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Coronavirus, i maestri di sci: ''Sconcerto, incredulità e sgomento per i tempi e i modi della chiusura degli impianti in zona gialla. Umiliati nella dignità''

Il via libera agli impianti per il Trentino è sfumato con la classificazione in zona arancione. Poi tutte le località di montagna italiane in zona gialla sono dovute ripiegare a poche ore dall'avvio della stagione per la decisione del governo. Bonelli, presidente dell'associazione maestri sci italiani: "Sono state investite risorse in una stagione già di per sé drammatica per il comparto, completa mancanza di rispetto"

Di L.A. - 15 February 2021 - 13:29

TRENTO. "Esprimiamo sconcerto, incredulità e sgomento". Così Maurizio Bonelli, presidente dell'associazione maestri sci italiani, che aggiunge: "Centinaia di professionisti della neve si sono attrezzati e organizzati con il massimo rigore e pronti a seguire scrupolosamente ai protocolli previsti. Sono state investite risorse in una stagione già di per sé drammatica per il comparto".

 

Il via libera agli impianti per il Trentino è sfumato con la classificazione in zona arancione. Poi tutte le località di montagna italiane in zona gialla sono dovute ripiegare a poche ore dall'avvio della stagione per la decisione del governo. Un'ordinanza del ministro Roberto Speranza arrivata in extremis e che ha prorogato la chiusura fino al prossimo 5 marzo.

 

"A poche ore dal via - dice Bonelli - abbiamo ricevuto un'ennesima battuta d'arresto. C'è delusione e preoccupazione. La decisione del ministero ci lascia esterrefatti per tempistica e modalità. Denunciamo la completa mancanza di rispetto delle istituzioni verso la nostra categoria e al mondo della montagna in generale. Il modo in cui è arrivato questo nuovo e ulteriore stop alla ripartenza dei maestri di sci è un evidente segno di scarsissima attenzione verso 15 mila famiglie che vivono di queste attività e che sono ferme dal 10 marzo del 2020".

 

La stagione invernale è prossima a non cominciare mai. "In questo momento ci sentiamo umiliati nella nostra dignità di persone e di lavoratori professionali ai quali viene vietato il diritto al lavoro e, quindi, al sostentamento delle proprie famiglie da continue promesse rimaste tutte regolarmente disattese: ci sentiamo e siamo presi in giro. Ora ci aspettiamo il giusto e doveroso ristoro dallo Stato perché gli oltre 15.000 maestri di sci italiani, dopo tutto questo 'tira-molla' delle nostre istituzioni, rimarranno fermi senza lavoro per quasi 21 mesi, se si potrà riprendere nel dicembre prossimo", conclude Bonelli.

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