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Coronavirus, “Il Governo ha assicurato le risorse ma il Trentino è rimasto l’unico territorio che non ha stanziato fondi per il rinnovo dei contratti pubblici”

I sindacati puntano il dito contro la Giunta e chiedono nuove assunzioni e più sicurezza sui posti di lavoro: “Il Governo ha assicurato le risorse al Trentino, il minor gettito del 2020 è stato sanato per cui non ci sono più alibi, Piazza Dante non ha previsto un solo euro per il rinnovo dei contratti che sono scaduti da 2 anni”

Di Tiziano Grottolo - 20 novembre 2020 - 16:01

TRENTO. Più sicurezza sui posti di lavoro, nuove assunzioni, rinnovo dei contratti e maggiore trasparenza sono queste le principali richieste che Cgil, Cisl Fp e Fenalt hanno fatto questa mattina, 20 novembre, davanti alle porte del palazzo della Provincia chiedendo un incontro urgente con il presidente Maurizio Fugatti e il resto della Giunta.

 

Siamo qui per rivendicare più sicurezza sui posti di lavoro – attacca Giuseppe Pallanch segretario della Cisl Fp – ma alla Giunta chiediamo anche maggior trasparenza nella diffusione dei dati e di condividere le informazioni su come si sta affrontando la pandemia”. I sindacati di fatto si sentono estromessi e chiedono pertanto di essere maggiormente coinvolti, perché le idee da proporre ci sarebbero ma troppo spesso non vengono nemmeno prese in considerazione dall’esecutivo di Piazza Dante. “Per il momento la Giunta, all’interno della finanziaria che si appresta ad approvare, non ha previsto un solo euro per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici che sono nuovamente bloccati da anni. La mobilitazione – avverte Pallanch – continuerà fino a quando non saremo ascoltati”.

 

Dello stesso avviso anche Luigi Diaspro segretario della Fp Cgil: “Ovviamente abbiamo piena consapevolezza delle ricadute della pandemia sulle categorie del lavoro, sappiamo che in questo momento alcuni sono stati più danneggiati rispetto ad altri, eppure il rinnovo dei contratti pubblici è atteso da troppo tempo, anche perché gli stessi sono scaduti da ben 2 anni”. Bisogna ricordare che fra i lavoratori pubblici provinciali ci sono anche i sanitari, impegnati in prima linea nella lotta contro il coronavirus: “Durante la pandemia – prosegue Diaspro – i lavoratori pubblici hanno assicurato il funzionamento del sistema amministrativo, senza contare che molti di loro sono stati colpiti direttamente dal virus, per questo sosteniamo che non possano essere considerati come un bersaglio da contrapporre a chi è più in sofferenza”.

 

In sostanza i sindacati chiedono di tener fede alle promesse e rivendicano quello che a tutti gli effetti è un diritto. Fra le altre cose la richiesta arriva adesso perché è proprio in questi giorni che in Consiglio Provinciale si sta discutendo la prossima legge di bilancio: “Il rinnovo dei contratti non è una concessione o un regalo – punta il dito il segretario della Fp Cgil – il Governo ha assicurato le risorse al Trentino, il minor gettito del 2020 è stato sanato da risorse governative per cui non ci sono più alibi, il Trentino è rimasto l’unico territorio in cui non sono state stanziate risorse per il rinnovo dei contratti”. Come evidenziano i sindacati non si tratta solo di adeguamenti in busta paga ma anche di più sicurezza sul lavoro, assunzioni nel sistema sanitario e nei Comuni per garantire più servizi.

 

“Gli stipendi degli Oss in casa di riposo sono al minimo – commenta Maurizio Valentinotti, segretario generale della Fenalt – inoltre tante altre categorie stanno aspettando da tempo il rinnovo dei contratti. Chi perde il posto lo perde anche perché chi lavora ha poche risorse da spendere e quei pochi che le hanno preferiscono metterle da parte. La situazione dei dipendenti pubblici del Trentino rappresenta un’eccezione in tutta Italia, impegnare risorse nel rinnovo dei contratti significa anche investire in sicurezza in assunzioni. Davvero non si capisce perché si stia continuando ad alimentare questo scontro fra pubblico e privato, siamo tutti sulla stessa barca, investire anche nel pubblico significa continuare a garantire servizi di qualità”.

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