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Belluno
22 settembre | 11:45

Pista da bob, Verdi contro Zaia: “Ha dichiarato il fallimento dell’opera. Accumulati oltre 2 anni di ritardi, il progetto è fuori dal mercato anche per le aziende”

“La verità – dice Cristina Guarda – a dispetto delle giustificazioni tentate da Zaia, è che il progetto non solo è totalmente insostenibile dal punto di vista ambientale e antieconomico riguardo ai successivi costi di manutenzione che ricadranno sugli enti locali, ma è del tutto fuori dalla logistica e dal mercato anche per le aziende”

Pista da bob, Verdi contro Zaia: “Ha dichiarato il fallimento dell’opera

BELLUNO. “Le aziende in grado di realizzare un’infrastruttura del genere sono poche e, evidentemente, il lavoro non manca. Immagino sia per questo”. A dirlo, in riferimento al progetto per la realizzazione della pista da bob di Cortina in vista delle Olimpiadi 2026 (la cui seconda gara per l’affidamento dei lavori è andata negli scorsi giorni nuovamente deserta, Qui Articolo) è il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, mentre la strada per la riqualificazione dell’impianto si fa sempre più in salita.

 

Lo stesso Zaia ha fatto riferimento anche all’ipotesi, ufficializzata nelle scorse settimane, di organizzare le gare nella pista di Innsbruck, parlando di un’offerta “per un affitto di 17 milioni di euro”. Cifra nella quale però, ha detto il governatore veneto, non rientrerebbero altre voci di spesa relative per esempio all’ospitalità e che secondo Zaia potrebbe quindi essere in realtà ben più alta. “Vedremo", riassume in poche parole il presidente, sulla base delle differenze finali a livello di costi.

 

Parole alle quali rispondono sia Cristina Guarda che Luana Zanella, rispettivamente Consigliera comunale di Europa Verde in Veneto e deputata dell’Alleanza Verdi Sinistra. “Il presidente del Veneto Luca Zaia – dice Zanella – ha dichiarato il fallimento del progetto della pista da bob per le Olimpiadi invernali 2026: noi ecologisti avevamo detto che è un’opera inutile, costosa dal punto di vista ambientale ed economica. Soprattutto ora è chiaro che si tratta di un progetto faraonico e le imprese per realizzarla non ci sono. Anziché continuare a fare la questua, si rinunci dichiaratamente in nome della protezione dei territori e delle finanze pubbliche”.

 

“Dalle dichiarazioni a proposito delle procedure di aggiudicazione per la realizzazione della pista da bob a Cortina – aggiunge Guarda – andate deserte e prive di offerenti per la seconda volta, capiamo che finalmente Zaia sta cominciando a capire che qualcosa non torna. Ma a non tornare sono anche i numeri e la lettura delle responsabilità: anzitutto il costo di noleggio della pista di Innsbruck, compresi servizi tecnici e attrezzature per test e gare, è stato calcolato in 12,5 milioni, non 17 come da lui riportato, cosa che saprebbe se avesse interloquito con gli austriaci quando nel 2020 il Cio gli scriveva di non costruire una nuova pista ma di usarne una esistente e funzionante”.

 

Ma soprattutto, continua Guarda: “La causa del flop non è tanto il mercato dell’edilizia saturo di lavori e commesse o la complessità dell’opera che di per sé restringe la platea dei possibili offerenti, quanto i ritardi accumulati dalla regione, 2 anni e mezzo”. La verità, conclude la Consigliera di Europa Verde: “A dispetto delle giustificazioni tentate da Zaia, è che il progetto non solo è totalmente insostenibile dal punto di vista ambientale e antieconomico riguardo ai successivi costi di manutenzione che ricadranno sugli enti locali, ma è del tutto fuori dalla logistica e dal mercato anche per le aziende”.

 

“D’altronde, se Zaia, e non lo Stato, non avesse perso tre anni, dal 2018 al 2021, per realizzare gli studi di fattibilità, avrebbe avuto tutto il tempo necessario per permettere alle imprese di realizzare un’opera faraonica nell’ideazione, sovradimensionata e costosa rispetto alle esigenze della disciplina sportiva implicata, e assolutamente non voluta dal territorio, che ne ha più volte urlato l’insostenibilità. Questioni più volte da me sollevate in Consiglio regionale, senza tuttavia scalfire minimamente la convinzione di Zaia che la pista andava fatta e andava fatta a Cortina. Oggi, alla luce delle recenti dichiarazioni, possiamo tirare un sospiro di sollievo: anche Zaia nutre ormai dei dubbi, ma è lui che ha la responsabilità politica di correggere il tiro ed evitare il flop, dato che è stato primo promotore della pista da bob a Cortina senza aver mai interloquito con i cittadini”.

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