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| 26 ott 2020 | 17:57

Coronavirus, Cna: ''Nuove restrizioni mettono KO interi settori. Si rischia crisi sociale pericolosa''

L'allarme arriva dal presidente Claudio Corrarati che chiede al Governo e alle Province autonome ristori reali commisurati alle perdite subite in aggiunta alla sospensione delle cartelle esattoriali, alla cancellazione dell’Imu, ai crediti d’imposta per affitti e bollette, alla cassa integrazione per i dipendenti

Coronavirus, Cna: Nuove restrizioni mettono KO interi settori
di Redazione

TRENTO. La nuova stretta governativa legata all’emergenza sanitaria rischia di mettere definitivamente al tappeto interi settori dell’economia nazionale e regionale innescando una crisi sociale pericolosa e senza precedenti nella storia repubblicana. A lanciare l'allarmante è Claudio Corrarati, presidente della Cna Trentino Alto Adige.

 

“Ricordiamo – aggiunge Corrarati – che abbiamo riaperto interi settori a inizio maggio, quando la situazione era ancora molto difficile, affidandoci ad accurati protocolli di sicurezza, scritti anche a livello regionale in collaborazione con i sindacati e le associazioni di categoria, compresa la Cna. Crediamo che controlli mirati in azienda sul rispetto dei protocolli possano garantire la salute di tutti e la sopravvivenza di gran parte delle attività, pur se con inevitabili cali di fatturato”.

 

La Confederazione chiede a Governo e alle Province autonome ristori reali commisurati alle perdite subite, immediati e destinati a tutte le imprese interessate dai provvedimenti (Dpcm e Ordinanze provinciali) in aggiunta alla sospensione delle cartelle esattoriali, alla cancellazione dell’Imu, ai crediti d’imposta per affitti e bollette, alla cassa integrazione per i dipendenti.

 

“La chiusura o la limitazione delle attività – sottolinea Corrarati - può avere pesanti ricadute sul sistema regionale, peraltro a fronte di non accertate conseguenze dirette sulla diffusione del contagio. A tal fine sarebbe più efficace assicurare la distanza interpersonale sui trasporti pubblici, avvalendosi delle disponibilità che abbiamo più volte dichiarato dei mezzi delle imprese private del trasporto persone, compresi autonoleggio e taxi. Più controlli mirati e meno interventi a pioggia avrebbero sortito risultati maggiormente efficaci sul fronte della prevenzione”.

 

Cna chiede da subito la convocazione di un tavolo permanente di confronto operativo, con le parti sociali che hanno firmato i protocolli di sicurezza, per riprendere il proficuo confronto con il governo e con le Province aperto la scorsa primavera

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