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Cgil, Cisl e Uil a Fugatti dopo il nuovo Dpcm: "Non basta criticare. Ogni minuto perso dal presidente avvicina un nuovo lockdown''

Dopo i nuovi provvedimenti presi dal Governo le associazioni sindacali fanno sentire le proprie voci. "Bisogna utilizzare le leve dell’Autonomia subito con piena responsabilità. Se il presidente basa le sue decisioni sul consenso elettorale abbiamo già perso tutti"

Di Mattia Sartori - 25 ottobre 2020 - 15:43

TRENTO. Cgil, Cisl e Uil: "Non basta criticare il Dpcm, bisogna agire ora". Dopo l'arrivo dei nuovi provvedimenti, emanati dal Governo nella serata di ieri, le associazioni sindacali fanno sentire la propria voce: "Lo abbiamo detto fin da questa estate: bisogna essere pronti a tutto per contenere la diffusione del Covid prima di rischiare il collasso del sistema sanitario in inverno, ma va evitato con ogni mezzo anche un nuovo lockdown. Per questo bisogna agire subito con misure straordinarie perché la situazione è già grave".

 

Non preoccupa soltanto l'aumento dei contagi, ma anche le conseguenze che da esso derivano. Si teme la difficoltà di tracciamento dei contatti che diventa sempre più complesso con un valore di Rt superiore all'1,5. Inoltre impensierisce anche il ritardo nell'attuazione del Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale e territoriale, approvato dalla Giunta lo scorso 18 settembre.

 

Il richiamo dei sindacati è diretto alla Provincia e in particolare al presidente Fugatti, che secondo i segretari generali delle associazioni "non può semplicemente criticare i contenuti del Dpcm. Considerati gli ampi margini di autonomia garantiti dal nuovo provvedimento del Governo, ora deve adottare subito misure di contenimento capaci di abbassare il tasso di trasmissione del virus. Ogni minuto perso da Fugatti, avvicina il rischio di un nuovo lockdown. E poco importa se a decretarlo sarà lo Stato o la Provincia di Trento: sarà comunque un disastro economico e sociale di cui dovrà assumersi la responsabilità la Giunta". Un'esortazione quindi ad utilizzare l'autonomia data dal Governo per adottare misure ancora più severe in grado di controllare in qualche modo la diffusione del virus e scongiurare un nuovo lockdown. 

 

Bisogna cercare una soluzione per tenere aperte scuole e attività economiche e secondo i sindacati la strada da prendere è una sola: agire prima che sia troppo tardi. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dichiarano infatti: "Serve utilizzare le leve dell’Autonomia subito con piena responsabilità e farlo ora. Perché dobbiamo tutti ricordarci che l’11 marzo, quando il Governo sospese tutte le attività commerciali, in Trentino i ricoverati in terapia intensiva erano solo 4 e crebbero fino agli 81 di inizio aprile, nonostante tre settimane di lockdown sempre più duro".

 

Si prospetta una sfida forse ancora più insidiosa di quella affrontata in primavera. L'obiettivo è quello di evitare il collasso del sistema sanitario e un nuovo lockdown, mentre allo stesso tempo si prova a tenere in piedi l'economia. Le associazioni sindacali si dichiarano pronte a fare ciò che serve, chiedono un cambio di passo a piazza Dante.

 

"Noi siamo pronti a fare la nostra parte e per questo da oltre un mese chiediamo, inascoltati, la riattivazione del tavolo Covid tra tutte la parti economiche e sociali. Se invece la strategia del presidente Fugatti fosse di evitare di assumere decisioni forti per paura del loro costo elettorale, abbiamo già perso tutti e con noi la nostra Autonomia che si difende solo utilizzando le sue prerogative, per affrontare i problemi del nostro territorio, in anticipo e meglio di quanto possa fare lo Stato". 

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