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| 01 gen 2021 | 15:04

Nel primo giorno di Brexit la Scozia parla chiaro: "Torneremo presto, Europa. Tenete la luce accesa"

"La Scozia tonerà presto. Tenete la luce accesa", questo il messaggio che oggi, 1 gennaio, la prima ministra scozzese Nicola Sturgeon ha lanciato a Bruxelles. "La fuoriuscita dall’Europa della Bretagna è arrivata contro la nostra volontà". La prima ministra aveva definito la fine del programma Erasmus come “vandalismo culturale”

Nel primo giorno di Brexit la Scozia parla chiaro: Torneremo presto, Europa
di L.B.

SCOZIA. La prima ministra scozzese Nicola Sturgeon non ha dubbi, e nel giorno della Brexit ha voluto inviare un chiaro messaggio a Bruxelles (ma anche a Londra) con un tweet: "La Scozia tornerà presto, Europa. Tenete la luce accesa".

Proprio oggi, infatti, 1 gennaio 2021, la Scozia lascia l’Ue insieme a tutto il Regno Unito, ma i colpi di scena potrebbero non essere ancora finiti. Sturgeon ha pubblicato il messaggio sul suo account Twitter, accompagnato dalla fotografia della scritta 'Europe-Scotland' proiettata la sera del 31 dicembre su una facciata della sede della Commissione Ue a Bruxelles.

 

Sin dall’esito del referendum del 2016 sulla Brexit, la Scozia minaccia di separarsi dal Regno Unito. Il Paese più settentrionale del Regno Unito, infatti, votò a larghissima maggioranza per restare nell’Unione Europea.

 

Da allora si è parlato spesso della possibilità che nel paese venga organizzato un nuovo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito, che – nel caso andasse in porto – permetterebbe alla Scozia di tornare a far parte dell’Unione Europea. La stessa Sturgeon aveva parlato di questa possibilità già nell’aprile 2019.

 

Per la prima ministra scozzese, l’accordo raggiunto nella vigilia di Natale 2020 tra Boris Johnson e Bruxelles, dimostra come sia arrivato il momento per la Scozia di “tracciare il proprio futuro come una nazione indipendente ed europea”. La fuoriuscita dall’Ue della Bretagna, ha aggiunto Sturgeon, è arrivata contro la volontà della Scozia. La fine del programma Erasmus, inoltre, è stato definito come “vandalismo culturale”.

 

“La Scozia ha il diritto di scegliere il proprio futuro come Paese indipendente e riguadagnare i benefici dell’appartenenza all’Ue", ha aggiunto. "È assurdo che nel bel mezzo di una pandemia e di una recessione economica, la Scozia sia stata costretta a lasciare il mercato unico Ue, con tutti i danni all’occupazione che ciò comporterà”.

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