Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, l'appello dei Maestri di Sci del Trentino: ''Situazione drammatica, servono subito aiuti concreti. La politica trentina si faccia carico del problema''

I Maestri di sci del Trentino sollecitano nuovamente al Governo e alla Provincia autonoma di Trento interventi di indennizzo finanziario in modo adeguato e in tempi velocissimi

Pubblicato il - 17 February 2021 - 10:52

TRENTO. “Ci troviamo davanti ad una situazione che definirla drammatica è essere ottimisti. Ora la politica del Trentino si faccia carico del problema”. Queste le parole di Mario Panizza, presidente del Collegio dei Maestri di Sci del Trentino in merito alla decisione di non riaprire gli impianti da sci. Una decisione che, secondo i Maestri è “una totale non considerazione nei nostri confronti e in quella dei lavoratori della Montagna comunicando una inversione di rotta a poche ore dall’attesa apertura degli impianti sciistici”, così come era stata inizialmente concordata.

 

“In queste settimane abbiamo affiancato l’azione della Giunta provinciale nell’azione di sensibilizzazione del Governo centrale tesa all’erogazione di indennizzi – aggiunge Panizza -. Tutto questo nella speranza di poter contare parallelamente su una pur lenta e limitata ripresa dell’attività lavorativa. Ora tutto questo è cancellato e il problema si è ingigantito. Chiediamo quindi formalmente al presidente Fugatti e agli assessori Spinelli e Failoni di dar corso in tempi solleciti a congrui sostegni economici alla nostra categoria, che dallo scorso marzo è priva di reddito e lo sarà sino al prossimo dicembre”.

 

Parlando a nome delle 54 Scuole del Trentino e dei 2.800 maestri di sci, la gran maggioranza dei quali opera durante l’inverno a tempo pieno e quindi trae dall’insegnamento sulle piste trae sostentamento per le famiglie, Panizza guarda a Trento e Roma per chiedere aiuto. “Non è più differibile una immediata azione di sostegno economico a lavoratori totalmente senza reddito ormai da un anno – spiega il Presidente del Collegio maestri di Sci del Trentino –. Ricordo che il loro numero è pari a cinque volte quello degli occupati nei grandi stabilimenti chiusi negli anni in Trentino e per i quali a suo tempo si sono mossi sindacati e parti sociali. Non vorremmo che per l’ennesima volta passasse l’idea che lo sci è attività dei ricchi e quindi mondo a parte. Chi ci lavora lo fa perchè in molte zone montane la nostra è una delle poche occasioni occupazionali - conclude -. Siamo abituati a lavorare ma sinora ci è stato impedito con decisioni apparse ai più opinabili vedendo quanto avviene in altre aree dell’Italia. Ora serve aiuto concreto. Subito”.

 

Dopo aver rinunciato al lavoro nel periodo natalizio, atteso la ripresa dell’attività a fine gennaio, sperato nel via a metà febbraio, i Maestri di sci del Trentino sollecitano quindi nuovamente al Governo e alla Provincia autonoma di Trento interventi di indennizzo finanziario in modo adeguato e in tempi velocissimi. “Oggi il nostro stato d’animo – conclude Panizza - oscilla tra la preoccupazione per il difficile momento economico e la delusione per una stagione invernale mai ricca di neve come quest’anno ma di fatto cancellata dalle decisioni governative. Ed è difficile guardare al futuro con un minimo di ottimismo se non saranno erogati velocemente gli indennizzi”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 27 novembre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
29 novembre - 13:35
Con una mail indirizzata “a tutto il personale provinciale (compresi direttori e dirigenti)” la Provincia cerca 120 volontari per seguire le [...]
Cronaca
29 novembre - 13:03
Non è ancora stata precisata la causa del decesso, se sia collegato a un incidente oppure a un malore. I soccorsi sull'Etna sono stati ostacoli e [...]
Cronaca
29 novembre - 13:56
Si moltiplicano le segnalazioni e dopo il caso in Val di Non e quello a Bolzano oggi sono arrivate le denunce per altri due studi, uno in [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato