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Coronavirus, Zaia: ''Ordinanza di chiusura degli impianti raccapricciante e imbarazzante per come arrivata: risarcire anche i danni''

La situazione epidemiologica, i vaccini, la decisione di chiudere gli impianti da sci e il lockdown. Diversi i temi affrontati da Luca Zaia, governatore della Regione Veneto. Scontro a livello di governo per la scelta di fermare il settore a poche ore dal via

Di L.A. - 15 febbraio 2021 - 17:38

VENEZIA. "Un'ordinanza raccapricciante e imbarazzante pubblicata 4 ore prima della riapertura quando tutti gli impianti e gli operatori si erano già preparati e avevano speso soldi". Queste le parole di Luca Zaia sulla decisione del governo di prorogare la chiusura fino al 5 marzo. Dopo aver atteso la nuova classificazione e la conferma dell'inserimento in zona gialla, il governatore del Veneto aveva firmato l'ordinanza per avviare quel che resta della stagione invernale.

 

"Viene prima la salute, però, è raccapricciante vedere un'ordinanza emanata 4 ore prima dell'apertura delle piste da sci. In via prudenziale avevo fatto l'ordinanza che prevedeva l'apertura dal 17 febbraio per saltare il tema del carnevale. Una scelta in accordo con gli operatori, per senso di responsabilità. L'apertura delle piste è comunque un atto di impegno diseconomico, un modo per dare un segnale perché questa è una stagione persa. E' imbarazzante perché è un'ordinanza che si poteva fare una settimana prima. Il settore non ha perso solo introiti, ma ha investito le scorte, per scaldare gli alberghi, battere le piste e assumere stagionali. Il tessuto ha subito anche dei danni, che devono essere riconosciuti. Sono preoccupato perché c'è tutto un indotto che è fuori dai ristori e ci sono imprese che non si riprenderanno più. Nessuno ha la colpa del Covid, ma è necessario programmare nel rispetto delle imprese".

 

Diversi i temi trattati dal presidente della Regione Veneto. A cominciare dalla situazione epidemiologica. "La situazione - dice Zaia - continua a migliorare, anche se in modo lento. Sono 241 i positivi su 8.221 tamponi e il rapporto è del 2,93%. Sono 24.810 i casi attivi, 1.581 ricoverati in ospedale, 148 in terapia intensiva e 1.433 in area non critica. Sono decedute 11 persone. L'intenzione è quella di proseguire con la scuola al 50% in presenza, prendere ancora alcune settimane per vedere la curva".

 

Nelle scorse ore Walter Ricciardi, consigliere del ministero, ha proposto un lockdown totale, si teme in particolare la diffusione delle varianti di Covid-19. Da qui anche la scelta di chiudere le piste da sci. "Non possiamo assistere a dibattiti a latere su questioni che hanno un valore giuridico. Se la questione è la variante inglese, dico che c'è in Veneto e che c'era già a Natale, quando ci avevano spiegato che era solo per giustificarci dei dati. Non sono catastrofista o aperturista, ma il nuovo governo deve operare un cambio di passo sulle tempistiche, serve anche una voce unica: un minimo di regia. Mi rendo conto che l'esecutivo è in carica da poche ore, però a corollario di questo pasticcio ci sono dichiarazioni fiume di membri del Cts e di consulenti del ministro. Le dichiarazioni più avventurose sono di quelli che non hanno l'obbligo di firmare un documento".

 

Il governatore è ritornato anche sul tema dei vaccini. "Siamo stufi di essere dipinti come quelli che vanno sul mercato nero. Ci siamo semplicemente informati con chi li vende e ce li ha proposti. Sono intermediari ufficiali, alcuni sono fornitori ufficiali della Regione dai quali abbiamo già acquistato respiratori e altro materiale. Abbiamo proposte per 12 e 15 milioni di dosi. Immorali a comprare vaccini? Allora siamo stati immorali anche a comprare la macchina per i tamponi di Crisanti e andrò a confessarmi. L'Aifa ci ha risposto che dobbiamo girare la domanda al commissario del Governo. E' già pronta la lettera per il commissario Arcuri per chiedere autorizzazione per procedere in questo senso. Speriamo di aver scoperto una via di fornitura nuova di cui l’Italia possa giovare", conclude Zaia.

 

Intanto si registra già un primo scontro all'interno del governo: Massimo Garavaglia contesta l'ordinanza di Speranza, avallata da Draghi e motivata dalla relazione preoccupata del Cts. Ma le ragioni di carattere epidemiologico non tolgono, per il ministro del turismo, che fermare un settore a poche ore dal via di una ripresa attesa e preparata rappresenti un danno gravissimo da imputare all'esecutivo.

 

Anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, interviene con nota in linea con il ministro della Lega: "Il danno per l'economia dello sci e della montagna è davvero immenso. Il governo subito si adoperi per indennizzi e ristori a chi è stato colpito. Questa è la priorità assoluta".

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