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Coronavirus: “Per ogni azienda che chiude ce ne sono almeno 3 che rimangono senza incassi”, la denuncia della Cna

Nel nuovo decreto legge Ristori, nessun provvedimento a tutela di quelle categorie commerciali e artigianali che lavorano a sostegno di altre attività. Corrarati: “Per ogni ristorante chiuso almeno una lavanderia, un artigiano e un fornitore rimangono senza lavoro, ma per loro non ci sono aiuti economici”

Di Laura Gaggioli - 29 ottobre 2020 - 12:34

TRENTO. “Ci vuole un kit di sopravvivenza”. E’ questo l’appello di Claudio Corrarati, presidente della Cna Trentino Alto Adige, a tutela di tutte quelle aziende dimenticate nel nuovo Decreto Ristoro, che subiscono indirettamente le restrizioni del Dpcm e delle ordinanze provinciali di Trento e Bolzano. I primi giorni di applicazione delle nuove misure restrittive per bar e ristoranti - afferma Corrarati - stanno dimostrando che, per ogni azienda chiusa o che può esercitare solo con forti limitazioni, ci sono almeno altre tre aziende che subiscono un danno indiretto. Siamo arrivati al punto di dover considerare i danni del Covid all’indotto”.

 

Sono infatti molte le imprese collegate a quelle che hanno subito blocchi o limitazioni. Basti pensare a ogni artigiano, manutentore, fornitore o lavanderia che collabora con il mondo della ristorazione, e che svolge, per conto di quest’ultimo, tutta una serie di prestazioni propedeutiche alla messa in opera dell’attività principale. Si parla di professionisti, partite Iva e imprese di servizi che rischiano di non sopravvivere se qualcuno non interviene.

 

Se gli aiuti arrivano solo ai ristoranti - continua Corrarati - quando l’emergenza sarà superata, le aziende dellindotto, con meno entrate e nessun aiuto, potrebbero non esserci più. Stavolta abbiamo bisogno di kit di sopravvivenza - e incalza - vista l’evoluzione delle misure restrittive parallelamente all’epidemia, occorre rapidamente pensare a una soluzione più ampia rispetto a quella contemplata da Decreto legge Ristori”. Il provvedimento infatti, pubblicato oggi, 29 ottobre, in una edizione straordinaria della Gazzetta Ufficiale, punta a sostenere solo le aziende direttamente penalizzate dalle restrizioni: tra le 53 categorie che otterranno i nuovi contributi a fondo perduto ci sono infatti tutti, dai ristoranti ai rifugi, dalle discoteche ai teatri, dai taxi alle funivie, ma nessun accenno al corposo mondo del cosiddetto business to business, cioè tutte quelle transazioni commerciali che avvengono tra imprese,

 

Secondo il presidente della Cna Trentino Alto Adige la preoccupazione cresce se si guarda ai bilanci delle Province: Abbiamo sempre evidenziato che una spesa corrente oltre il 75%, in caso di minori entrate avrebbe messo a rischio anche i servizi essenziali. L’impressione è che non ci siano più margini per eventuali aiuti territoriali complementari rispetto a quelli statali. Riteniamo quanto mai urgente la riattivazione immediata del tavolo tra politica e parti sociali – conclude Corrarati - per fare il punto della situazione e valutare insieme piani a breve, medio e lungo termine”.

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