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Zaia attacca Pfizer: "Il taglio del 53% è vergognoso. È a rischio il piano vaccinale". Anche in Veneto ricorso al Tar sulle scuole

Il governatore del Veneto si presenta in conferenza stampa per discutere dei vaccini e della riapertura delle scuole. Sui tagli di Pfizer si dice indignato: "Se si taglierà ancora non riusciremo nemmeno a fare i richiami. Spero che a livello nazionale si vada giù pesanti a livello legale". Delusione anche per la scuola: "Sono decisioni difficili e sofferte. Chiudere le scuole è una sconfitta, ma la nostra priorità è la salute"

Di M.Sartori - 18 gennaio 2021 - 16:01

VENEZIA. Vaccini e scuola. Questi sono i temi caldi su cui si discute in Veneto nelle ultime ore. Il governatore Zaia si è presentato in conferenza stampa per affrontarli e si è detto arrabbiato e preoccupato per la situazione. Nonostante il calo dei dati Covi infatti, la campagna vaccinale è a rischio a causa dei tagli di Pfizer e la popolazione è profondamente divisa sulla riapertura delle scuole.

 

Covid

 

Sembrano promettenti i dati raccolti oggi dal Veneto. Per la prima volta da tempo si è registrato un sostanzioso calo dei contagi, che sono scesi sotto quota 70mila. La popolazione festeggia, ma Zaia chiede cautela: “Siamo fortemente preoccupati. Il Covid ci ha abituati a cambi di scena repentini. In 18 giorni sono stati raggiunti questi risultati ma per vanificarli bastano 24 ore, dobbiamo evitare gli assembramenti, a prescindere dalle zone gialle, arancioni o rosse. E se andiamo in casa di non conviventi dobbiamo portare la mascherina”.

 

Un caldo invito alla prudenza dunque, che in questo periodo non è mai abbastanza. Il governatore resta fedele al messaggio che da tempo continua a promuovere: andare sempre avanti con cautela, mai abbassare la guardia, perché da un momento all’altro si può ripiombare in situazioni anche peggiori di prima.

 

I vaccini

 

Il caso dei tagli di Pfizer purtroppo sta colpendo molte regioni italiane, non solo il Veneto. Quest’ultima però è di sicuro tra le più colpite, in quanto si trova a fronteggiare una sospensione delle forniture del 53%. Indignato il governatore, che chiede spiegazioni e invoca l’aiuto del governo per proteggere i cittadini e non fermare la campagna vaccinale.

 

È vergognoso quello che sta accadendo - ha commentato Zaia -. Non si può dare un piano di forniture che si traduce in un piano vaccinale, che si traduce in appuntamenti e programmazione, e poi che vengano sospese le forniture del 53%. Se poi vado a vedere il taglio a livello nazionale, vedo regioni con tagli zero, altre con tagli moderati, e poi le regioni letteralmente azzoppate. Se venisse messa in discussione la fornitura della prossima settimana anche solo di un vaccino, noi non riusciremo più a vaccinare. Questa settimana possiamo attutire il grave danno, ma la prossima no, la campagna vaccinale sarebbe sospesa, facendo la seconda dose solo a chi ha già ricevuto il vaccino. Ma anche i richiami sono a rischio”.

 

«Il commissario Arcuri mi ha riferito che sulla destinazione dei tagli ai vaccini ha deciso Pfizer, vorrei capire quale principio o algoritmo hanno usato per tagliarci il 53% della fornitura. Io vorrei capire che premio Nobel ha assoldato Pfizer per decidere le forniture delle regioni – continua il governatore -. Noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa ma non controparte giuridica: spero che a livello nazionale si vada giù duri e pesanti a livello legale. Siamo molto arrabbiati, non si può mettere in discussione un servizio vitale per i cittadini. Noi stiamo pensando di tutelarci, non so come ma lo faremo”.

 

Il governo deve andare a vedere il calo di forniture negli altri paesi, perché se non ci fosse un calo sarebbe un problema di potere contrattuale dell'Italia. Quale ritardo massimo ci può essere per il richiamo del vaccino? Sul bugiardino c'è scritto 21 giorni. Se c'è scritto questo bisogna farlo”.

 

La scuola

 

Zaia spende infine qualche parola sulla questione della riapertura delle scuole. In molte regioni italiane i genitori stanno facendo ricorso al Tar perché si riaprano le scuole. Il governatore ha però precisato quale sia la priorità delle istituzioni in questo momento, ovvero tutelare la sanità pubblica. Un compito difficile, che prevede anche molte scelte complicate.

 

Ci rifiutiamo di far partire una guerra fra poveri - ha affermato il governatore del Veneto Zaia -. Noi abbiamo una responsabilità: garantire la salute ai cittadini. Firmare un'ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, questo l'ho sempre detto. Ma davanti alle relazioni che ci hanno fatto abbiamo compiuto questa scelta. I colleghi delle regioni sono abbastanza arrabbiati sul tema della riapertura delle scuole. Mettetevi nei panni - ha aggiunto, rivolto ai giornalisti - di chi deve garantire la salute pubblica e si vede questo chiude-non chiude. Ci dicono adesso che il parere di scienziati, come Burioni o Palù, sono smentiti dal Cts. Quelli che vanno in Procura a rispondere siamo però noi”, ha concluso.

 

Il ministro Speranza ha chiesto il parere del Cts sulla riapertura delle scuole. “Allo stato attuale le scuole sembrano essere ambienti relativamente sicuri", scrive il comitato, "purché si adottino le precauzioni". Non la prende bene però Zaia, che non si dice d’accordo. “Con gli altri Presidenti delle regioni ci adegueremo a queste decisioni solo se la situazione sanitaria sarà coerente a sostenere questa riapertura – commenta -. Il parere del Cts sulla riapertura delle scuole smantella di fatto la costituzione delle zone, bisogna rivedere tutto questo modello”.

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