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Agricoltura, i sindacati scrivono alla ministra Bellanova: ''Ci sono già soluzioni pronte, basta che la Provincia le metta in pratica''

Nei giorni scorsi l'assessora Zanotelli ha inviato una lettera alla ministra. Ora anche i sindacati si rivolgono a Bellanova per spiegare che ci sarebbero già le soluzioni. Cgil, Cisl e Uil: "E’ davvero avvilente e di basso profilo che in un momento tanto delicato, la mancanza di manodopera in agricoltura diventi occasione per attaccare i diritti e per fare battaglie ideologiche"

Di L.A. - 07 agosto 2020 - 20:56

TRENTO. E' un continuo botta e risposta tra Cgil, Cisl e Uil e l'assessora Giulia Zanotelli. Il tema è quello della manodopera in agricoltura, soprattutto gli addetti che provengono dall'estero. Da piazza Dante è arrivata la replica ai sindacati (Qui articolo), i quali chiedono di seguire quanto previsto a Bolzano e in particolare eseguire i tamponi a tutti (Qui articolo).

 

Nelle ultime settimane in diverse Nazioni c'è stata una crescita dei contagi, come in Romania. Il ministro Roberto Speranza ha inserito questo Paese nella lista di quelli a rischio con tutte le criticità del caso per quanto riguarda il settore agricolo con il periodo di raccolta ormai alle porte (Qui articolo). E l'assessora ha inviato una lettera alla ministra Teresa Bellanova per avere indicazioni sulle procedure.

 

L'iniziativa di attendere un intervento da Roma è stata duramente criticata nei giorni scorsi, soprattutto dal Patt: "La Giunta leghista perde per l'ennesima volta l'occasione per dimostrarsi almeno un minimo autonomista. L'assessora una scelta politica l'ha fatta e anche chiara: scaricare le responsabilità sulla ministra Bellanova, affermando che si è in attesa che il governo faccia qualcosa. Probabilmente questa mossa servirà al capitano Salvini per racimolare qualche consenso, ma se questo è il concetto di autonomia della Lega, proprio non ci siamo" (Qui articolo). A Bolzano si è scelto diversamente: il presidente Kompatscher nei giorni scorsi, infatti, ha firmato una ordinanza, dopo il confronto con le categorie, per regolamentare queste particolari situazioni (Qui articolo).

 

Nel frattempo anche le parti sociali hanno deciso di scrivere una lettera alla ministra. "I voucher possono già essere utilizzati per far lavorare pensionati e studenti - commentano Maurizio Zabbeni (Flai Cgil), Fulvio Bastiani (Fai Cisl) e Fulvio Giaimo (Uila Uil) - ma anche per chi usufruisce di ammortizzatori sociali, proprio per i recenti interventi legislativi approvati dal governo di cui fa parte. Il contratto dell'agricoltura consente ampiamente la massima flessibilità possibile, prevede anche l'impiego a chiamata a ore. A differenza del voucher, il contratto non demolisce i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori in termini di previdenza, salute, maternità, formazione, professionalità. E’ davvero avvilente e di basso profilo che in un momento tanto delicato, la mancanza di manodopera in agricoltura diventi occasione per attaccare i diritti e per fare battaglie ideologiche".

 

Viene ribadita la necessità di seguire quanto già avviene in Alto Adige. "La nostra proposta - aggiungono i sindacati - è che le aziende si facciano carico dell’effettuazione del tampone a tutti i lavoratori che arrivano sul nostro territorio, aggiungendo comunque, nel rispetto dei protocolli in tema di salute e sicurezza nella gestione della pandemia da Covid 19 che già la prevedono espressamente, la quarantena attiva a esito negativo dell’indagine sanitaria".

 

Un metodo che viene utilizzato anche in altre regioni, come la Lombardia. "Oltre al merito, andrebbe rilevato lo strappo nel metodo. Esistono tavoli provinciali istituzionali preposti alla gestione della materia salute e sicurezza in riferimento al rischio contagio da SarsCov2, che già hanno in parte disciplinato l’utilizzo della manodopera straniera. Le soluzioni sarebbero già praticabili in loco attraverso scelte politiche condivise tra tutte le parti sociali e attuate da parte di chi governa il nostro territorio", concludono Zabbeni, Bastiani e Giaimo.

 

 

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