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| 21 lug 2020 | 16:40

L’allarme dei sindacati: “Con lo sblocco dei licenziamenti impennata dei disoccupati, la Giunta non può ignorare la situazione”

Da tempo i sindacati chiedono alla Giunta un impegno maggiore verso famiglie e lavoratori ma ora si inizia a parlare apertamente di un rischio collasso: “È fondamentale non lasciare solo chi perde il lavoro, in questo senso lascia perplessi l’ipotesi di esternalizzare alcuni servizi”

L’allarme dei sindacati: “Con lo sblocco dei licenziamenti impennata dei disoccupati
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Più sostegno al reddito e politiche attive per tamponare l’emorragia di posti di lavoro, queste le richieste dei sindacati alla giunta Fugatti. I dati sul calo delle assunzioni e la perdita di oltre 11mila posti di lavoro, già nei primi cinque mesi del 2020, sono sicuramente allarmanti e non fanno altro che confermare una tendenza che si era già evidenziata ad aprile. Proprio per questo però erano stati previsti e ampiamente annunciati ma per Cgil, Cisl e Uil troppo poco è stato fatto per arrestare questo crollo.

 

La Giunta – affermano i sindacati – non può più ignorare la situazione drammatica in cui si trovano molti lavoratori trentini e le loro famiglie”. La Triplice è intenzionata a suonare la sveglia a Piazza Dante: “Servono immediati stanziamenti per potenziare l’assegno unico e dare così un sostegno al reddito a quelle famiglie e a quei lavoratori che, pur non essendo in condizione di povertà, sono in grave difficoltà perché non hanno la copertura degli ammortizzatori sociali o perché il loro reddito si è drasticamente ridotto”.

 

I tre segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti puntano il dito sulle risorse sin qui stanziate “assolutamente insufficienti” e le modifiche apportate dalla Giunta all’Assegno unico che non solo non risolvono il problema ma creano anche maggiore iniquità”. Per scongiurare l’acuirsi della crisi una parte delle risorse andrebbe destinata al sostegno della domanda delle famiglie “altrimenti – dicono i sindacati – si rischia il collasso sociale”.

 

Accanto a queste misure Cgil, Cisl e Uil chiedono di potenziare le dotazioni finanziarie dell’Agenzia del Lavoro: “È tempo di investire anche sulle politiche attive del lavoro. Quando si sbloccheranno i licenziamenti avremo una impennata di disoccupati. Queste persone andranno sostenute non solo sul piano del reddito, ma anche con azioni mirate per la formazione e riqualificazione professionale per far sì che quando l’economia ripartirà abbiano carte da spendere sul mercato del lavoro”.

 

Per raggiungere questo scopo andrebbero rifinanziati gli strumenti del documento di politiche del lavoro come dal tutoraggio, all'inserimento lavorativo, passando per coaching, bilanci di competenze e percorsi formativi. “È fondamentale non lasciare solo chi perde il lavoro”. Allo stesso tempo è necessario rafforzare e potenziare i centri per l’impiego sia aumentando gli organici, sia rafforzandone le dotazioni organizzative e tecnologiche.

 

“In questo quadro – sottolineano i segretari – lascia perplessi l’ipotesi a cui starebbe lavorando la Giunta per esternalizzare alcuni dei servizi oggi svolti dai centri per l’impiego per affidarli ad agenzie di somministrazione lavoro. Invece di potenziare in questa fase di crisi – accusano – pensano di smobilitare, è assolutamente sbagliato”. Cgil, Cisl e Uil chiedono di avviare una riorganizzazione che crei maggiore efficienza, investendo sulla digitalizzazione di alcuni servizi, sul lavoro agile e sulla qualificazione del personale per gestire questa fase estremamente delicata. È chiaro che per fare ciò servono risorse e l’esecutivo sembra più intenzionato a tagliare che a investire sui servizi per il lavoro”, l’amara conclusione dei sindacati.

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