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Coronavirus, bar e ristoranti in ginocchio: domani un corteo di protesta. Il Patt: ''Settore ignorato dal governo leghista trentino"

Domani a Trento ci sarà la manifestazione dei "Grembiuli bianchi". In corteo con le auto gli imprenditori partiranno dall'ex Zuffo e arriveranno al Commissariato del Governo. Le associazioni di categoria spiegano: "Abbiamo bisogno, soprattutto, di certezza navigare a vista è una condizione che aggiunge ulteriori difficoltà ad una situazione già drammatica per molte aziende"

Pubblicato il - 10 gennaio 2021 - 12:14

TRENTO. Le misure più restrittive messe in campo in questi mesi hanno messo in ginocchio titolari di bar e ristoranti. L'opzione del take-away non è più sufficiente per riuscire a coprire gran parte delle spese e per pagare gli stipendi dei dipendenti.

 

“La nuova maxi area nazionale arancione vissuta in questi giorni blocca di fatto – ha spiegato in una nota la Coldiretti nazionale – 140mila bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi con un drammatico effetto sul settore che ha già perso il 48% del fatturato nel corso del 2020”.

 

Gli effetti della chiusura di queste attività attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne alla frutta e alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

 

Fino ad oggi, però, sia dal governo nazionale che da quello provinciale, quello che doveva essere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione stenta a farsi vedere.

 

Incertezza, assenza di programmazione, obblighi e divieti, orari ristretti e penalizzanti, incassi azzerati ma spese costanti, ristori insufficienti hanno esasperato gli imprenditori. Per questo le associazioni di categoria di Confcommercio Trentino e Confesercenti del Trentino scenderanno in piazza per una manifestazione che metta sul tavolo di Governo e Provincia le esigenze, ormai non più rimandabili, delle aziende del settore.

 

Un corteo lento e pacifico, in automobile, attraverserà la città di Trento, domani, lunedì 11 gennaio a partire dalle 9, per richiamare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica sullo stato delle imprese della somministrazione di alimenti e bevande, ovvero di bar e ristoranti, prostrati da mesi di crisi.

 

“Abbiamo bisogno, soprattutto, di certezza - spiegano i presidenti delle Associazioni dei pubblici esercizi e dei Ristoratori aderenti a Confcommercio Trentino, Fabia Roman e Marco Fontanari - navigare a vista è una condizione che aggiunge ulteriori difficoltà ad una situazione già drammatica per molte aziende”.

 

Ad intervenire è anche il Patt che da un lato esprime sostegno e solidarietà ai tanti titolari di bar e ristoranti che si trovano in difficoltà dall'altro chiedono nuovamente alla Provincia di intervenire.  “Fanno bene a farlo e siamo solidali con loro” affermano i consiglieri provinciali Ugo Rossi, Michele Dallapiccola e Paola Demagri in merito alla manifestazione di domani.
 

“Siamo con loro per due motivi – spiegano - il primo perché è necessario che il governo nazionale preveda ristori adeguati e che tengano conto del particolare carattere di stagionalità delle nostre attività trentine e il secondo perché serve chiarezza sulle prospettive evitando questo continuo e ancor più negativo alternarsi di aperture e chiusure. Ma è giusto che richiamino fortemente anche il governo provinciale ad esercitare fino un fondo la nostra autonomia speciale. Fino ad ora infatti solo parole e nessun atto concreto da parte del governo leghista per questo settore”. Già in passato il Patt, in Consiglio provinciale, aveva presentato un documento che, se approvato, poteva essere per molti un’aiuto immediato e concreto con l'esenzione dell'Imis. Purtroppo, però, la maggioranza di destra in Provincia l'ha bocciato.
 

“Il nostro partito – spiegano Rossi, Dallapiccola e Demagri - ha presentato per ben due volte uno specifico emendamento, la prima volta respinto dicendo 'in questo momento non si può, faremo con il bilancio', per poi arrivare al bilancio e respingerlo senza nemmeno motivare. Riteniamo doveroso informare tutti su come le parole di impegno e vicinanza spesso non corrispondano alle azioni e sul fatto che, a quanto pare, se una proposta è seria e praticabile questa non viene accolta semplicemente perché fatta da altri, e quindi non adatta ad essere sbandierata a fini di ricerca del consenso”. “Forse – concludono i consiglieri provinciale del Patt - per il governo leghista del Trentino il destino di bar e ristoranti conta meno della possibilità di fare propaganda”.

 

Domani saranno oltre 200 gli imprenditori che hanno aderito alla manifestazione provenienti da tutta la Provincia. Il punto di ritrovo è all'ex Zuffo alle ore 8.30 con un centinaio di macchine. Il corteo arriverà poi al Commissariato del Governo.

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