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Agricoltura, tre settimane dopo l'Alto Adige e senza aver consultato i rappresentanti dei lavoratori al via la quarantena attiva in Trentino

Oggi è stato firmata in pompa magna la convenzione che disciplina le modalità e i tempi per assicurare l'effettuazione dei tamponi Sars Cov 2 ai lavoratori agricoli provenienti dai Paesi per cui è previsto l'isolamento fiduciario e sottoposti a quarantena attiva. Polemico il segretario della Cgil: '' l'assessora Giulia Zanotelli ha pensato bene di non coinvolgere chi i lavoratori li rappresenta''

Pubblicato il - 21 agosto 2020 - 19:46

TRENTO. In ritardo di tre settimane rispetto al vicino Alto Adige, senza condivisione e coinvolgimento delle parti sociali e di chi rappresenta i lavoratori, l'assessora Zanotelli è riuscita nell'impresa di fare quello che si annunciava da settimane: attivare ''la quarantena attiva'' per i lavoratori stagionali. Il provvedimento è stato presentato oggi dalla Giunta della provincia di Trento in pompa magna con presenti anche i rappresentanti di Federazione trentina della Cooperazione, Coldiretti Trento, Confagricoltura Trento, Acli-Terra, Associazione contadini trentini, CIA Agricoltori Italiani e Apss che hanno firmato la convenzione che disciplina le modalità e i tempi per assicurare l'effettuazione dei tamponi Sars Cov 2 ai lavoratori agricoli provenienti dai Paesi per cui è previsto l'isolamento fiduciario e sottoposti a quarantena attiva.

 

Insomma un provvedimento che riguarda i lavoratori al quale hanno preso parti tutti tranne i rappresentanti dei lavoratori stessi, come sottolinea anche il segretario generale della Cgil, Andrea Grosselli: ''Bene, peccato che l'assessora Giulia Zanotelli ha pensato bene di non coinvolgere chi i lavoratori li rappresenta, ossia i sindacati Cgil, Cisl, Uil del Trentino. Forse che era troppo urgente per fare un passaggio con le sigle sindacali? Comunque poco male: l'importante è che si faccia il tampone a tutti prima di avviare la quarantena attiva come abbiamo chiesto più volte e come si fa a Bolzano (loro lo hanno deciso un mese fa senza tante manfrine). Solo così si garantisce la sicurezza e la salute di chi lavora. Intanto continua l'opera del presidente Fugatti che per evitare il confronto e nascondere che lo slogan "prima i trentini" era solo propaganda, esclude chi democraticamente gli muove qualche critica''.

 

E quel che dice Grosselli è indiscutibile: l'Alto Adige aveva cominciato a discutere della quarantena attiva addirittura a metà maggio (QUI COMUNICATO DELLA PROVINCIA) per poi attivarla con ordinanza del primo agosto (QUI COMUNICATO) quindi prima che l'emergenza fosse alle porte (e negli scorsi giorni sono già stati una quindicina i lavoratori risultati positivi dai tamponi) come invece sta accadendo in Trentino visto che alcune attività di raccolta sono già partite questa settimana e il bisogno di manodopera è già impellente.

 

Come funziona:

 

La convenzione prevede che il datore di lavoro di ciascuna azienda, sentito il referente Covid aziendale, se presente, invii, per il tramite della Federazione trentina della Cooperazione, al Servizio Igiene Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell'Apss, all'indirizzo mail segreteria.uoisp@apss.tn.it, la segnalazione di inizio della quarantena e la contestuale richiesta di effettuazione del tampone, con i dati del lavoratore. In caso di tampone negativo il lavoratore potrà proseguire la sua attività nel rispetto della quarantena attiva fino al quattordicesimo giorno dall'ingresso in Italia.

In caso di tampone positivo il Servizio igiene pubblica del Dipartimento di prevenzione dell'Apss chiamerà il lavoratore per l'indagine epidemiologica, che riguarderà anche i contatti lavorativi. In questo caso è onere del lavoratore comunicare al proprio datore di lavoro l’avvio del periodo di astensione dal lavoro.

Vademecum e check list sono il risultato dell'attività, realizzata con un approccio organico, unitario e di sistema, da un gruppo coordinato dall'Assessorato all'agricoltura della Provincia, sul modello di quanto fatto in questi mesi di emergenza Covid, in stretta collaborazione con la Cooperazione e le associazioni agricole. Grazie a questi documenti, patrimonio comune di tutto il settore agricolo provinciale, ogni datore di lavoro e ogni lavoratore saranno guidati nella loro operatività per assicurare le massime garanzie possibili nella prevenzione della diffusione del virus. L’obiettivo era di mettere assieme le necessità delle aziende agricole, particolarmente impegnate in questo periodo di raccolta, con la sicurezza di tutta la comunità di fronte al rischio di contagio da Covid-19.

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