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| 15 aprile | 12:10

Lite Trump-Meloni, Zaia: ''Difendere dignità dell'Italia è un dovere. Il presidente Usa sta deludendo anche me. Unione Europea ‘rise up’, trova coraggio e autorevolezza''

L'ex governatore del Veneto nell'esprime solidarietà alla premier italiana (che si è schierata in difesa del Papa) spiega: ''Lo dico con franchezza: Trump sta deludendo molte aspettative di chi lo ha sostenuto, non sta interpretando il grande spirito repubblicano americano, ma qualcosa di diverso, che assomiglia molto di più al trumpismo che a una tradizione autenticamente occidentale e conservatrice. Ed è un giudizio che pesa ancora di più perché nasce anche da chi aveva guardato con interesse all’idea di un’America come baricentro di equilibrio globale''

di Luca Pianesi

VERONA. ''Toccatemi tutto ma non il mio Papa''. Parafrasando una celebre pubblicità di qualche decennio fa, si potrebbe riassumere così la levata di scudi italica nei confronti del presidente degli Stati Uniti. In questo anno e poco più di mandato da presidente Trump ha fatto tutto il peggio possibile e immaginabile. Guerre, insultato presidenti, massacrato i suoi concittadini trasformando l'Ice in una sorta di milizia interna, avallato violazioni al diritto internazionale di vario tipo e natura, ricattato metà mondo con dazi e minacce violente, abbracciato Putin, umiliato Zelensky, pubblicato video terrificanti su Gaza, New York e chi più ne ha più ne metta.

 

Tutto concesso, tutto approvato. Ma in questi giorni ha fatto quello che in Italia non si può fare, mai. Ha ''toccato'' la Chiesa. Per la prima volta Giorgia Meloni ha dovuto prendere una posizione definendo "inaccettabili'' le parole di Trump rivolte a Papa Leone (di fatto, con la maleducazione che lo contraddistingue, Trump ha detto al Papa di occuparsi di questioni spirituali e di non fare politica). A quel punto Trump ha affondato la sua ''amicizia'' con Meloni rispondendo a una telefonata con il Corriere della Sera e spiegando che la premier italiana "non vuole aiutarci nella guerra, su di lei mi sbagliavo. Piace il fatto che la vostra presidente non stia facendo nulla per ottenere il petrolio?”. E sulle frasi contro il Papa ha detto: "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti se ne avesse la possibilità”.

 

Solidarietà da destra a sinistra, questa volta, a Giorgia Meloni e oggi anche il presidente della regione Veneto Zaia si è esposto pubblicamente. “Esprimo piena solidarietà alla presidente del consiglio Giorgia Meloni dopo gli attacchi arrivati da Donald Trump. Ha fatto bene, anzi benissimo, a condannare l’offesa rivolta al Papa, perché ci sono limiti che non sono solo politici ma etici, di stile, di buona educazione e di civiltà. Quando si colpisce il Pontefice - dice Zaia - e lo si fa con quei toni, si supera una linea che non dovrebbe mai essere oltrepassata da nessun leader dell’Occidente”.

 

“Gli Stati Uniti non sono e non saranno mai un nemico dell’Italia. Sono un alleato storico, un Paese amico, un riferimento essenziale del mondo occidentale. Lo dimostra la nostra storia: basti ricordare il viaggio di Alcide De Gasperi a Washington nel gennaio del 1947, che contribuì a suggellare nel dopoguerra il legame tra Italia e America, e la scelta dell’Italia di essere tra i dodici Paesi fondatori della Nato nel 1949. Proprio per questo, però, l’amicizia non può essere confusa con la subalternità. Un rapporto serio tra alleati si fonda sulla collaborazione, sul rispetto reciproco e sulla libertà di dire con chiarezza quando si oltrepassa il limite. Difendere il Papa, difendere la dignità dell’Italia e difendere un rapporto sano con gli Stati Uniti non è una contraddizione: è esattamente il modo più serio di stare in Occidente”, prosegue il presidente Zaia.

 

“Lo dico con franchezza: Trump sta deludendo molte aspettative di chi lo ha sostenuto, non sta interpretando il grande spirito repubblicano americano, ma qualcosa di diverso, che assomiglia molto di più al trumpismo che a una tradizione autenticamente occidentale e conservatrice. Ed è un giudizio che pesa ancora di più perché nasce anche da chi aveva guardato con interesse all’idea di un’America come baricentro di equilibrio globale. Oggi - conclude Zaia -, invece, vediamo uno scenario segnato da nuovi focolai di crisi, da tensioni che si allargano e da una linea troppo spesso oscillante tra muscolarità e improvvisazione. Per questo serve che l'Europa si alzi in piedi: Unione Europea ‘rise up’, trova coraggio e autorevolezza”.

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