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Coronavirus, conti in rosso nelle Rsa. Per alcune strutture perdite fino a 1 milione di euro. Upipa: ''Rette ferme solo se arrivano aiuti dalla Provincia''

Upipa prevede una perdita nei bilanci delle strutture che va dai 10 ai 15 milioni di euro per il 2020. Per il prossimo anno, invece, la situazione è ancora un grosso punto di domanda, Parolari: "Il 20% dei posti letto è libero, alcune spese non diminuiscono e tante strutture rischiano di dover aggredire i propri patrimoni per ripianare le perdite" 

Di Giuseppe Fin - 10 December 2020 - 10:22

TRENTO. La situazione è drammatica, la pandemia sta svuotando di tutto, pazienti e risorse, le Case di Riposo trentine. Non ci sono più soldi e il 2020 si avvia ad una chiusura che vede alcune strutture con una perdita che raggiunge anche un milione di euro e il rischio per il 2021 di trovarsi in una situazione non più sostenibile. L'allarme su ildolomiti.it, era già stato dato nei mesi scorsi (QUI L'ARTICOLO)

 

La prima ondata ha colpito duro, i morti nelle Rsa sono stati centinaia ma così, se non peggiore, è stata anche la seconda ondata che ancora una volta ha visto il virus entrare nelle strutture. Chi era rimasto Covid-free in primavera ora non lo è più. I contagi sono tanti, i costi per affrontare la riorganizzazione anche.

 

“Al momento possiamo dire che circa il 20% dei posti letto è libero” ci dice la presidente di Upipa Francesca Parolari. Una percentuale che indica circa un migliaio di posti letto senza più nessuno. In un periodo normale le Rsa sarebbero al completo e con una lista di attesa.

 

Durante l'apparente tregua estiva ci sono stati diversi nuovi ingressi. La situazione lo permetteva, funzionavano a pieno ritmo le strutture di transito e si riusciva a guardare al giorno dopo con tranquillità.

 

Tutto questo, però, ora è solo un lontano ricordo. Con il passare delle settimane, infatti, i contagi sono aumentati, i morti anche. Le strutture di transito sono state riconvertite in strutture Covid. Si possono contare sulle dita di una mano quelle che sono riuscite a tenere il virus fuori. “Con il passare delle settimane – ci ha spiegato Upipa – sono rallentati gli ingressi. Sono diminuiti quelli da domicilio e si è cercato di mantenere quelli da ospedale”. Tutto questo è stato insufficiente, ovviamente, a causa del ritmo di morti.

 

Molti posti letto, inoltre, devono essere lasciati liberi nel caso vi siano nuovi contagi e persone da tenere in isolamento. Ci sono poi strutture che hanno stanze da 3 o 4 persone e, secondo le nuove disposizioni anti-Covid, non possono essere più usate. “Non puoi tenere più di 2 persone in una stanza” ci spiega Parolari.

 

L'impatto nei freddi conti è inevitabile: meno ospiti significa meno soldi di rette (in media 48 euro al giorno).  Tante spese non diminuiscono ma rimangono costanti e a queste si sommano quelle avute per affrontare la pandemia. “Nel 2020 abbiamo una perdita per noi che oscilla dai 10 ai 15 milioni di euro e per il 2021 è ancora un grosso punto di domanda. Dipende da quanto durerà ancora tutta questa situazione” ci spiega Francesca Parolari. “Le strutture rischiano di chiudere con bilanci in rosso – continua - e questo significa che dovranno aggredire poi il proprio patrimonio che hanno per riuscire a ripianare le perdite. Ma non tutti ce l'hanno”.

 

Ora si attende che intervenga la Provincia. E' previsto un emendamento al bilancio per la copertura perdite 2020. “Noi confidiamo che questo impegno venga mantenuto” spiegano da Upipa. E per il 2021? “Possiamo accettare un congelamento delle rette solo nel momento in cui abbiamo un intervento pubblico. Nel caso non arrivi rischiamo di mandare a gambe all'aria le strutture”.

 

 

 

 

 

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