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Coronavirus, ''E' un momento drammatico'' la protesta dei ristoratori: ''Stendiamo in piazza le nostre tovaglie''

Vogliono far capire al mondo della politica che non ce la fanno più. Manifesteranno così, il prossimo 28 ottobre, i ristoratori e i baristi trentini che hanno deciso di aderire all'iniziativa che Fipe-Confcommercio sta organizzando a livello nazionale 

Di Laura Gaggioli - 24 ottobre 2020 - 12:49

TRENTO. Nessuno slogan. Niente urla, niente canti e niente bandiere. Si svolgerà nel silenzio la manifestazione da parte del settore della ristorazione che mercoledì 28 ottobre stenderà per terra, in piazza a Trento, le tovaglie dei propri locali, per cercare un canale di comunicazione con la politica nazionale e provinciale.

 

“E’ un momento drammatico per tutta la nostra provincia, per l'Italia e per il mondo intero. Questo però non deve distoglierci dalle conseguenze devastanti che l'emergenza sanitaria sta causando alle nostre attività - dichiara il presidente dell’Associazione ristoratori del Trentino Marco Fontanari - oggi, stiamo vivendo un’ulteriore stretta sulle nostre attività senza che, a compensazione, si stiano prevedendo misure adeguate per consentirci di sopportare limitazioni, oneri aggiuntivi, chiusure anticipate o, addirittura, definitive".

 

Secondo i dati della Fipe infatti, nei primi due trimestri del 2020 sono più di 12.500 le imprese in Italia che hanno cessato l'attività e, a fronte delle più di 7 mila nuove aperture del 2019, quest'anno se ne sono registrate solo 4.719. Almeno 50 mila imprese sono a rischio chiusura e la Fipe prevede che più di 300 mila persone in Italia perderanno il lavoro. Questa grave crisi sta anche consentendo la criminalità ad infiltrarsi nel settore: il 14% degli esercenti ha già ricevuto offerte di prestiti da canali non ufficiali mentre il 13% è stato esortato a vendere l'attività ad un prezzo inferiore a quello di mercato

 

Ora, alle luci dell’ultimo Dpcm del 18 ottobre, e senza considerare poi, le voci sempre più forti di un probabile coprifuoco nazionale, queste attività hanno subito ulteriori restrizioni, consentendone l’apertura solo dalle 5 del mattino sino a mezzanotte, con un massimo di 6 persone per singolo tavolo. “Crediamo che gli assembramenti non si risolvano limitando le nostre imprese che rispettano rigorosamente i protocolli e le regole” spiega Fontanari.

 

E anche se resta confermata la possibilità di effettuare il delivery senza limiti di orario, per i ristoratori, che hanno sempre partecipato attivamente alla definizione di protocolli anti covid per garantire sicurezza e protezione ai propri clienti, questo nuovo decreto rischia di far perdere ulteriori guadagni e posti di lavoro. Così anche l’associazione dei Ristoratori del Trentino e l’associazione dei Pubblici Esercizi del Trentino aderenti a Confcommercio Trentino hanno deciso di unirsi alle 17 città italiane che mercoledì 28 ottobre scenderanno in piazza per ricordare il loro grande valore economico e sociale, chiedendo alla politica azioni importanti a sostegno delle attività duramente colpite dalla pandemia.

 

“Scenderemo in piazza a Trento e simbolicamente stenderemo a terra le nostre tovaglie per dimostrare lo stato in cui versano le nostre attività - conferma il Presidente - chiederemo a gran voce sostegno concreto da parte della politica, nazionale e provinciale”.

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