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Coronavirus, i maestri di sci: ''Attendiamo un giusto risarcimento per il mancato lavoro nell'ultimo anno. Cerchiamo di garantire indennizzi equi''

Un comparto molto importante: sono 2.800 nel solo Trentino gli iscritti all'albo del Collegio provinciale, riuniti in 54 scuole di sci. Il tema dei ristori è stato al centro dell'assemblea del settore che tra corsi di aggiornamento e novità non è rimasto fermo. Mario Panizza: "Avevamo presentato uno studio dal quale si evinceva che l’incidenza degli incidenti connessi all’attività didattica maestro di sci e singolo allievo fosse praticamente nulla"

Di L.A. - 05 May 2021 - 13:27

TRENTO. "Il nostro obiettivo è quello di riuscire a garantire gli indennizzi ai maestri, alle scuole e alle associazioni in modo equo in base alle dichiarazioni di lavoro svolto negli anni precedenti". Così Mario Panizza, presidente del Collegio dei maestri di sci trentini. "Un giusto risarcimento per il mancato lavoro nell’ultimo anno. Da poco è stato emanato il decreto sostegni con un articolo specifico riferito alla filiera della montagna e al suo interno si parla di ristori per la nostra categoria per 40 milioni, frutto di un lavoro di sensibilizzazione svolto dalla nostra categoria a livello locale e nazionale".

 

L'annuale assemblea, svolta in modalità online, è stata l'occasione per fare il punto della situazione per il settore; un comparto praticamente fermo ai box da marzo 2020 e reduci da una stagione invernale andata completamente in bianco. In questi mesi non sono mancate le manifestazioni e le grida d'allarme dei maestri, in alcuni casi tagliati fuori dai ristori e dai sostegni via via disposti per fronteggiare la crisi innescata dall'epidemia Covid-19 (Qui articolo).

 

"In questo momento siamo in continuo contatto con la Provincia di Trento per definire eventuali integrazioni dei fondi statali e per le modalità di erogazione. Ringrazio l'assessore Roberto Failoni per l’impegno profuso e aspettiamo di essere convocati a breve", dice Panizza, mentre l'assessore provinciale, invitato a questo appuntamento, ha commentato. "​Cercheremo in tutti i modi di garantire aiuti equi a tutti. Non possiamo fare miracoli, lo dico in maniera chiara e trasparente, ma la nostra volontà è di mostrare sostegno e vicinanza alla categoria dei maestri di sci e più in generale al turismo della montagna invernale".

 

Un comparto molto importante: sono 2.800 nel solo Trentino gli iscritti all'albo del Collegio provinciale, riuniti in 54 scuole di sci. Un settore che coinvolge circa 15 mila professionisti in tutta Italia. I maestri da sci sono rimasti a guardare. Nonostante l'approvazione del protocollo da parte dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari a ottobre dell'anno scorso.

 

"Tutto bloccato - evidenzia Panizza - malgrado si fosse proposto l’apertura solo dei campi scuola e addirittura l’insegnamento con un allievo per maestro utilizzando gli impianti di risalita utilizzati per gli allenamenti degli agonisti. Avevamo presentato uno studio dal quale si evinceva che l’incidenza degli incidenti connessi all’attività didattica maestro di sci e singolo allievo fosse praticamente nulla. L’obiettivo era dimostrare come tale attività non avrebbe quindi assolutamente inciso sul lavoro dei Pronto soccorso già sotto stress. Ma anche questa proposta non è stata presa in considerazione da Roma".

 

L'attività istituzionale dei maestri di sci è comunque proseguita nel corso di quest'anno: quattro turni di aggiornamento per lo sci alpino e per lo snowboard, sfruttando gli impianti delle località sciistiche aperte. Tre turni a Pampeago Pinzolo per lo sci alpino, Campo Carlo Magno per il fondo. Questa settimana (dal 7 al 9 maggio) è in programma l’ultimo aggiornamento della stagione a passo del Tonale. In totale sono stati coinvolti 550 maestri. A breve verrà pubblicato il calendario autunnale dei nuovi corsi. Parallelamente si è concluso l’iter formativo con gli esami finali del corso di formazione dei nuovi maestri di sci iniziato nel 2018. Si sarebbe dovuto concludere a maggio 2020 ma per il Covid siamo comunque riuscire a chiuderlo a marzo di quest’anno.

 

"Una novità importante di quest’anno - conclude Panizza - è stata la giornata online: per motivi legati al Covid, dopo un confronto insieme ai responsabili dei corsi, si è deciso di strutturare il corso di aggiornamento in modo diverso rispetto al solito e così la prima giornata è stata fatta solo e esclusivamente in forma digitale. Le altre due giornate di corso si sono svolte sul campo. Questa nuova formula è piaciuta molto ai partecipanti e sicuramente verrà riproposta ai prossimi aggiornamenti dell’autunno".

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