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| 04 dic 2021 | 05:01

Covid19, conti in rosso per le Rsa a rischio i servizi: perdite da 8 a 11 milioni di euro. Upipa: ''La Provincia ci aiuti a raggiungere almeno il pareggio''

Il virus, grazie al vaccino, fa meno paura ma ha divorato nel corso degli ultimi due anni i bilanci delle Rsa. Moltissime strutture saranno costrette quest'anno a chiudere in perdita e la richiesta che arriva da Upipa alla Provincia è quella di un aiuto a raggiungere per tutte le strutture almeno il pareggio. Chiogna: "“Abbiamo fatto delle economie importanti ma non bastano a riappianare le perdite. Per questo chiediamo fortemente che questo gap venga interamente colmato"

Covid19, conti in rosso per le Rsa a rischio i servizi: perdite da 8 a 11 milioni di euro

TRENTO. “Non possiamo chiudere i bilanci con dei buchi per il secondo anno consecutivo. Non lo meritiamo, abbiamo dato moltissimo in questi due anni di pandemia. Chiediamo alla Provincia di intervenire per riappianare lo scoperto”. Le Rsa trentine sono ancora alle prese con gli effetti della tremenda pandemia di Covid19. Oggi il virus fa meno paura grazie al vaccino ma ha divorato i bilanci delle strutture. Ci sono perdite enormi causate da diversi fattori, i decessi, il blocco dei nuovi ingressi dovuti ai limiti imposti dall'emergenza Coronavirus, ma anche i posti liberi da tenere in caso di contagi.

 

“Purtroppo ci aspettiamo come l'anno scorso che la maggior parte delle strutture chiuda in negativo – spiega la presidente di Upipa Michela Chiogna - e con delle differenze perché alcune strutture, a dire il vero poche, magari raggiungono il pareggio con un leggero positivo perché hanno delle entrate diverse rispetto al centro di costo Rsa. La maggior parte, però, chiuderà in negativo”.

 

L'allarme era stato lanciato già negli scorsi mesi. I fondi straordinari di cui disponevano in autonomia le singole strutture sono ormai terminati, il costo per il personale non si può toccare vista la situazione già al limite nelle varie Rsa e non sembrano possibili ulteriori economie rispetto quelle già fatte.

 

Al 30 giugno di quest'anno erano state valutate 'mancate entrate' nelle strutture per un importo di 9,5 milioni di euro con perdite di bilancio consolidate per 5,5 milioni di euro. Grazie alle economiche, infatti, 4 milioni di euro erano stata riassorbiti.

 

A fine anno le proiezioni mostrano 'mancate entrate' per 15 milioni di euro e un riassorbimento che è valutato in una forbice va che dai 4 e i 7 milioni rappresentato dalle economie possibili. “Stimiamo una perdita complessiva a fine anno tra gli 8 e gli 11 milioni di euro” ci spiega la presidente di Upipa che ha già avviato con la Provincia un confronto per cercare di trovare la soluzione al problema.

 

“Abbiamo fatto delle economie importanti – spiega - ma non bastano a riappianare le perdite. Per questo chiediamo fortemente che questo gap venga interamente colmato quest'anno e non in percentuale. Per noi la cosa importante è quella di essere messi nella condizione di chiudere in pareggio indipendentemente dal centro di costo Rsa”. Le coperture dovrebbero però riguardare anche i posti non convenzionati. Sono quei posti a pagamento all'interno delle strutture che non sono state nemmeno in passato coperti con i ristori.

 

Il rischio è quello che i soldi che dovrebbero arrivare dalla Pat non siano sufficienti. “Se dovesse succedere una cosa del genere – conclude Chiogna - abbiamo tre azioni da mettere in campo: la prima è quella di utilizzare, per chi ancora può, i fondi straordinari che hanno le strutture, la seconda procedere con un ritocco delle rette, oppure per quelle strutture che si trovano con un ammanco elevato e con difficoltà nel proseguire il servizio l'extrema ratio è di ridimensionarlo”.

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