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I sindacati: “In assestamento nemmeno un euro per i lavoratori colpiti dalla crisi, le risorse in arrivo da Roma vengano utilizzate per una manovra espansiva”

Per il Trentino Roma ha stanziato fondi per 355 milioni di euro, Cgil, Cisl e Uil scrivono una lettera a Fugatti: “La mancata valorizzazione delle nuove risorse messe a disposizione dello Stato risulterebbe davvero incomprensibile per chi attende tempestivi e significativi interventi a sostegno dei disoccupati, dei cassintegrati e, in generale, delle famiglie”

Di Tiziano Grottolo - 23 luglio 2020 - 19:45

TRENTO. Dopo una lunga serie di trattative Regioni, Province autonome e Stato hanno trovato un accordo per ripartire le risorse concesse da Roma per ristorare i bilanci danneggiati dal lockdown (QUI articolo). Un “tesoro” da 4,3 miliardi suddiviso tra Regioni a Statuto ordinario e quelle a Statuto speciale, che hanno ricevuto rispettivamente 228 e 220 milioni.

 

Tutti contenti? Non è detto, perché se Bolzano ha salutato l’accordo esprimendo grande soddisfazione da Trento le reazioni sono arrivate in ritardo con Maurizio Fugatti che ha rivendicato il risultato ottenuto grazie “alla linea dura”, ma con i sindacati che hanno preferito elogiare il lavoro svolto dall’omologo Arno Kompatscher e non quello del presidente della Pat (QUI articolo).

 

Adesso che il “tesoretto” sta per essere consegnato Cgil, Cisl e Uil chiedono di utilizzare le risorse per una manovra “realmente espansiva” da inserire in assestamento di bilancio. Perchè, spiegano: La mancata valorizzazione delle nuove risorse messe a disposizione dello Stato risulterebbe davvero incomprensibile in particolare al mondo del lavoro che attende tempestivi e significativi interventi a sostegno dei disoccupati, dei cassintegrati e, in generale, delle famiglie”. Per perorare le loro cause le sigle sindacali hanno scritto una lettera a Fugatti che riportiamo integralmente.

 

Gentilissimo Presidente,

la felice conclusione del negoziato con il Governo portato avanti dal Presidente Kompatscher in nome e per conto delle Regioni e Province a statuto speciale sulla copertura del mancato gettito fiscale determinato dalla crisi economica causata dall’emergenza Covid-19, libera risorse ingenti tali da poter mettere in atto una manovra realmente espansiva fin dall’assestamento di bilancio 2020 contenuto dal disegno di legge provinciale n. 60/XVI.

 

L’Accordo quadro, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sottoscritto lunedì 20 agosto da Lei e dagli altri Presidenti di Regioni e Province autonome insieme al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte e dal Ministro dell’Economia e Finanze Gualtieri, assicura infatti le risorse necessarie all’espletamento delle funzioni istituzionali per l’anno 2020 anche per la nostra Provincia. Ai 136,54 milioni di euro come quota del riparto delle risorse già disponibili a valere sull’articolo 111 del decreto legge n. 34/2020, alla Provincia autonoma di Trento vengono garantiti ulteriori 218,46 milioni di euro, per un totale di 355 milioni di euro per il 2020.

 

Considerato che il meccanismo previsto per la corresponsione di queste risorse alla nostra Provincia avverrebbe in prima battuta attraverso una corrispondente riduzione del concorso dell’Autonomia alla finanza pubblica nazionale come si evince dal punto 2 dell’accordo quadro e che lo stesso accordo sancisce l’obbligo di recepirne i contenuti entro il 30 settembre potendolo fare quindi anche immediatamente, crediamo sia necessario un intervento sul disegno di legge di assestamento di bilancio affinché le nuove risorse vengano messe subito a disposizione del rafforzamento delle politiche pubbliche in funzione anticiclica ed in particolare a favore della coesione sociale e del welfare, del rilancio dell’economia locale e del sostegno all’occupazione fortemente colpita dalla crisi economica provocata dall’emergenza sanitaria Covid-19.

 

Vista la grave situazione economica e sociale che il Trentino sta vivendo, testimoniata tra l’altro dai recenti dati sul mercato del lavoro provinciale, nonché dalla diverse e crescenti necessità della Pubblica Amministrazione legate alla prevenzione del rischio Covid-19 anche per l’autunno sia nel sistema pubblico che in quello privato, crediamo sia fondamentale intervenire subito potenziando la portata finanziaria della manovra di assestamento, in modo da attuare tempestivamente tutti le misure utili a rilanciare l’economia e il mercato del lavoro.

 

La mancata valorizzazione delle nuove risorse messe a disposizione dello Stato - pari lo ripetiamo a ben 218,46 milioni di euro - all’interno del disegno di legge 60/XVI che, ad oggi, non prevede tra l’altro neppure un euro per le lavoratrici ed i lavoratori colpiti dalla crisi economica in atto, risulterebbe davvero incomprensibile in particolare al mondo del lavoro che attende tempestivi e significativi interventi a sostegno dei disoccupati, dei cassintegrati e, in generale, delle famiglie. Anche al fine di verificare la possibilità di condividere alcune proposte per l’utilizzo delle nuove risorse disponibili, Le chiediamo quindi un incontro urgente da tenersi anche nelle prossime ore.

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