Tempo di elezioni e allora rispunta l'autostrada Venezia-Monaco ''per collegare Belluno all'Europa'', Fratelli d'Italia: ''Strategica per turismo e commercio''
A parlarne è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Razzolini, membro della III Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, competente in politiche economiche: “Di Venezia–Monaco abbiamo sentito parlare molte volte e la storia di quell’arteria sembra essersi fermata, ma oggi i tempi possono essere maturi almeno per un nuovo prolungamento”

VENEZIA. In Regione spunta di nuovo la Venezia-Monaco, infrastruttura che già Luca Zaia riteneva strategica per portarci “nel cuore della Mitteleuropa”. Oggi, con l’avvicinarsi delle elezioni, a parlarne è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Tommaso Razzolini, membro della III Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto, competente in politiche economiche: “Di Venezia–Monaco abbiamo sentito parlare molte volte e la storia di quell’arteria sembra essersi fermata, ma oggi i tempi possono essere maturi almeno per un nuovo prolungamento”.
Secondo Razzolini, occorre seguire il modello Vittorio Veneto – Pian di Vedoia per dare una prima svolta concreta senza archiviare un progetto che ritiene strategico ed essenziale. “Un collegamento autostradale completo tra Venezia e Monaco, raccordato con l’A4 - commenta infatti - non sarebbe solo un’infrastruttura strategica al servizio del turismo, ma un asse fondamentale per gli scambi commerciali. In una fase storica in cui è sempre più importante consolidare i rapporti con le economie vicine, questo tracciato avvicinerebbe in modo concreto il Nordest italiano ai mercati della Baviera e dell’Austria, territori con cui condividiamo vocazioni produttive, filiere manifatturiere e un forte dinamismo industriale”.
Su un prolungamento autostradale dell’A27 era recentemente intervenuto anche il sindaco di Lozzo di Cadore Alessio Zanella, che la riteneva essenziale per collegare il Veneto e la provincia di Belluno all’Europa (qui l’articolo). Visione condivisa dunque anche dal consigliere Razzolini, secondo il quale non si tratterebbe solo di attrarre turisti, ma anche di rafforzare la cooperazione economica con aree che rappresentano partner naturali per il territorio regionale.
Tuttavia, l’opera complessiva richiede una volontà politica internazionale e locale condivisa, oltre a ingenti risorse e senza dimenticare l’ambiente, che però Razzolini non cita. “Può essere ragionevole - aggiunge invece - valutare intanto un prolungamento capace di sciogliere anche il collo di bottiglia di Longarone. Il 30 novembre 1994 venne inaugurato il tratto da Vittorio Veneto a Pian di Vedoia, dopo oltre vent’anni di stallo dall’apertura Conegliano–Vittorio Veneto nel 1972 e del precedente Mestre–Conegliano nel 1972. Oggi, guardando a quelle conquiste, credo sia arrivato il momento di compiere un passo in avanti che porterebbe benefici a tutto il Cadore e al Veneto. Ogni fine settimana assistiamo a code e disagi che hanno spinto a chiudere strade di piccole località ai turisti di rientro dalla montagna: è giusto dare risposte ai residenti, ai turisti e al commercio. Se l’opera complessiva richiede ingenti somme, un prolungamento sarebbe più sostenibile e, una volta constatati i benefici, potrebbe spingere a realizzare l’intero progetto”.












