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Coronavirus, è allarme per le Stelle di Natale. Molte rischiano di andare buttate, le restrizioni mettono in ginocchio i floricoltori

A lanciare l'allarme sono sia l'Associazione Florovivaisti Trentini che la Coldiretti. "Le aziende rischiano enormi danni oltre che per la mancata vendita anche per gli investimenti fatti in tutti questi mesi"

Pubblicato il - 30 November 2020 - 11:17

TRENTO. La crisi del settore florovivaistico è sempre più forte. Questo secondo lockdown dovuto all’emergenza Covid-19, ha messo in ginocchio le aziende del settore, per le quali non sono previsti ristori sostanziali.

 

A finire vittima del Covid19 rischiano ad essere anche le Stelle di Natale, uno dei simboli più belli di questo periodo. Il rischio dell’invenduto è decisamente molto alto.

 

La preoccupazione e l'allarme lanciati dall’Associazione Florovivaisti Trentini (Aflovit). Questa festività rappresenta un altro momento fondamentale per il bilancio dei florovivaisti.

 

“Sono migliaia le stelle di Natale già presenti nelle serre dei soci Aflovit pronte per essere commercializzate - dichiara il Presidente dei Florovivaisti Mario Calliari - adesso attendiamo che ci vengano fornite risposte a quello che riteniamo essere una questione, considerata l’importanza di questo comparto produttivo per l’economia di tutta la regione”.

 

 

A lanciare l'allarme è anche la Coldiretti del Trentino Alto Adige con il presidente Gianluca Barbacovi. Le Stelle di Natale sono un prodotto agricolo stagionale deperibile, che necessita di mesi di coltivazione basta pensare che la loro produzione inizia già dal mese di luglio. Ora rischia di non essere venduto, a causa delle restrizioni alla vendita nei fine settimana.

 

Questo comporterebbe enormi danni alle aziende oltre che per la mancata vendita anche per gli investimenti fatti in tutti questi mesi.

 

"Il settore il settore florovivaistico -afferma il presidente Barbacovi- sta affrontando un ulteriore momento di difficoltà che rischia di vanificare il lavoro e la produzione di mesi di lavoro. Il problema va a colpire le stelle di Natale, i tradizionali alberi natalizi, i ciclamini e altri tipologie di piante in vaso e di fiori recisi, che sono ormai pronti per la vendita e che rischiano di andare buttati”.

Si tratta di un problema grave per tutto il settore florovivaistico nazionale al quale l’emergenza ha creato anche difficoltà con l’export con blocchi al confine e in dogana di tanti paesi Ue ed extra Ue, a causa di ritardi e difficoltà nei trasporti e nella vendita. “Da tutelare c’è il futuro di un comparto chiave del Made in Italy agroalimentare, con il valore della produzione italiana di fiori e piante stimato in 2,57 miliardi di euro" ha concluso la Coldiretti.

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