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La ministra Bellanova a Trento: “Ianaselli? Fa bene a rivendicare il suo ruolo nel sindacato”

Tanti i temi toccati dalla ministra Bellanova: “Occuparsi dell’agricoltura significa sostenere chi nell’agricoltura lavora. Solo così ci si prende cura del territorio, e di conseguenza del turismo. Se ci fosse vita su Marte persino lì saprebbero che Trento è un territorio turistico”

Di Marianna Malpaga - 10 September 2020 - 20:39

TRENTO. “Occuparsi dell’agricoltura significa sostenere chi nell’agricoltura lavora. Solo così ci si prende cura del territorio, e di conseguenza del turismo. Se ci fosse vita su Marte persino lì saprebbero che questo è un territorio turistico. Esiste un turismo più lento legato alla montagna, all’enogastronomia e alle valli”. Questa la frecciata della ministra delle politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova scoccata durante la conferenza stampa che si è svolta a Tuttoverde, impresa sociale di Progetto 92. La ministra è arrivata nel capoluogo su invito dei candidati alle prossime elezioni comunali di “Più Trento Viva”.

 

L’incontro è arrivato dopo una mattinata fitta d’incontri: accompagnata dalla senatrice trentina Donatella Conzatti, Bellanova ha visitato la distilleria Marzadro a Nogaredo, alcuni vignaioli, le Cantine Ferrari, la Locanda Margon di Trento e le cooperative agricole. “Sai Teresa – ha esordito il candidato sindaco Franco Ianeselli in apertura dell’incontro – io sono stato segretario della Cgil. Quando avevo 17 anni, ho preso un treno per andare a una manifestazione di metalmeccanici a Roma, e lì è iniziato il mio percorso nel sindacato. Per più di vent’anni mi sono occupato dei lavoratori. Oggi quando mi dicono con tono accusatorio ‘Hai fatto il sindacalista’, rispondo Sì, e di cosa dovrei vergognarmi?”. Un’affermazione che ha trovato d’accordo la ministra che ha aggiunto: “Per noi il lavoro è un punto fondamentale, e fa bene Franco a sostenere che non deve giustificarsi nel dire che è stato sindacalista”.

 

La ministra ha sottolineato più volte l’importanza di adottare una politica riformista. “È una pratica che rispetta l’interlocutore – ha spiegato Bellanova – e rende chiaro qual è l’impegno che assumi, anche quando questo non ti porta a ricevere un consenso immediato. Perché credo che alla lunga sia ciò che le persone apprezzano”. Perciò, ha insistito la ministra, è importante fare proposte concrete. “Abbiamo bisogno di mercati aperti – ha spiegato Bellanova – dobbiamo mandare e ricevere se vogliamo continuare a essere la seconda manifattura d’Europa. Quelli che applaudivano la Brexit non ascoltano questi dati, altrimenti si vergognerebbero del danno che hanno prodotto assecondando queste politiche. Dobbiamo far riflettere le persone su quante opportunità in meno avrebbero se l’Italia fosse nelle mani dei sovranisti, fuori dall’Unione Europea”. L’attacco a sovranisti e populisti si è esteso anche a misure come “quota cento”, criticata da Italia Viva. “Certo che a tutti piacerebbe andare in pensione prima – ha riconosciuto Bellanova – ma è davvero quella la priorità che abbiamo? Ce lo possiamo davvero permettere?”.

 

La ministra ha poi ricordato l’importanza della filiera agroalimentare. Un’importanza che si è percepita soprattutto durante il lockdown. “In quella fase – ha incalzato Bellanova – abbiamo capito che chi ha mantenuto in piedi il nostro Paese, oltre alla filiera sanitaria, è stata la filiera alimentare. Si tratta di un lavoro fatto soprattutto da donne: nell’agricoltura la maggior parte delle lavoratrici sono donne, come anche le cassiere dei supermercati”. L’agricoltura rappresenta anche un tassello fondamentale per rispondere all’emergenza climatica. “Avere una buona agricoltura – ha asserito la ministra – significa anche avere rispetto del territorio e farsi carico della crisi climatica senza chiacchiere isteriche. Vuol dire dare una risposta concreta al problema, che si chiama impatto ambientale, con norme di buona coltivazione, politica e amministrazione”.

 

Un altro tema toccato è stato quello della regolarizzazione dei rapporti di lavoro all’interno dell’agricoltura, soprattutto per i lavoratori stranieri. “Se non è lo Stato che si fa caricato di queste persone – ha detto Bellanova – c’è qualcun altro che se ne occupa, e non è il volontariato, ma la criminalità organizzata”. Infine, un invito a tutti i candidati di “Più Italia Viva”, e alla politica in generale. “Se governi – ha incalzato Bellanova – non ti deve tremare la mano. Devi assumerti la responsabilità di fare quello che è giusto fare anche se non sempre riceverai degli applausi”.

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