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Bavaglio al Forum per la pace, Pilati: ''Smentiamo l'interpretazione del consigliere Cia e non siamo nati per risolvere conflitti internazionali''. Ecco i bilanci dal 2016

Nei giorni scorsi, il consigliere provinciale di Agire, ha presentato un emendamento all’articolo 14 dell'assestamento del bilancio di previsione della Pat per gli esercizi finanziari 2020-2022, attualmente in discussione presso il Consiglio Provinciale.  Il Forum ha ribadito la scelta irrinunciabile del confronto, del dialogo e della discussione democratica invitato il consigliere Cia e al presidente del Consiglio Walter Kaswalder all'avvio di un tavolo di confronto

Di gf - 29 luglio 2020 - 11:44

TRENTO. Nessun aumento di spese inutili, gli interventi cresciuti negli anni e soprattutto il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umaninon ha come obiettivo di risolvere crisi e conflitti internazionali” ma bensì promuovere una cultura di pace attraverso sistematiche azioni di sensibilizzazione e attraverso una molteplicità di progetti. Sono questi alcuni dei passaggi presenti nel documento scritto dal Forum per la Pace in risposta alle dichiarazioni fatte dal consigliere provinciale Claudio Cia definite “gravemente lesive”. (QUI GLI INTERVENTI SULL'INIZIATIVA)

 

Per capire la situazione facciamo un passo indietro. Nei giorni scorsi, il consigliere provinciale di Agire, ha presentato un emendamento all’articolo 14 dell'assestamento del bilancio di previsione della Pat per gli esercizi finanziari 2020-2022, attualmente in discussione presso il Consiglio Provinciale.

L'emendamento si riferisce alle competenze, il funzionamento e le risorse del Forum trentino per la pace e i diritti umani, organismo permanente istituito con legge provinciale 10 luglio 1991 come strumento incardinato presso lo stesso Consiglio e chiamato a mantenere vigile l’attenzione sui temi della pace, dei diritti umani, della solidarietà tra i popoli e delle modalità non violente di risoluzione dei conflitti.

L’emendamento, proposto dal consigliere Claudio Cia promuove una serie di modifiche alla legge 11/1991. L'intervento, ha spiegato lo stesso consigliere “porta una serie di modifiche volte ad aumentare le possibilità di verifica da parte del Consiglio provinciale sul Forum trentino per la pace e i diritti umani nell’ottica – più che mai importante, anche in virtù dei danni generati dall’emergenza Covid-19 – del contenimento della spesa pubblica”.

 

L’emendamento ha spiegato sempre Cia, trova il suo fondamento nel fatto che nelle attività svolte dal Forum per la Pace “non si riscontrano mansioni particolari tali da dover essere ricercate all’esterno dell’ente provinciale. E’ inoltre da notare come il Forum stesso, negli anni, abbia dimostrato un’evoluzione della sua funzione che rischia di apparire tendente a quella di 'centro di collocamento'”.

 

Queste circostanze hanno determinato la convocazione d’urgenza, in via informale, di una riunione video del Consiglio della Pace del Forum, con il coordinamento del presidente Massimiliano Pilati. Nell’occasione, i partecipanti hanno ribadito la scelta irrinunciabile del confronto, del dialogo e della discussione democratica come metodo e valore portante del Forum. Da qui anche l'invito all'avvio di un tavolo di confronto al consigliere Cia e al presidente del Consiglio Walter Kaswalder, aperto alla comunità, che possa offrire un’occasione reale per ripensare le politiche della pace in relazione alle sfide poste dalle recenti e gravissime crisi internazionali e da vecchie e nuove forme di conflittualità, comportamenti d’odio e violenza verbale. Ad oggi, con il consigliere Claudio Cia, il Forum per la pace e per i diritti non ha avuto la possibilità di incontro e ascolto diretto e si è quindi deciso di chiarire alcuni punti discussi in questi giorni.

 

Il primo chiarimento arrivato dal Forum riguarda il cosiddetto “mandato”. Nella nota viene ribadita l'importanza che il nostro territorio ha sempre dato, in coerenza con i principi costituzionali, al ripudio della guerra, alla promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconoscendo nella pace un diritto fondamentale dei popoli e al contempo favorendo l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, in ottemperanza al principio di sussidiarietà da sempre al cuore della nostra Autonomia.

 

“Il Trentino, ad evidenza, non è l'Onu, ma – spiegano dal Forum - siamo fermamente persuasi che sia fondamentale difendere le grandi conquiste democratiche e mettere la cultura del dialogo, della pace e del rispetto dei diritti umani al centro dell'agire politico e sociale fin nel nostro più piccolo Comune. Per questo motivo la nostra Provincia fin dal 1991 ha ravvisato la necessità di dotarsi di strumenti autonomi capaci di sviluppare dialogo, di costruire percorsi di cittadinanza consapevole e attiva nonché di consigliare e dove necessario richiamare, anche criticamente, le stesse istituzioni al rispetto di quella cultura dei diritti evocata fin dall’art. 2 dello Statuto Speciale Trentino Alto Adige. Per esercitare questa funzione consultiva è dunque necessario che il Forum mantenga la propria autonomia e indipendenza nelle forme previste dalla legge istitutiva, che peraltro è già chiara anche nel definirne gli obblighi nei confronti del Consiglio Provinciale”.

 

Risulta di difficile comprensione, continua la nota, la richiesta di assoggettare il Forum ad un maggiore controllo amministrativo, dal momento che ogni atto passa già, doverosamente, dagli uffici di Via Manci 27. La legge prevede inoltre che del Consiglio della Pace facciano parte il Presidente del Consiglio Provinciale (Walter Kaswalder), due consigliere provinciali di minoranza (Lucia Coppola, Sara Ferrari) e una di maggioranza (Mara Dalzocchio); è membro di diritto infine anche il Presidente della Giunta Provinciale che, solitamente, delega l'Assessore competente (in questo caso Mirko Bisesti).

 

 

Precisazioni sono arrivate poi anche sui bilanci e sull'affermazione che il Forum sarebbe diventato una sorta di “Ufficio di collocamento”.

 

Per lo sviluppo delle proprie attività, il Consiglio della Pace ha fatto la scelta di investire una parte del proprio budget per un dipendente che faciliti la realizzazione delle linee politiche decise dal direttivo secondo criteri di efficacia ed efficienza. Nel rispetto della normativa sugli incarichi, la modalità utilizzata è quella del comando: l’operatore in servizio presso il Forum non è quindi una persona assunta dall’esterno, ma un dipendente pubblico già assunto da altra amministrazione il cui stipendio, pari al costo lordo di un funzionario pubblico inquadrato al livello D base, viene pagato dal Forum.

 

Nello specifico si tratta di Riccardo Santoni, stimato educatore professionale regolarmente assunto dal Comune di Trento attraverso concorso pubblico nel 2004, che coordina le attività del Forum trentino per la pace e i diritti umani da gennaio 2017. Lo scarto economico evidenziato dal consigliere Cia rispetto al bilancio 2016, è dettato unicamente dal fatto che la precedente operatrice in comando al Forum è rimasta presso questo organismo solo per i primi mesi dell’anno, trasferendosi poi presso altro servizio provinciale.

 

Bilancio armonizzato dal 2016:

 

CAPITOLO20162017201820192020
10230 – Rimborso spese viaggio ai componenti del Forum€ 800€ 1.000€ 1.200€ 1.000€ 1.000
10231 – Rimborso spese relative al personale comandato da altre amministrazioni assegnato al Forum€ 31.000€ 46.500€ 51.500€ 45.000€ 45.000
10232 – Prestazioni professionali e specialistiche rese a favore del Forum€ 1.500€ 2.200€ 800€ 2.000€ 2.000
10233 – Irap relativa al Forum€ 3.130€ 3.000€ 3.300€ 3.300€ 3.300
10234 – Spese del Forum per organizzazione eventi e iniziative€ 30.470€ 17.200€ 13.100€ 18.600€ 18.600
10235 – Spese per giornali, riviste specialistiche e pubblicazioni per l’attività del Forum€ 100€ 100€ 100€ 100€ 100
10236 – Borse di studio assegnate dal Forum€ 3.000€ 0€ 0€ 0€ 0
TOTALE€ 70.000€ 70.000€ 70.000€ 70.000€ 70.000

 

Smentiamo con forza l’interpretazione del consigliere Cia secondo cui l’aumento contingente delle spese relative al personale avrebbe determinato una riduzione dell’impegno del Forum nell’organizzazione di eventi ed iniziative”.

 

A fronte di un finanziamento costante di 70.000 euro, nell’anno in cui il Forum ha avuto a disposizione una dipendente solo per pochi mesi, la voce di spesa "Spese per organizzare eventi ed iniziative" risulta bensì molto più alta che nelle annate successive. “La presenza costante di un dipendente – viene spiegato - si è dimostrata molto efficace proprio rispetto alla necessità dell'ente pubblico di contenere la spesa, come attesta la tabella che registra le attività annuali del Forum disponibile sul sito del Forum http://www.forumpace.it/relazioni-sociali-annuali/ “.

 

TOTALE ATTIVITA' FORUM 2016-2019
ANNO2016201720182019TOTALE
TOTALE562243893571026

 

La tabella mostra chiaramente come le attività siano nettamente aumentate rispetto al 2016, in cui, come specificato, il Forum ha potuto contare su una dipendente solo per alcuni mesi. La presenza continuativa di un dipendente qualificato permette infatti di moltiplicare i momenti di sensibilizzazione nelle scuole e di tessere reti di collaborazione fra associazioni, istituzioni e territori.

 

“Riteniamo pleonastico – conclude la nota - sottolineare come la legge istitutiva del Forum trentino per la pace e i diritti umani non abbia certo voluto attribuire a questo organismo l’obiettivo di risolvere crisi e conflitti internazionali. Il nostro mandato è di promuovere una cultura di pace ed è quanto ci impegniamo a fare attraverso sistematiche azioni di sensibilizzazione e attraverso una molteplicità di progetti volti a favorire la coesione sociale nei nostri territori, con particolare attenzione ai giovani e alle periferie. Un sostanziale ripensamento della natura e delle prerogative del Forum metterebbe naturalmente in questione la volontà e l’entusiasmo con cui tante e tanti, nel Consiglio della Pace, prestano gratuitamente il proprio tempo e le proprie energie nella convinzione di contribuire, nelle dimensioni che ci sono proprie, al bene comune”.

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