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Villa Agnedo, finanziamento da oltre 1 milione, bonifica di dieci ettari e quattro corsie della Ss47 bloccati dalla Pat dieci anni dopo per una parola

Oltre dieci anni di progetti e confronti cancellati per un vizio tecnico, anche se Comune e Consorzio sono d'accordo e il finanziamento è già stanziato. Al vertice d'urgenza va Kaswalder e non l'assessora Zanotelli. L'aria è tesa, sembra che Flavio Sandri, presidente del Consorzio di miglioramento fondiario, sia già pronto a compiere un passo indietro, ma per il momento preferisce non commentare

Di Luca Andreazza - 16 febbraio 2019 - 05:01

CASTEL IVANODieci ettari di terreno che potrebbero diventare coltivabili e che permetterebbero una rettifica sulla Ss47 per realizzare le quattro corsie a garantire maggiore sicurezza agli automobilisti bloccati per una parola. Oltre dieci anni di progetti cancellati, carte e documentazioni vanificate. Un piano vicinissimo all'azzeramento, se non già oltre il punto di non ritorno.

 

E' il caso della bonifica di circa dieci ettari di terreno agricolo a Villa Agnedo. L'aria è tesa, sembra che Flavio Sandri, presidente del Consorzio di miglioramento fondiario, sia già pronto a compiere un passo indietro, ma per il momento preferisce non commentare: "E' un provvedimento negativo, ma preferisco approfondire e valutare la determina".

 

Nel frattempo nella mattinata di ieri, venerdì 15 febbraio, si è tenuto un vertice negli uffici del servizio agricoltura della Provincia. Una riunione d'urgenza alla quale però ha partecipato Walter Kaswalder, presidente del consiglio provinciale, e non l'assessora competente, Giulia Zanotelli. Tutto fermo e resta che in questo momento il finanziamento provinciale da un milione e 200 mila euro è bloccato e l'intero progetto in stallo. Oltre a non valorizzare l'agricoltura in una zona delicata per un fulmine a ciel sereno dopo un decennio di confronti. Non è l'unica nota negativa, questo provvedimento probabilmente non permetterà nemmeno la messa in sicurezza della strada statale 47 in quell'area.

 

Un percorso avviato addirittura a inizio nuovo millennio. Corre il 2002 e si ipotizza l'allargamento della Ss47 a quattro corsie a Villa Agnedo. Gli agricoltori sono lungimiranti e temono, a ragione, che i terreni ai margini della statale possano essere espropriati, parte così la caccia alle contromisure per trovare altri spazi. Si interessano alla zona boschiva dell'Oltrebrenta, terreni di scarso valore, ma che potrebbero essere valorizzati. Inviano le richieste e proprio la Provincia invita i contadini a rivolgersi al Consorzio per aprire un'unica pratica e snellire le procedure.

 

Il progetto in località Bislonghi a Oltrebrenta di Villa Agnedo prevede la sistemazione e bonifica agraria di circa 10 ettari. La strada è tracciata, non mancano gli stop&go, ma prende forma una perfetta sinergia tra pubblico, privato e Consorzio, fino ad arrivare al 2008, quando effettivamente parte il progetto. Tra alti e bassi, frenate e accelerazioni, tutto sembra filare via abbastanza liscio. Il piano studiato nei dettagli per rispondere agli accorgimenti tecnici e superare alcuni, pochi, impasse al fine di ottenere il via libera e valorizzare quei terreni.

 

Nel frattempo il comune di Villa Agnedo entra a far parte, insieme a Strigno, Spera e Ivano Fracena, di quello di Castel Ivano. Ma anche qui non sembrano esserci problemi, l'iter procede e la bontà del progetto non viene praticamente messa mai in discussione. Dopo aver superato le valutazioni di impatto ambientale, redatto studi di fattibilità e messo in pratica procedure varie, la partita sembra definitivamente sbloccarsi alla fine dell'anno scorso.

 

Ma c'è solo ancora un passaggio da superare. A metà novembre scorso il consiglio comunale si riunisce per rispondere alla delibera 189 del 4 novembre 2016, adottata dall'allora commissario Giorgio Boneccher, chiamato a gestire il post fusione, per valutare la sospensione del diritto di uso civico per circa 6 ettari di terreno comunale da concedere al Consorzio di miglioramento fondiario di Villa Agendo per 40 anni. L'amministrazione era favorevole ai lavori bonifica, ma non aveva le risorse necessarie per coprire le spese di competenza e così aveva pensato di affittare a terzi, tramite regolare manifestazione d'interesse, i terreni e coprire così gli ammanchi. Ogni agricoltore avrebbe pagato per la propria quota, come avviene per le spese condominiali.

 

Insomma sono sempre tutti d'accordo. L'oggetto della "contesa" resta quindi la richiesta del Consorzio di modificare una parola nella delibera prima di andare a bando, cioè acconsentire che il subaffitto possa valere solo a favore dei soci del Consorzio stesso: basta sostituire "agricoltore" con "consorziati". Una questione formale, ma anche sostanziale, per essere in regola rispetto allo Statuto del Cmf e garantire il diritto di prelazione (l'uso civico appunto) degli abitanti di Villa Agnedo come da regolamento comunale. 

 

Il comune di Castel Ivano è il socio di riferimento del Consorzio, ma quest’ultimo può prevedere ruoli solo a favore dei propri soci e non verso altre realtà. Il consiglio comunale discute e raggiunge nuovamente la quadra, quasi unanime: solo due i consiglieri contrari, in maggioranza oltretutto, mentre le minoranze votano ok. Il passaggio successivo è il via libera anche dell'assemblea del Consorzio e dal bando arrivano anche le manifestazioni d'interesse.

 

Sembra fatta, la volta buona per partire con i lavori, dovrebbe essere il nulla osta definitivo, ma nel frattempo cambia la guida del governo in piazza Dante e arriva la doccia fredda. Il servizio agricoltura provinciale boccia proprio questo passaggio, un passaggio comunale, già annunciato e preventivato nel 2002 e 2008, e sempre effettuato nella massima trasparenza, un vizio tecnico, quanto basta per, nei fatti, azzerare tutto. Nessun finanziamento e niente progetto, con tutto quanto consegue tra terreni e Ss47 fermi al palo. E qualcuno, in Provincia, dovrà spiegare ai contadini che tutto è saltato, ma magari le quattro corsie si faranno comunque.

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