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Spunta l’emendamento-bavaglio al Forum per la Pace: “Un attacco alla cultura”, le opposizioni pronte alle scontro

Con l’emendamento-Cia si punta ad azzerare l’autonomia del Forum. Il presidente Pilati: “Sorpreso, chiederò ai consiglieri di prendere posizione”. Ferrari: “Vogliono commissariarlo non accetterò questo ennesimo sopruso arrogante e codardo”. Futura presenta oltre 2000 emendamenti per fare ostruzionismo

Di Tiziano Grottolo - 24 luglio 2020 - 21:42

TRENTO. Che il Forum trentino per la pace e i diritti umani non fosse fra gli organismi più apprezzati dalla maggioranza leghista è cosa nota, tanto che all’interno del Consiglio del Forum sono stati piazzati due “pretoriani” del partito: Mirko Bisesti e Mara Dalzocchio. Nell’ultimo assestamento di bilancio però, è spuntato un emendamento scritto da Claudio Cia (Agire) che di fatto punta ad azzerare l’autonomia della realtà che dal 1991 si occupa di promuovere la cultura della pace in Trentino e nel mondo.

 

Se l’emendamento fosse approvato (e com’è noto la maggioranza è molto ampia) tutte le prerogative del Forum dovrebbero passare attraverso l’approvazione del Consiglio provinciale: ciò riguarderebbe sia le iniziative che le manifestazioni, ma anche incarichi consulenze e convenzioni che dovrebbero essere “proposte” al Consiglio in via preventiva. Non solo, la misura voluta da Cia vorrebbe depennare la parte della legge che permette al Forum di promuovere rapporti con istituti di ricerca, associazioni, enti pubblici e privati per favorire lo studio e le ricerche sui temi della pace, della solidarietà tra i popoli e dei diritti umani. Infine si vuole colpire anche la “cassa” del Forum cancellando il diritto di ottenere gratuitamente dalla Provincia delle strutture per svolgere le varie iniziative, ma anche tagliando le spese per le convezioni.

 

Massimiliano Pilati, attuale presidente del Forum, si è detto “sorpreso” nell’apprendere di questa iniziativa ritenuta a tutti gli effetti una forzatura: “Questo organismo è già incardinato al Consiglio provinciale e pertanto deve sottostare al suo controllo. Il Forum non è un ente giuridico, io sono il presidente, ma tecnicamente il referente è Kaswalder, io non potrei firmare una convenzione”. Altro discorso il fatto che l’ente possa esercitare una sua autonomia decisionale (la stessa che si vorrebbe censurare con l’emendamento). “È giusto che ci sia un controllo – sottolinea Pilati – ma se qualunque proposta deve prima passare il vaglio del consiglio l’organismo sarebbe messo nella condizione di non funzionare. Chiederò ai consiglieri di esprimersi – Coppola-Ferrari per le minoranze e Dalzocchio-Bisesti per la maggioranza – perché al Forum deve essere garantita autonomia di pensiero anche su cose che possono anche divergere dal sentire della Giunta”.

 

 

Sulla vicenda è intervenuta proprio Sara Ferrari del Partito Democratico: Evidentemente alla maggioranza non importa nulla della difesa dei diritti umani, delle libertà democratiche, della pace, della cooperazione internazionale e della solidarietà, meglio commissariare un ente scomodo, assoggettando le sue attività al consenso del governo provinciale”. La consigliera Dem pone l’accento sulle attività del Forum: “Luogo di elaborazione di azioni e progetti culturali, ovviamente inviso a chi invece lavora sulla divisione, scommette sul disagio sociale, per lo scontro etnico. Questo – conclude Ferrari – è un attacco alla cultura, non accetterò l’ennesimo sopruso arrogante e codardo, per tentare un’operazione politica di pulizia culturale”.

 

Nel frattempo, Lucia Coppola e Paolo Ghezzi di Futura hanno depositato oltre 2000 emendamenti per fare ostruzionismo: “L’intento – spiegano – è soprattutto quello di contrastare i blitz della maggioranza fugattista sul disegno di legge originario. I loro emendamenti stravolgono il senso stesso della legge e per molti di questi chiediamo al presidente Kaswalder di dimostrare imparzialità e correttezza nel rigettarli. Per Ghezzi e Coppola l’emendamento depositato da Cia rappresenta il tentativo di “imbavagliare e silenziare” un ente da sempre inviso alla Giunta.

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