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Coronavirus, ''Siamo in una situazione di rischio'' l'allarme dei sindacati trentini e l'appello alla Provincia: ''Basta parlare e dire che siamo i più bravi, ora serve agire''

Cgil Cisl Uil tirano in ballo anche la questione dei vaccini antinfluenzali. “I vaccini sono introvabili nelle farmacie e anche per i soggetti che hanno diritto alla somministrazione gratuita non mancano le difficoltà per prenotare gli appuntamenti. Non ci si può limitare a fare spot che invitino la popolazione a vaccinarsi, bisogna creare le condizioni per dare ai cittadini la possibilità di farlo”

Pubblicato il - 12 October 2020 - 17:59

TRENTO. "Non basta dire che facciamo più tamponi del resto d'Italia. Basta parlare ora serve agire concretamente”. E' un messaggio chiaro quello che i sindacati Cgil Cisl Uil del Trentino hanno inviato questo pomeriggio al presidente Maurizio Fugatti e a tutta la Giunta provinciale.

 

La parola d’ordine per contrastare l’avanzata del contagio è tempestività.

 

“Concordiamo con il presidente Fugatti quando dice che la priorità è tutelare l’apertura di scuole e attività produttive – ammettono Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Dirlo però, non basta. Servono strategie pubbliche mirate su prevenzione e sanità. Servono investimenti subito. Oggi conosciamo meglio il coronavirus e le conseguenze che può produrre. Quindi non abbiamo giustificazioni”.

 

I sindacati chiedono alla Giunta provinciale di non perdere tempo prezioso e di mettere in atto un impegno straordinario per evitare in ogni modo possibile un nuovo blocco totale.

 

“Comprendiamo l’appello alla responsabilità individuale, ma da sola questa non è sufficiente – proseguono -. La Giunta provinciale deve operare concretamente per evitare un secondo lockdown che non solo produrrebbe effetti gravissimi sul piano economico e sociale, ma segnerebbe il totale fallimento delle politiche sanitarie messe in atto fino a qui”.

La strada è, dunque, quella di rafforzare tutte le misure di prevenzione e salute pubblica per il Covid-19. A cominciare dal potenziamento ulteriore di tamponi e test rapidi affidabili.

Per i sindacati occorre potenziare ulteriormente le attività di test e fare sì che i tamponi non subiscano rallentamenti perché l’epidemia non è passata e il virus è ancora tra noi e colpisce le persone più fragili come dimostra quanto accaduto nelle case di riposo. “Allentare l’attività di test nelle Rsa è stato un errore, come purtroppo stiamo vedendo. Abbassare la guardia ha un costo elevato in termini di diffusione della malattia. Allo stesso tempo serve chiarezza sui test rapidi e sulla gestione dei trasporti che possono diventare fattore di contagio. Anche su questo fronte si può e si deve fare di più”.
 

Parlando di prevenzione Cgil Cisl Uil tirano in ballo anche la questione dei vaccini antinfluenzali, ad oggi non disponibili per tutte le persone che ne faranno richiesta. “I vaccini sono introvabili nelle farmacie e anche per i soggetti che hanno diritto alla somministrazione gratuita non mancano le difficoltà per prenotare gli appuntamenti. Non ci si può limitare a fare spot che invitino la popolazione a vaccinarsi, bisogna creare le condizioni per dare ai cittadini la possibilità di farlo”.
 

Infine la preoccupazione sui tempi. Cgil Cisl Uil non nascondono il timore che la Provincia si sia mossa tardi nell’individuare e mettere in atto più avanzate misure di testing e presa in carico dei malati così come nella riorganizzazione degli ospedali che oggi è passata nelle mani della Provincia. “Questo è un terreno su cui avremmo dovuto valorizzare al meglio l' Autonomia, anticipando le mosse dello Stato e investendo risorse proprie per potenziare tutte le strategie di contrasto all’avanzata del contagio – insistono -. Invece sia sul piano del potenziamento delle risorse umane e delle misure di prevenzione si è preferito attendere Roma, con il rischio che si sia perso tempo prezioso”.
 

Infine, quindi, l’invito ad accelerare per diffondere il più possibile l’attività di testing nella popolazione, per potenziare la sanità pubblica e territoriale. “Ad oggi la situazione è ancora sotto controllo, ma non possiamo correre il rischio che sfugga di mano perché la curva dei contagi sta salendo. Siamo come una nave costretta a passare tra due scogli – concludono i sindacati - il rischio del lockdown e quelli del collasso del sistema sanitario. Sta alle scelte di chi governa far sì che questa nave anche col mare mosso giunga in porto, superando gli scogli dell’inverno”.

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