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| 20 mag 2021 | 16:12

Coronavirus e famiglie in crisi, i sindacati contro la Giunta: "E' scandaloso, nelle casse di Piazza Dante fermi 13 milioni di euro stanziati ormai un anno fa"

Per Cigl, Cisl e Uil ci vogliono "più sostegni economici e più politiche di attivazione" per sostenere le famiglie in crisi sul territorio provinciale: "Ampliare gli interventi per i nuclei che rischiano di scivolare in situazione di povertà"

TRENTO. "La crisi erode il potere d'acquisto dei trentini e la Provincia non spende neppure quello che stanzia per le famiglie: è scandaloso, nelle casse di Piazza Dante fermi 13 milioni di euro stanziati ancora l'anno scorso. Servono più sostegni economici e più politiche di attivazione". Questa la posizione di Cgil, Cisl e Uil sulla situazione di difficoltà che sempre più nuclei famigliari del territorio si trovano vivere a causa della crisi. Crescono le domande per il reddito di cittadinanza, il potere d'acquisto delle famiglie cala e sono sempre di più i nuclei che "non riescono più a risparmiare nemmeno un euro".

 

A confermare la gravità della situazione i dati economici riportati dai sindacati, che restituiscono un quadro preoccupante: "Nei primi quattro mesi del 2021, l'Inps certifica che sono state raccolte il 66% di tutte le domande di reddito di cittadinanza presentate nel corso dell'intero 2020, mentre la Camera di commercio attesta che ormai 7 famiglie su 10 dichiarano di non riuscire più a risparmiare neppure un euro a fine mese".

 

"E' la dimostrazione della situazione di grave difficoltà in cui si trovano molti nuclei che vivono sul nostro territorio - sottolineano i tre segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti - per questa ragione abbiamo chiesto, inascoltati, che venissero aumentate le risorse per interventi a sostegno di lavoratori e lavoratrici, dei disoccupati e dei cassintegrati. Come siano andate le cose è noto: nessuna risposta all'altezza di questa emergenza. Anzi giacciono ancora non spesi nelle casse di Piazza Dante 13 milioni di euro destinati alle famiglie stanziati ormai un anno fa. E' scandaloso". 

 

Altra conseguenza della difficile situazione odierna l'ampliarsi della forbice sociale. "Abbiamo ascoltato anche qualche imprenditore - continuano i tre segretari generali - dire che il risparmio nelle banche è aumentato nel corso del 2020, forse però si riferivano ai propri conti correnti visto che a causa della crisi anche in Trentino sono aumentate le diseguaglianze". 

 

Cgil, Cisl e Uil ribadiscono quindi la necessità di ampliare gli interventi economici per le famiglie che rischiano di scivolare in situazioni di povertà e per quelle che già si trovano in condizione di forte precarietà economica, accompagnando gli aiuti con misure di politiche attive del lavoro, per favorire la formazione e la riqualificazione professionale dei disoccupati e sostenere il loro reinserimento lavorativo.

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