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Coronavirus, la bugia di Fugatti ai trentini per (non)spiegare le sue responsabilità: ''Il calcolo dell'Rt non è conosciuto'' (VIDEO). L'ex rettore: ''Un'altra delle sue perle''

Mentre gli impianti dell'Abetone sono stati allertati dai loro amministratori che la Toscana sarebbe diventata arancione quelli del Trentino non hanno avuto la stessa ''fortuna'' e anzi Fugatti e Failoni hanno anche firmato un'ordinanza per aprire le piste. Fugatti si è giustificato in maniera imbarazzante dicendo che l'Rt è un mistero della fede ma così non è come spiegano ''professoroni'', ''gufi'' e ''scienziatoni'' come l'ex rettore Bassi o l'ex presidente dell'Agenzia spaziale Battiston. Se poi ci si mette che l'Rt è calcolato per tutta Italia proprio a Povo dall'Fbk (ecco le loro slide) la figuraccia è completa 

Di Luca Pianesi - 13 febbraio 2021 - 12:43

TRENTO. E' l'ennesima bugia del presidente Fugatti ai suoi concittadini. Una supercazzola lunghissima che altrove, in un contesto serio, porterebbe alla dimissioni di chi l'ha detta. Fugatti ha mentito sapendo di mentire oppure ha dimostrato di essere talmente ignorante (nel senso che ignora, ovviamente) da non conoscere ancora nulla, dopo un anno di pandemia, della regola numero uno che segna il destino di regioni e province autonome e quindi della gestione della pandemia, quella dell'Rt.

 

In entrambi i casi qualcosa di gravissimo che deve mettere in allarme l'intera comunità trentina che, dopo mesi di proclami e propaganda, morti e ospedali pieni come pochissimi in Italia, si ritrova in zona arancione proprio nell'unico momento in cui avrebbe contato essere gialli: quello della riapertura degli impianti per tentare di salvare il salvabile per il mondo della montagna. Tre giorni fa l'ordinanza di Failoni e Fugatti per la riapertura delle piste fatta in pompa magna in una conferenza stampa dove, contemporaneamente si rassicurava la popolazione e si spiegava che in Trentino non ci sono varianti e che va tutto bene.

 

Altrove, invece, come in Toscana, amministratori seri andavano dai loro impiantisti a dire loro che non c'era niente da fare, che l'Rt di lì a pochi giorni sarebbe stato sopra l'uno e quindi si sarebbe finiti in zona arancione. E così l'Abetone, come ha svelato ieri la presidente degli impiantisti Ghezzi, già sapeva che non avrebbe potuto riaprire. Un ''no'' difficilissimo da digerire ma che ha evitato ai colleghi toscani di spendere ulteriori risorse e illudersi per l'ennesima volta.

 

Per i trentini non c'è stata la stessa attenzione. Forse Fugatti e soci hanno pensato che in qualche modo, pur sapendo quel che sarebbe successo, sarebbe stato meglio farsi fermare da Roma, e mettere in atto uno show misto di pietismo e vittimismo quale è stato quello andato in scena ieri durante la conferenza stampa, per spostare la colpa su altri, piuttosto che prendersi le proprie responsabilità. Forse davvero non sapevano e allora torniamo a quel problema di ignoranza che dicevamo sopra ed è terrificante se associato al fatto che chi studia, chi analizza i dati, chi li sa leggere e da settimane avvertiva che quello che il Trentino comunicava non era reale (e non è un caso che da gennaio, con la presa in analisi dei dati completi, tra antigenici e molecolari, le cose siano cambiate visto che questo Rt si riferisce a due settimane fa) è stato sempre bollato dal presidente e i suoi sodali ''gufo'', ''professorone'', ''scienziatone''

 

 

 

 

''Noi non sappiamo come si calcola l'Rtsarebbe anche sbagliato saperlo. Il calcolo non è conosciuto e dico anche giustamente dalle Regioni". Questo ha detto Fugatti per spiegare la sorpresa di ritrovarsi in zona arancione. Ebbene questo non è vero. L'ex rettore dell'Università di Trento Bassi, uno di quelli che assieme a il Dolomiti da settimane si batte per la trasparenza dei dati (unica strategia capace di salvare vite e tutelare l'economia), più volte nelle sue analisi della curva lo ha calcolato e sul suo blog oggi commenta definendo ''l'ennesima perla del Presidente'' queste affermazioni, così: ''Sostenere che l'indice Rt sia un 'oggetto misterioso' assolutamente non prevedibile è solo un maldestro tentativo di negare l'evidenza, fatto per calmare la giusta irritazione dei tanti trentini che, all'ultimo minuto, hanno visto sfumare la possibilità di far ripartire le loro attività economiche legate allo sci''. 

 

Uno che l'Rt lo ha spiegato a tutta Italia è l'ex presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston, un altro ''professorone'', ''gufo'', ''scienziatone'' per la vulgata fugattiana, che da mesi spiegava che i dati trentini non tornavano. Qui il suo approfondimento sulla pagina ScienzaInRete dal titolo ''Un modo semplice per calcolare R(t)''. Si parla di matematica, numeri, stime quindi, per carità, ci sta che Fugatti e soci non li calcolino direttamente. E forse non è la strategia migliore quella di dare del ''gufo'' a chiunque sappia qualcosa e possa aiutarli. Però un dirigente, un tecnico, un amico matematico potrebbe aiutarli giusto per salvare l'economia del territori ed evitare di far finire gambe all'aria il sistema.

 

In tutto questo è imbarazzante ricordare che sull'Rt si lavora da mesi proprio a Trento, anzi a Povo nello specifico, come punto di riferimento nazionale per l'Iss. Per chi vuole approfondire queste sono le slide di Stefano Merler marchiate Fbk e che trovate sul sito dell'Iss, tutte libere e consultabili assieme anche a un programmino che con un po' di pratica permette anche di conoscere l'Rt (QUI PER CURIOSARE).

 

 

 

 

Ultima nota a margine: due giorni fa l'Europa ha inserito il Trentino con l'Alto Adige e l'Umbria in zona ''rosso scuro''. La reazione di Fugatti è stata che forse non era giusta la loro stima, che forse anche l'Iss ci avrebbe dato ragione e che forse si sarebbe fatto valere, per questo, contro l'Europa. Forse, diciamo noi, si poteva chiedere un aiuto a un ''professorone'' o a un ''gufo'' di passaggio giusto per capire se davvero la situazione stava peggiorando. E invece no. Si è preferita la sceneggiata pubblica con tanto di figuraccia anche su questo tema. Insieme a un messaggio lanciato alla comunità molto pericoloso: quel ''peccato proprio adesso che siamo fuori dalla tempesta'' detto proprio da Fugatti.

 

La tempesta non è passata e la comunità, anzi, deve tornare ad alzare la soglia di attenzione. Far passare il messaggio che siamo arancioni perché la divinità dell'Rt ha detto ''arancione'' ma non si sa come mai perché in realtà tutto va alla grande è davvero pericoloso. L'unica verità del discorso di ieri del presidente è stato quando ha detto che nei mesi scorsi i nostri dati del Trentino erano molto peggiori di oggi eppure eravamo sempre rimasti gialli. Ma questa è un'altra storia: roba da ''gufi'' e ''professoroni'' e ve l'abbiamo già raccontata per settimane. ''E anche ammesso che il Presidente abbia difficoltà a comprendere che l'indice Rt diventa maggiore di 1 quando i contagi tendono ad aumentare, - conclude Bassi al riguardo - forse qualcuno dei ben pagati dirigenti che lo circondano avrebbe potuto spiegarglielo, prima che firmasse gli inutili decreti di riapertura della stagione sciistica''.

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