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Elezioni, l'europarlamentare Dorfmann con il Patt: "Fondamentale il collegamento tra Trento e l'Europa'' e rilancia il tunnel del Brennero: ''E' strategico''

L'Europarlamentare a Trento con gli autonomisti del Patt per parlare di Europa, agricoltura e infrastrutture. E su Trento turistica spiega: "Se guardo ai pernottamenti turistici, probabilmente uno che vuole venire in vacanza in Trentino non va a Trento, come uno che vuole andare in vacanza in Alto Adige non va necessariamente a Bolzano. Però un capoluogo ha sempre un forte collegamento, e Trento è una città che ha monumenti e musei notevoli"

Di Marianna Malpaga - 12 settembre 2020 - 13:24

TRENTO. “La città di Trento e l’Unione Europea, è chiaro, sono su due livelli politici completamente diversi. Però è un momento importante anche per la politica europea, perché proprio adesso stiamo discutendo il bilancio dell’Ue e il famoso Recovery Fund. Questo interessa sicuramente anche al Trentino e una città come Trento”.  Queste le parole di Herbert Dorfmann, europarlamentare altoatesino della SVP, ieri a Trento per un incontro con i candidati del Patt alle elezioni comunali di Trento.

 

Quali sono i provvedimenti europei che “toccheranno” anche la città di Trento?

I contributi europei hanno un’importanza notevole. Non si tratta solo di agricoltura, certamente interessante per la città di Trento, ma anche di fondi strutturali. Per il Trentino è importantissimo l’aumento del bilancio per la ricerca, dal momento che Trento ha un’università che si è sempre dimostrata capace nel pensare bandi per ottenere fondi europei, come quelli del programma Erasmus.

 

Per quanto riguarda il Recovery Fund, invece?

Bisogna vedere come questi 200 miliardi che saranno a disposizione dell’Italia verranno suddivisi a livello nazionale tra regioni per finanziare progetti validi. 7,5 miliardi del Recovery Fund, poi, andranno al PSR (Programma di Sviluppo Rurale). Solitamente le due province autonome sono sempre state virtuose quando avevano progetti in mano. Forse qualche progetto utile in mano noi l’abbiamo: penso al grande progetto della linea ferroviaria, del tunnel del Brennero. A Trento forse non ci rendiamo ancora conto dell’importanza della circonvallazione: se non sarà costruita, tra qualche anno l’autostrada passerà davanti alla stazione di Trento. E vorrei vedere quanto sarà contenta la gente di Trento che vive in quella parte della città. È un’opera che per il Trentino è di fondamentale importanza, secondo me.

 

Quali sono le sfide che dovrà affrontare l’Unione Europea, ripresa economica a parte?

C’è la sfida del bilancio, a cui sono legate la riforma della politica agricola e della politica strutturale. Spero anche che parta finalmente il grande progetto della Conferenza sul futuro dell’Europa, che doveva prendere avvio questa primavera ma è stata bloccata a causa dell’emergenza sanitaria. Questa conferenza vuole avviare un dibattito che duri uno o due anni tra istituzioni dell’Unione Europea e cittadini europei. Rappresenta un momento importante di riflessione su come l’Unione debba andare avanti. Negli ultimi mesi abbiamo visto tutte le limitazioni e le debolezze dell’Unione Europea: il Covid-19 ha messo a nudo il problema che l’Unione deve affrontare: il crescente nazionalismo, il protagonismo degli Stati che vogliono fare ognuno per sé.

 

E da un punto di vista umanitario l’Unione Europea si sta ricompattando? Penso a quello che è successo a Moria qualche giorno fa.

No. Sulle politiche d’immigrazione l’Unione Europea purtroppo non è compatta. Spero vivamente che i ministri responsabili si mettano d’accordo per risolvere insieme la situazione. È chiaro che in questo momento bisogna soccorrere soprattutto i bambini che si trovano a Lesbo. Però a mio avviso non si può pensare che chi arriva in questi centri d’accoglienza possa entrare direttamente nell’Unione Europea. Sono centri dove si valuta la situazione di queste persone e si decide se possono entrare o no nell’Unione Europea. Non possiamo permettere che chiunque riesce ad attraversare le frontiere esterne dell’Unione abbia poi anche il diritto di stare in Europa.

 

Cosa pensa invece del provvedimento adottato dalla giunta provinciale, che esclude Trento dalla lista delle città turistiche?

Non mi voglio intromettere nelle decisioni della Provincia. Penso però che Trento sia un po’ come Bolzano. È chiaro che Trento non è un luogo turistico come lo è invece Madonna di Campiglio, piuttosto che Pinzolo o la Val di Fiemme. Però è il capoluogo di una regione altamente turistica, il Trentino. Perché il turista che visita Predazzo, quando piove che cosa fa? Va a visitare Trento. Se guardo ai pernottamenti turistici, probabilmente uno che vuole venire in vacanza in Trentino non va a Trento, come uno che vuole andare in vacanza in Alto Adige non va necessariamente a Bolzano, ma sull’Alpe di Siusi. Però un capoluogo ha sempre un forte collegamento, e Trento è una città che ha monumenti e musei notevoli.

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