affinito e Milena Gabanelli. ''Il reportage cita - spiega Passerini - dati del Ministero degli Interni ma, sottolineano gli autori, questi dati sono stati resi noti soltanto dopo le elezioni, precedute da una ossessiva propaganda all’insegna delle fake news sui migranti e la sicurezza: nel 2017, secondo il Ministero degli Interni, rispetto al 2016 gli omicidi sono diminuiti dell’11,2%, le rapine dell’8,7%, i furti del 7%”.

 

Poi c'è il “Corriere della sera” 28 giugno 2018: “Calano i reati, cresce la voglia di armi”. ''In questo caso il giornalista Rinaldo Frignani riporta i dati del Rapporto sulla sicurezza del Censis. Nel 2017 i reati in Italia sono calati del 10,2% rispetto al 2016. E’ inquietante che la percezione dei cittadini, scrive il giornalista, sia l’opposto. Quindi - conclude Passerini - non c’è nessun rapporto tra decreto sicurezza e calo dei reati, perché questo calo c’era già stato, e in misura maggiore, negli ultimi anni, senza decreto sicurezza, con il massimo di afflusso di profughi e con il centrosinistra al potere. Sono invece aumentati nei mesi seguenti l’emanazione del decreto sicurezza, ma il ministro degli Interni non lo dice, i reati dei politici leghisti al potere. Quello di cui avremmo bisogno sarebbe un decreto sicurezza anti-corruzione''.

 

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