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LE FOTO. Coronavirus, la protesta silenziosa dei ristoratori: “Siamo a terra, non possiamo permetterci altri lockdown”

Tovaglie e stoviglie stese a terra per una manifestazione ordinata e silenziosa: “Vogliamo ribadire con chiarezza che il settore dei pubblici esercizi e della ristorazione sta soffrendo in modo pesantissimo le limitazioni imposte dalla normativa anti-covid”

Di T.G. - 28 October 2020 - 11:55

TRENTO. Trento è una delle 24 città italiane dove sta andando in scena la protesta di ristoratori e pubblici esercizi contro le nuove restrizioni introdotte dall’ultimo Dpcm. Una manifestazione ordinata e silenziosa quella organizzata dalla Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi, per ribadire con chiarezza che il settore dei pubblici esercizi e della ristorazione sta soffrendo in modo pesantissimo le limitazioni imposte dalla normativa anti-covid.

 


 

In piazza Duomo i ristoratori hanno steso a terra tovaglie e stoviglie dei rispettivi locali: “Bene le scelte della giunta provinciale – dicono i presidenti delle due associazioni di categoria aderenti a Confcommercio Trentino – ma le perdite sono percentuali a doppia cifra. E per il futuro c’è poco ottimismo”. Infatti, nei giorni scorsi la Giunta Fugatti ha emanato un’ordinanza che consente agli esercizi della provincia orari di apertura più lunghi rispetto a quanto previsto dal Dpcm di Conte. Una misura apprezzata dalla categoria, ma che va accompagnata da adeguati ristorni e sostegni alle aziende.

 


 

“Bene l’ordinanza – spiega il presidente dell’Associazione Ristoratori trentini Marco Fontanari – ma le aziende sono comunque messe a dura prova da troppi mesi: la parentesi della stagione estiva non riuscirà ad evitare che moltissime imprese chiudano i bilanci in forte perdita. Con questa manifestazione chiediamo di porre l’attenzione sulla nostra categoria: abbiamo bisogno di sostegno, di risorse e strumenti per continuare ad esistere”. Un settore, quello legato alla ristorazione, messo in ginocchio in ginocchio dalla pandemia e che solo in Trentino conta oltre 3.500 aziende e dà lavoro a quasi 15 mila addetti.

 


 

“Abbiamo sempre rispettato tutti i protocolli – commenta Fabia Roman, presidente dell’Associazione dei pubblici esercizi del Trentino – e infatti i nostri locali sono sicuri, non sono focolai dell’epidemia. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio tra salvaguardia della salute pubblica e tutela dell’economia: non possiamo permetterci altri lockdown né altre limitazioni altrimenti sarà un disastro per la nostra categoria. Due ore in più non salveranno sicuramente i bilanci ma sono una boccata d’ossigeno molto utile. Ci aspettiamo che gli aiuti promessi dal governo si traducano in azioni concrete e adeguate alla situazione”.

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