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Trento
02 agosto | 15:30

Cannabis, Coldiretti contro il governo: “A rischio sopravvivenza di un intero settore, chiediamo modifica dell'emendamento che danneggia chi ha investito nella canapa”

Il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Chiediamo la modifica dell'emendamento che prevede la stretta sulla cannabis e che danneggia tutte quelle aziende che hanno legittimamente investito nella canapa”

TRENTO. La cannabis light diventerà illegale? La domanda è cominciata a circolare ieri dopo l'emendamento al Ddl sicurezza (approvato nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia alla Camera) che prevede una stretta sulla canapa light (quella per intenderci nella quale i livelli di Thc sono particolarmente bassi o insignificanti, in Italia la soglia è fissata allo 0,6%). Di fatto, in caso di approvazione definitiva, l'”erbalight verrebbe equiparata alla cannabis illegale, quella nella quale i livelli di principio attivo sono ben superiori, rischiando di mandare in frantumi un intero settore che conta all'incirca 11mila occupati. Per non parlare delle nuove aziende che si sono adoperate per creare un vero e proprio reparto industriale di lavorazione (Qui Articolo).

 

Dopo produttori ed esperti, a schierarsi contro l'emendamento ora è anche la Coldiretti, che chiede “la modifica dell'emendamento che danneggia tutte quelle aziende che hanno legittimamente investito nella canapa”. Come sottolinea infatti il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige: “Abbiamo anche in Provincia aziende che coltivano la canapa, distribuite in buona parte del territorio come Val di Sole, Val Rendena, Valle dei Laghi, Val di Fassa. Queste coltivazioni rappresentano un'opportunità in più per diversificare la produzione, ma anche per venire incontro alle richieste di prescrizioni mediche che indicano la canapa per scopi terapeutici. Di fatto l'infiorescenza della canapa rappresenta una parte fondamentale del valore aggiunto della pianta, e vietarne la raccolta e l'essiccazione rischia di far crollare un intero settore dove sono impegnati tanti giovani agricoltori”.

 

Coldiretti, continua l'associazione: “Aveva espresso più volte la necessità di tutele per gli agricoltori che producono canapa in piena legalità, come pure riconosciuto dalla normativa europea, anche per rispondere a mercati come quelli della nutriceutica, della cosmetica, dell'industria o dell'arredo. Questo emendamento che come detto, toglie la possibilità di raccogliere, utilizzare ed essiccare l’infiorescenza, blocca anche le esportazioni verso i mercati esteri che rappresentano una grossa fetta del nostro mercato tagliando le aziende italiane completamente fuori dalla competizione a livello europeo. Ora si mette a rischio un settore produttivo che conta migliaia di persone impiegate e circa 4mila ettari coltivati. Coldiretti ricorda, infine, che fino agli anni ‘40 la canapa era più che familiare in Italia, tanto che il Belpaese con quasi 100mila ettari era il secondo maggior produttore al mondo dietro soltanto all’Unione Sovietica, poi il declino per la progressiva industrializzazione e l’avvento del “boom economico” che ha imposto sul mercato le fibre sintetiche”.

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