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Dalla cooperazione internazionale che è "un dovere" al Patt che scarica sull'Europa (VIDEO), i giovani interrogano i candidati ma dopo i tagli manca la Lega

I giovani del progetto Generazione Cooperazione hanno dialogato con 3 candidati presidenti, Francesco Valduga (centrosinistra), Sergio Divina (Alternativa popolare) e Alex Marini (Movimento 5 stelle) e altri 11 candidati alle prossime elezioni provinciali. Dopo i tagli di inizio legislatura assente l'attuale maggioranza, che lascia spazio agli alleati del Patt, apparsi piuttosto in linea con la Lega

TRENTO. Numeri, ma non solo. Progetti, ma anche idee e una certezza. Il motto “aiutiamoli a casa loro”, slogan populista e inattuabile (almeno secondo le attuali modalità) non funziona. Potrebbe funzionare sì, ma con altre condizioni.

 

Come? Destinando le risorse necessarie alla Cooperazione internazionale per poter dare un deciso cambio di rotta e, concretamente, iniziare ad operare in quei territori dai quali le popolazioni sono in fuga. Insomma, risolvere il problema della migrazione incontrollata “alla base”, senza limitarsi alla “gestione dell'emergenza”, oggi praticamente impossibile con una situazione che sta assumendo toni drammatici

 

 

La richiesta dell'Unione europea è quella che i paesi membri arrivino, entro il 2030 (la “celebre” Agenda) a destinare lo 0,70% del proprio Pil proprio alla Cooperazione internazionale. Difficile? Molto, ma non impossibile.

 

In Trentino, se possibile, si è deciso di prendere una strada completamente opposta. I progetti di Cooperazione internazionale “pesavano” per lo 0,25% del bilancio provinciale, ma nel 2019 la Giunta ha deciso di “abolire” tale quota, che è stata quasi azzerata. Il motivo? Per ridurre il costo degli abbonamenti al trasporto scolastico, per introdurre agevolazioni per le attività sportive degli studenti e per aumentare le detrazioni fiscali sul reddito femminile. L'assessore competente Achille Spinelli, a suo tempo, ebbe a dichiarare (in un'intervista a Trentino Tv) che “nei progetti di cooperazione internazionale ci vorrebbe meno professionismo e più solidarietà vera. Alcune persone vedono nel settore un'occasione per trovare un'occupazione”.

 

Questa l'attualità, ma quale futuro per la Cooperazione internazionale il Trentino, da sempre terra di grandissimi cooperatori, oltre che luogo di solidarietà, dialogo e integrazioneFocsiv, Aoi, Cini e Link 2007 con il patrocinio di AsviS, Caritas Italiana, Forum Nazionale del Terzo Settore e Missio, promotori della campagna070. Il mondo ha fame. Di sviluppo” hanno messo a confronto aspiranti candidati presidenti e aspiranti consiglieri provinciali ad un mese esatto dalle elezioni.

 

Non tutti hanno risposto: assordante è risultato ai quasi 200 presenti in sala il “silenzio” della maggioranza: gli organizzatori hanno invitato più volte il presidente Fugatti ma né il governatore né qualche rappresentate della Giunta (o della Lega, sarebbe bastato) hanno deciso di presenziare. Presenza a zero anche per Fratelli d'Italia, il partito più votato a livello nazionale, che si appresta (così verrebbe da dire) a fare la parte del leone anche alle Provinciali di ottobre.

 

Ecco, allora, che a rappresentare la coalizione di centro – destra è toccato al solo Simone Marchiori, segretario del Patt, che si è limitato a sposare le posizioni leghiste (“tocca all'Europa”) e poco altro.

 

Sul palco sono saliti complessivamente in 14 e la mattinata nella sala conferenze della facoltà di Economia ha visto protagonisti Francesco Valduga, candidato presidente dell'Alleanza Democratica e Autonomista, Sergio Divina, candidato presidente di Alleanza per il Trentino, Alex Marini, candidato presidente per il Movimento 5 Stelle, oltre ai candidati consiglieri Donatella Conzatti, capolista di Italia Viva, Chiara Maule (Campobase), Francesca Caprini (Sinistra Italiana del Trentino), Elena Adami e Giovanna Chiarani (Onda), Giovanna Giugni (Democrazia Sovrana Popolare), Arianna Miorandi e Pierluigi La Spada (Pd), Grazia Francescatti (Unione Popolare) e Massimiliano Mazzarella (Azione), oltre al sopracicato Marchiori.

 

La Cooperazione Internazionale – questo il pensiero di Valduga – è un dovere, ma anche una grandissima opportunità. Il Trentino deve essere una comunità accogliente e solidale e, perché no, creare un modello che poi possa essere d'ispirazione e, perché no, d'esempio a chi si trova ad operare su più vasta scala. Allo stesso tempo, però, parliamo di uno strumento con cui attuare una vera e propria politica estera per la nostra Provincia Autonoma e può essere un veicolo per promuovere e far conoscere le tante eccellenze del nostro territorio. Certo che bisogna investire e destinare risorse importanti ai progetti legati alla cooperazione internazionale, ma non si deve ragionare sui finanziamenti in modalità “tout court”, ma bisogna pensare anche a percorsi di formazione per professionisti che opereranno in questo campo. In tal senso bisogna migliorare e sostenere i progetti legati che possano avviare i giovani a percorsi lavorativi nuovi, di concerto con le scuole secondarie e, soprattutto, l'Università”.

 

Pensiero diverso è risultato, per l'appunto, quello di Simone Marchiori, segretario del Patt.

Il Trentino può fare molto per lo sviluppo della cooperazione internazionale – ha affermato Marchiori – ma rischia di essere una goccia in mezzo al mare. E' ovvio che le linee guida debbano arrivare dall'alto, penso all'Unione Europea, che deve prendersi le proprie responsabilità. Altrimenti il rischio è quello di limitarsi alla semplice gestione dell'emergenza. Serve un cambio d'approccio internazionale. Il Patt è un partito locale, ma non di localisti, ecco perché una formazione più ampia per i giovani, attraverso l'educazione scolastica e civica, è fondamentale per dare linfa e sviluppare ulteriormente la cooperazione internazionale”.

 

Cosa è la cooperazione internazionale? - questo l'intervento del pentastellato Alex Marini – La definizione perfetta la dà la nostra legge provinciale (del 2005, ndr) che recita che La Provincia riconosce la cooperazione all'autosviluppo sostenibile quale attività di pace e solidarietà tra i popoli, quale contributo alla democrazia e al rispetto dei diritti umani e quale strumento per la realizzazione di uno sviluppo sociale equo e sostenibile su scala locale in tutto il mondo. Ecco, allora, che abbiamo bisogno di un nuovo accordo sociale, che possa andare anche oltre lo 0,70% citato. Bisogna lavorare per ridurre la povertà e combattere il cambiamento climatico. In Trentino la cooperazione internazionale ha un'origine cattolica, molto frammentata, partendo magari dalle parrocchie e dagli oratori: il ruolo della Provincia potrebbe essere quello di coordinare gli interventi e i finanziamenti, che possono arrivare anche dalle realtà private”.

 

Utilizzerò un'espressione forte ha risposto Sergio Divina – ovvero che “il vento non lo puoi fermare con le mani”. Il fenomeno migratorio è forte, fortissimo e la cooperazione internazionale ci può permettere d'intervenire alla fonte del problema. Chi arriva oggi in Italia perché scappa da guerre e miseria non trova condizioni dignitose perché non siamo in grado di garantirle. Cosa abbiamo inserito nel programma elettorale riguardo la cooperazione internazionale? Voglio essere onesto: niente. Ma questo non vuol dire che non faremo nulla e, anzi, durante il mio percorso parlamentare come membro della commissione difesa, ho potuto constatare sul campo quanto i progetti di cooperazione internazionale sviluppati dall'Italia abbiano contribuito a migliorare la vita di chi ne ha beneficiato”.

 

Al giorno d'oggi non possono esistere i concetti di “prima gli italiani” o addirittura “prima i trentini. Le risorse vanno ripristinate e la burocrazia va alleggerita. In Trentino abbiamo una straordinaria cultura della cooperazione e quella internazionale è una vera e propria visione del mondo” ha spiegato Donatella Conzatti, capolista di Italia Viva (che poi ha raccontato anche l'esperienza da migrante in America ad inizio secolo di suo nonno), mentre per Grazia Francescatti (Unione Popolare) “bisogna cambiare modello di sviluppo e continuare ad investire sul percorso di formazione nelle scuole”.

 

Giovanna Giugni (Democrazia Sovrana Popolare) ha ripreso le parole del cardinal Zuffi “lo 0.70% è assolutamente insufficiente e non deve essere un'elemosina. Come può uno stato essere a posto con la propria coscienza quando destina lo 0,70% alla cooperazione internazionale e alla promozione della pace e il 2% secondo gli obiettivi Nato per le spese militari. Se dovessero arrivare anche per l'Italia a questi livelli arriveremmo a 13 miliardi in più. Quei 13 miliardi in più potrebbero risolvere tanti problemi degli italiani e dei paesi con cui collaboriamo. Dal 2014 tutti i presidenti del consiglio hanno sottoscritto un aumento delle spese militari”. Per Francesca Caprini (Sinistra Italiana del Trentino) “la cooperazione internazionale deve essere politica e politicizzata, prendendo posizione contro le diseguaglianze, sviluppando lotte collettive contro il sistema estrattivista, combattendo contro le multinazionali e il cambiamento climatico. Deve essere sempre più un'emanazione coerente, anche sul nostro territorio con scelte coraggiose e, ripeto, politicizzate”, mentre Elena Adami e Giovanna Chiarani (Onda) hanno dissentito sul fatto che “si parli sempre di Unione Europea, quando – invece – progetti, idee e collaborazioni dovrebbero partire dal basso. Quando, assieme ad altri sindaci, siamo stati ospiti dell'Unione Europea siamo stati ben accolti, tranne dai rappresentanti trentini, che non abbiamo visto, nonostante quel giorno in visita vi fosse una nutrita delegazione locale”.

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