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Coronavirus, dopo le nuove restrizioni, il Cna Alto Adige rilancia: "Chiediamo risarcimenti fino all’80% del fatturato delle settimane di chiusura"

In Alto Adige la nuova ordinanza della Provincia ha già imposto chiusure a bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie ed esercizi commerciali. Il presidente del Cna-Shv Claudio Corrarati: "Diamo un segnale alle aziende. Aprire subito il tavolo di confronto e prevedere forme di risarcimento per il periodo di serrata a seconda della zona"

Pubblicato il - 03 novembre 2020 - 15:19

BOLZANO. Mentre l’Italia si prepara a nuove restrizioni sulla base dei sempre più preoccupanti dati epidemiologici, dal mondo produttivo si rilancia il grido d’allarme sulle possibili conseguenze economiche della chiusura. La richiesta al potere pubblico, come ormai da diverso a questa parte, è la stessa: offrire un sostegno finanziario per evitare che le aziende soffrano il fallimento.

 

A denunciare la situazione, dopo la comunicazione da parte del presidente della Provincia Arno Kompatscher dell’entrata in vigore dalla mezzanotte di mercoledì della nuova ordinanza che chiude bar, ristoranti e negozi, è l’unione degli artigiani e delle piccole imprese. La sorte degli esercenti altoatesini, già decisa, potrebbe essere tra l’altro seguita anche da quelli trentini, per cui s’attende il Dpcm in base al quale entreranno misure di diverso tipo a seconda della situazione epidemiologica (con libertà, in ogni caso, lasciate ai governatori per decidere eventuali restrizioni più dure).

 

Occorre dare un segnale immediato a queste aziende - commenta il presidente di Cna-Shv Claudio Corrarati – altrimenti molte di queste ditte non alzeranno mai più la saracinesca. Stavolta, però, occorre davvero centellinare e calibrare il più possibile gli aiuti in base al reale calo di fatturato rispetto a novembre 2019. In molti centri delle valli a vocazione turistica, novembre è sempre stato un mese di forte calo delle entrate. Nel capoluogo e nei centri urbani di fondovalle, al contrario, novembre è un mese di normale attività, in vista di importanti incassi nelle feste natalizie che quest’anno, se il trend dei contagi non verrà invertito, rimarranno purtroppo solo una bella speranza, con un forte calo di liquidità e redditività nell’ultima parte dell’anno”.

 

La richiesta principale riguarda dunque la “necessità di prevedere forme di risarcimento fino all’80% del fatturato delle settimane di chiusura imposte con i provvedimenti nazionali, i Dpcm, e provinciali, le Ordinanze”. Per questo Cna-Shv propone alla Provincia di Bolzano di ripristinare il tavolo di confronto con le parti sociali per analizzare insieme la situazione, studiare le misure di sostegno a seconda delle zone interessate (viste anche le misure adottate nei singoli Comuni da parte della Provincia), programmare la ripartenza “tenendo conto dei settori che hanno reali chance di riaprire”.

 

Il nostro Osservatorio del lavoro ha evidenziato che c’è occupazione stabile a settembre per le imprese artigiane, micro e piccole rispetto a un anno fa anche per effetto del blocco dei licenziamenti – ha concluso Corrarati – con la ripresa dei contagi e le conseguenti misure di contenimento, tuttavia, cresce l’incertezza sulle prospettive dell’ultimo trimestre dell’anno. Insieme alle aziende rischiano di sparire migliaia di posti di lavoro”.

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