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Brexit, Johnson esce dall'Erasmus+, ma i nordirlandesi rimangono. Harris: "La Repubblica di Irlanda pagherà per loro"

La Repubblica di Irlanda coprirà le spese dell'Irlanda del Nord e la manterrà nel programma Erasmus+. Il sottosegretario all'istruzione Harris: "È importante che i ragazzi nordirlandesi continuino ad andare in Erasmus, per noi è un investimento". Gli inglesi cercano di avviare il progetto Turing

Di Mattia Sartori - 28 dicembre 2020 - 12:21

IRLANDA. Il Regno Unito non farà più parte del progetto Erasmus+, questa la decisione del premier inglese Boris Johnson per quanto riguarda il più noto progetto di scambio per studenti europei. Il programma Erasmus+ da anni ricopre un ruolo fondamentale nel percorso formativo dei giovani europei. È pensato per dare ai ragazzi opportunità di studio, formazione, di esperienze lavorative o di volontariato all’estero. Si tratta di un’enorme occasione che viene offerta agli studenti per ampliare i propri orizzonti passando una parte dei loro anni di studio fuori dal proprio Paese.

 

Con la Brexit ormai alle porte Boris Johnson ha deciso di uscire unilateralmente dal programma Erasmus+, togliendo di fatto ai giovani inglesi e a quelli europei la possibilità di usufruire di forti agevolazioni per poter studiare all’estero. Il motivo della scissione è il costo del programma, secondo Johnson troppo sbilanciato a favore dell’Unione Europea. In particolare il Primo Ministro britannico si sarebbe lamentato del numero degli studenti europei che sono entrati in Inghilterra (32mila), secondo lui esageratamente superiore a quello degli studenti inglesi che si sono mossi verso l’Unione (17mila).

 

La decisione del premier britannico si riflette ovviamente anche sugli altri Paesi del Regno Unito, ma almeno gli studenti nordirlandesi non dovranno preoccuparsi. Il sottosegretario all’Istruzione superiore irlandese Simon Harris ha annunciato l’aiuto dell’Irlanda: “Come governo irlandese avevamo promesso solennemente questa eventualità per l’Irlanda del Nord e oggi la confermo, a tempo indeterminato. È importante che i ragazzi nordirlandesi continuino ad andare in Erasmus come i loro pari irlandesi. L’isola deve restare unita anche da questo punto di vista”.

 

I costi per il governo irlandese ammonteranno a circa due milioni di euro l’anno, ma Harris ha dichiarato che non sarà un problema: “Per noi non è un costo, ma un vero investimento. Un investimento per la pace, per la cooperazione tra le due Irlande e per le nostre future generazioni”. Grazie a questo gesto esemplare e segno di grande lungimiranza i ragazzi dell’Irlanda del Nord potranno continuare a partecipare al programma Erasmus+, anche se non è chiaro se il Paese potrà anche ospitare studenti europei.

 

Gli inglesi hanno invece annunciato l’avvio del progetto Turing, che in teoria permetterà agli studenti britannici di muoversi tra le migliori università del mondo, non solo europee. Johnson: “Vogliamo che i nostri giovani vengano stimolati intellettualmente da mentalità diverse in tutto il mondo, non solo in Europa”. Bisognerà vedere quali saranno i costi di questo progetto, sia per lo Stato che per gli studenti.  

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