Contenuto sponsorizzato

L’allarme della Uil: “I tagli sulle dighe mettono a rischio la sicurezza dei cittadini e di interi territori”. Nel mirino del sindacato il Gruppo Dolomiti Energia

La Uil punta il dito contro le “insostenibili condizioni di lavoro” a cui sono sottoposti i guardiani delle dighe: “Siamo pronti ad aprire una vertenza, la logica del risparmio non deve prevalere sul buon senso”

A sinistra Alan Tancredi a destra la mappa delle Centrali idroelettriche
Di T.G. - 07 febbraio 2021 - 15:49

TRENTO. “Siamo sconcertati e preoccupati dalle scelte fatte da Hydro Dolomiti Energia che ha deciso di affidarsi a nuovi lavoratori a basso costo per la sorveglianza e il mantenimento delle dighe”. Così Alan Tancredi e Giuseppe Di Chiara sindacalisti della Uiltec-Uil lanciano l’allarme su una situazione che secondo quanto affermano “metterà a rischio la sicurezza dei cittadini e di interi territori”.

 

Come ricordano i due sindacalisti da anni va avanti un braccio di ferro che vede contrapposti la Uil e l’azienda: l’oggetto del contendere le condizioni di lavoro dei guardiani delle dighe. “Condizioni – commentano dal sindacato – talmente insostenibili da portare la maggior parte dei lavoratori al licenziamento o al trasferimento”. Come se non bastasse secondo la Uil la recente riorganizzazione voluta da Hydro Dolomiti Energia potrebbe perfino peggiorare la situazione. Una riorganizzazione che potrebbe coinvolgere tutte le dighe gestite dalla società. Nel concreto si tratterebbe di una soluzione che prevede l’intreccio di contratti part-time, turni plurigiornalieri e lavoro a basso costo, da svolgere in completa solitudine e in alcuni casi anche a 2.000 metri di quota. Il tutto per poco più di 1000 euro al mese.

 

Un lavoro in condizioni insostenibili per qualsiasi persona – accusano dalla Uil – con l’aggravante che questa soluzione verrà applicata a 20 nuovi giovani, che a breve andranno a sostituire gli attuali guardiani e pensionandi. Sottolineiamo che le persone che andranno ad essere sostituite hanno una competenza e una formazione molto specializzata, che l’azienda non vuole assolutamente replicare per i nuovi assunti ‘low-cost’”.

 

Da non sottovalutare anche il tema della sicurezza sul lavoro dal momento che è previsto che i guardiani svolgano le loro mansioni in solitudine. “È ormai oggetto di studi conclamati la rischiosità dal punto di vista psicologico del lavoro in solitudine, poiché lontano dalla famiglia e da qualsiasi contatto sociale. Dal punto di vista fisico, invece, dobbiamo evidenziare come si tratti di un lavoro svolto in luoghi impervi, pericolosi e difficilmente raggiungibili dai soccorsi”.

 

Come osserva la Uil il lavoro svolto dai guardiani è fondamentale soprattutto per prevenire gli incidenti.Siamo pronti ad aprire una vertenza – concludono Tancredi e Di Chiara – e faremo appello a tutte le forze politiche, dai sindaci dei comuni interessati ai presidenti delle comunità di valle dei territori coinvolti. La logica del risparmio non deve prevalere sul buon senso e sull’adeguata professionalità e formazione, soprattutto se questo ragionamento viene applicato in impianti come le dighe, così complessi e pericolosi, dove si rischia di minare la sicurezza della collettività”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 27 novembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
27 novembre - 20:26
Trovati 188 positivi, 2 decessi nelle ultime 24 ore. Registrate 112 guarigioni. Sono 44 i pazienti in ospedale. Sono 833.300 le dosi di [...]
Politica
27 novembre - 19:46
Le attiviste hanno ricordato anche la recente aggressione avvenuta in centro, e arrivata dopo un evento che serviva per autofinanziare la [...]
Cronaca
27 novembre - 19:29
Il genoma è stato sequenziato al laboratorio di Microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco. Il [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato