Bavaglio al Forum per la pace, Canestrini: “Deve restare indipendente dalla politica”
Forum per la pace, interviene l’avvocato Canestrini: “Una modifica che di fatto lo renderebbe succube della volontà del Consiglio provinciale”. Ferrari e Coppola scrivono una lettera Kaswalder chiedendo di stralciare l’emendamento: “Pronte a rassegnare le dimissioni”

TRENTO. “Studiare prima di agire” è questo il consiglio che l’avvocato Nicola Canestrini, premiato nel 2018 per il suo impegno anche internazionale nella tutela dei diritti fondamentali, rivolge al consigliere Claudio Cia, autore di un emendamento per ridurre notevolmente l’autonomia del Forum trentino per la pace e i diritti umani.
L’emendamento in questione vorrebbe ricondurre gran parte delle prerogative del Forum al vaglio preventivo da parte del Consiglio provinciale, in altre parole la maggioranza di turno avrebbe il potere di censurare persino le proposte dell’ente. Inoltre, ad essere penalizzate sarebbero anche le risorse economiche concesse (QUI articolo).
“Il Forum Trentino per la Pace e i diritti umani deve restare indipendente dalla politica” commenta Canestrini. L'assemblea del Forum infatti è composta al presidente della Giunta provinciale (o dall’assessore competente, Mirko Bisesti), dal presidente del Consiglio provinciale (Walter Kaswalder), tre consiglieri provinciali, di cui due appartenenti alle minoranze (rispettivamente Lucia Coppola, Sara Ferrari e Mara Dalzocchio) e 2 rappresentanti degli enti locali scelti tra i partecipanti al coordinamento dei comuni per la pace. Questo per quanto riguarda la rappresentanza politica, perché poi ci sono 4 referenti dei musei, 1 dell’università, 1 di Iprase e un rappresentante per ogni associazione o comitato provinciale, operante nell'ambito della pace (ad oggi 47 esponenti). Insomma la politica è in netta minoranza.
“Il Forum – ricorda l’avvocato – è chiamato a monitorare anche le decisioni assunte dal consiglio, in sostanza funge da organo di stimolo e controllo, per questo sarebbe sbagliato assoggettarlo alla politica rendendolo succube della volontà del Consiglio provinciale. Temi evidentemente scomodi per il consigliere Cia – conclude Canestrini – al quale rinnovo il mio invito di studiare prima di agire”.
Nel frattempo anche le consigliere provinciali Ferrari e Coppola si stanno muovendo per tentare di bloccare l’approvazione dell’emendamento. Per questo hanno sottoscritto una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Kaswalder chiedendogli di stralciare il provvedimento scritto da Cia perché ritenuto inammissibile. Di seguito la lettera integrale
con la presente le sottoscritte consigliere provinciali Sara Ferrari e Lucia Coppola, elette dal Consiglio quali componenti istituzionali del Forum per la Pace e i Diritti umani, segnalano il proprio sconcerto per la proposta avanzata dal consigliere Cia, attraverso un emendamento a sorpresa sull’assestamento di bilancio in discussione la prossima settimana e finalizzata a togliere autonomia programmatoria e gestionale a detto Forum, subordinandone le decisioni all’avallo del Consiglio Provinciale, dunque della maggioranza politica dell’assemblea legislativa.
Il succitato emendamento risulta evidentemente inammissibile in relazione alla legge di bilancio, stante che attiene a modifiche ordinamentali e non di spesa, ci aspettiamo pertanto che Lei, con il supporto dei suoi uffici tecnici, lo stralcerà dunque dal novero delle proposte emendative che verranno ammesse. Comunichiamo che, in caso di contrario e ancor più se venisse approvata tale previsione di “commissariamento” politico di un organismo che ha nella Sua presenza, oltre che nella partecipazione plurale dei membri eletti di maggioranza e minoranza politica, la garanzia della propria trasversalità e indipendenza, noi non potremmo che rassegnare a Lei le nostre personali dimissioni da esso.
Il Forum è chiamato per la legge provinciale del 1991, che l’ha istituito come “strumento dell’assemblea legislativa trentina” a ”mantenere vigile l’attenzione sulle tematiche legate alla pace”. Il Forum è composto dall’assessore competente in materia di pace (al momento Mirko Bisesti), dal Presidente del Consiglio Provinciale (Walter Kaswalder) da tre consiglieri provinciali (Dalzocchio per la maggioranza, Coppola ed io per la minoranza), da 2 comuni, 4 fondazioni, l’Università di Trento, Iprase e TUTTE le ASSOCIAZIONI trentine (47) che fanno iniziative nel campo dei diritti umani, della cooperazione allo sviluppo internazionale, della difesa popolare non violenta, della pace, del disarmo, del servizio civile. È un luogo di elaborazione di azioni e progetti culturali, che fa del largo confronto il metodo per la promozione della pace tra le persone e i popoli. Il Trentino è andato sempre fiero del suo modo collettivo di rispettare e promuovere i principi costituzionali per la pace!
Ma con le modifiche proposte non realizzerebbe più iniziative e manifestazioni, bensì si limiterebbe a proporle al Consiglio, come le collaborazioni, gli incarichi, le convenzioni. Gli verrebbe tolto perfino l’uso degli spazi “presso le strutture messe a disposizione gratuita dalla Provincia, dai comuni o da altri enti”, non potrebbe più promuovere rapporti e convenzioni “con istituti di ricerca, associazioni, enti pubblici e privati, nazionali ed internazionali, per favorire lo studio, la conoscenza ed il coordinamento delle iniziative e delle ricerche sui temi della pace, della solidarietà tra i popoli e dei diritti umani”.
Il Forum è un esperimento trentennale di largo confronto e partecipazione attiva e volontaria, offerta gratuitamente da molte realtà culturali trentine, che sono il tessuto vitale della nostra Comunità e che dialogano con le istituzioni. La proposta del Consigliere mina l’autonomia di questo soggetto e la sua essenza democratica, trasversale, subordinando la sua libertà di espressione all’approvazione delle proprie proposte da parte di una maggioranza politica. Risulta evidente l’inevitabile snaturamento del ruolo, dell’indipendenza e della forza di tale organismo, che deriverebbe da quello che non esitiamo a definire come il tentativo di una “operazione di pulizia culturale”. Tutto ciò in aperto contrasto con gli obiettivi perseguiti dalla stessa legge istitutiva.
Consigliere
Sara Ferrari (PD) e Lucia Coppola (Futura)
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