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Coronavirus, il Dpcm divide l'Italia in tre fasce: Lombardia, Piemonte e Alto Adige verso il ''lockdown soft''. Trentino e Veneto nella zona intermedia di rischio

Il tentativo è quello di contenere la nuova ondata di contagi di coronavirus e la crescente pressione sugli ospedali con il sistema sanitario che rischia di finire in affanno. L'ipotesi è quella di dividere l'Italia in tre zone: fascia più a rischio, intermedia e con basso indice di diffusione del coronavirus

Pubblicato il - 03 novembre 2020 - 11:23

TRENTO. Il governo lavora da ore al nuovo Dpcm per cercare di frenare la curva epidemica di Covid-19. I primi contenuti del nuovo provvedimento sono stati delineati dal premier Giuseppe Conte e le certezze sulle misure potrebbero arrivare già in serata dopo aver preso visione dei dati aggiornati su base regionale. 

 

Il tentativo è quello di contenere la nuova ondata di contagi di coronavirus e la crescente pressione sugli ospedali con il sistema sanitario che rischia di finire in affanno. L'ipotesi è quella di dividere l'Italia in tre zone: fascia più a rischio, intermedia e con basso indice di diffusione del coronavirus.

 

Ogni fascia prevede misure gradualmente restrittive, compresi gli spostamenti tra regioni, che Conte vorrebbe imporre solo tra zone con un livello simile di rischio, mentre una una parte della maggioranza con il ministro Roberto Speranza e i governatori chiedono di applicare in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. 

 

Le limitazioni più dure potrebbero riguardare Lombardia e PiemonteCalabria, Puglia, Sicilia e val d'Aosta. Queste regioni potrebbero andare in lockdown per 3 settimane, un provvedimento già praticamente varato da Bolzano. Un periodo particolarmente delicato e difficile in Alto Adige con il presidente Arno Kompatscher che è intervenuto con diverse ordinanze in pochi giorni per cercare di fronteggiare una curva particolarmente alta (Qui articolo).

 

Il passaggio tra le varie fasce avviene tramite l'elaborazione dei parametri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico tra l'indice Rt, la disponibilità di posti letto in terapia intensiva e più a livello generale, tamponi effettuati e gli altri criteri (sono 21 in totale) individuati dall'Istituto superiore sanità e ministero, dettagli condivisi e firmati dalle Regioni: le misure dovrebbero scattare in automatico, altrimenti interviene il governo.

 

I punti fermi del nuovo Dpcm sono la didattica a distanza per le scuole superiori e le università, il coprifuoco, la chiusura dei musei, serrande abbassate per i centri commerciali nei week-end e la serrata totale per sale bingo e centri scommesse. La capienza massima per i trasporti locali dovrebbe scendere al 50% (Qui articolo).

 

A rientrare nella fascia con un "lockdown soft" sono le regioni che presentano un indice Rt a 1,5 come Lombardia (2,01), Piemonte (1,99) e Calabria (1,84), Alto Adige (1,92). Rischiano di rientrare in questo scenario anche la val d'Aosta, la Sicilia e la Puglia. In questa fascia si fermano tutte le attività non essenziali, comprese estetiste e parrucchieri; via libera alla didattica a distanza che comprende anche le classi di seconda e terza media; restano aperte le industrie ma viene fortemente consigliato lo smart-working; viene valutata l'ipotesi autocertificazione.

 

La fascia intermedia comprende quelle regioni con un indice Rt a ridosso della soglia di allerta: monitorate TrentinoVeneto, Liguria, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Abruzzo e Campania. Le disposizioni sono la chiusura di bar e ristoranti (ok servizio a domicilio) e restano aperti i centri estetici e parrucchieri, così come tutta la parte dei servizi alla persona. 

 

Le altre (Sardegna, Molise e Basilicata) seguono invece le restrizioni previste sul territorio nazionale tra chiusura di bar e ristoranti dalle 18, coprifuoco, capienza ridotta dei mezzi pubblici, la didattica a distanza per le scuole superiori e la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana.

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