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Covid, l’appello dei sindacati: “Ripartiamo dalle Valli, stagionali lasciati senza ammortizzatori sociali”

Cgil, Cisl e Uil contro la Pat: “Per la maggior parte degli stagionali le misure provinciali di sostegno sono state del tutto inaccessibili. Confidiamo che su questo punto la Giunta Fugatti metta in campo un sostegno al reddito forte, rapido e ben disegnato”

Di T.G. - 03 May 2021 - 10:15

RIVA DEL GARDA. È un appello a più voci quello che giunge dalle iniziative organizzate da Cgil, Cisl e Uil, i segretari generali delle tre principali organizzazioni sindacali infatti, hanno scelto di lanciare un appello delle maggiori località turistiche del Trentino con Walter Alotti (Uil) a Cavalese, Michele Bezzi (Cisl) a Riva del Garda e Andrea Grosselli (Cgil) a Tione.

 

“Siamo in questi luoghi – hanno spiegato i tre sindacalisti – perché in queste valli la pandemia ha impedito l’avvio delle stagioni turistiche cancellando migliaia di posti di lavoro nei settori degli alberghi, del commercio al dettaglio, delle terme e delle funivie. Bisogna ripartire da qui, da queste valli, dando risposta ai bisogni di migliaia di stagionali che ancora oggi sono senza occupazione e senza ammortizzatori sociali”. Per l’occasione a prendere parola sono stati cuochi, camerieri, addetti alle pulizie e operatori funiviari con impieghi stagionali che non lavorano ormai da ottobre e che hanno ricevuto fino ad oggi solo i bonus Inps statali dal momento che, accusano i sindacati, le misure provinciali di sostegno sono state per loro del tutto inaccessibili.

 

“Questo non è il giorno delle polemiche – hanno detto i sindacati – ma confidiamo che su questo punto la Giunta Fugatti metta in campo un sostegno al reddito forte, rapido e ben disegnato, che tenga insieme possibilmente anche la necessità di qualificazione e aggiornamento professionale di questi impieghi nel turismo, perché le politiche attive del lavoro sono un aspetto fondamentale per il futuro del Trentino”.

 

Alle tre iniziative di Cavalese, Riva e Tione hanno partecipato anche Giovanni Zanon, commissario della Comunità territoriale della Valle di Fiemme, che ha portato l’esempio dell’intervento a sostegno degli stagionali messo in atto dalla comunità, Emanuela Felicetti in rappresentanza degli albergatori di Asat e Roberto Serafini, presidente della Funivie Pinzolo in rappresentanza degli impiantisti di Anef. In questi mesi di pandemia per il sindacato le contraddizioni e le diseguaglianze sono cresciute. “Anche da noi c’è chi ha lavorato fino allo spasimo, come gli operatori sanitari e i ricercatori, e chi ha perso il proprio impiego e non lavora da mesi. A tutti va data un risposta riconoscendo l’impegno e le difficoltà vissute in questo anno drammatico”.

 

Per raggiungere questi obiettivi per Cgil, Cisl e Uil del Trentino bisogna condividere le scelte perché dalla crisi si esce insieme. In particolare chiedono tre cose alle imprese: mettere al bando i fenomeni di evasione fiscale che azzoppa la nostra Autonomia per tolgono risorse al welfare, alle infrastrutture, alla manutenzione di un territorio fragile, tornare ad investire con forza sui propri prodotti e servizi aumentando l’innovazione e la dimensione delle nostre aziende e infine riconoscendo il valore della contrattazione come strumento per garantire il ruolo dei delegati, migliorare l’organizzazione del lavoro e aumentare le retribuzioni.

 

“Grazie a vaccini e Recovery Plan abbiamo una grande opportunità per metterci alle spalle la crisi sanitaria ed economica. Non possiamo sprecarla. Lo dobbiamo in particolare ai quindicenni e ai ventenni di oggi, i giovani studenti che durante la pandemia hanno sofferto l’assenza della scuola in presenza. Dobbiamo mettere in atto investimenti e politiche coraggiose che creino buona occupazione per i nostri giovani e che non lascino indietro nessuno. Solo grazie alla coesione il Trentino potrà essere anche in futuro un territorio economicamente ricco, socialmente responsabile e ambientalmente sostenibile”.

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