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Trento
02 agosto | 06:01

La cannabis light diventerà illegale? A rischio migliaia di posti di lavoro. Cavattoni: "Una follia per scopi elettorali", Crisanti: "Intervento figlio dell'ignoranza"

Andrea Cavattoni è titolare di "Cime di Montagna" a partire dal 2017 e spiega: "Se approvato definitivamente questo emendamento metterebbe ko un intero settore italiano mentre le aziende europee continuerebbero a poter vendere la cannabis light acquistabile online". L'intervento è passato durante la discussione del ddl sicurezza che equipara la cannabis light a quella illegale, a base di Thc

La cannabis light diventerà illegale?

TRENTO. “Chiaramente è una follia che, se approvata dal Parlamento, andrà ad abbattersi su un mercato che a partire dal 2017 è cresciuto impegnando diverse persone”. A dirlo è Andrea Cavattoni, titolare di “Cime di Montagna”, uno dei maggiori produttori di cannabis light in Trentino. Le parole arrivano perché nel corso dell'esame degli emendamenti al ddl sicurezza nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera, tra le diverse proposte di modifica è stata approvata quella che, di fatto, equipara la cannabis light a quella illegale, a base di Thc.  Questo in poche parole metterebbe, se approvato definitivamente, fuori legge la cannabis light. 

 

Secondo le ultime stime in Italia sono circa 800 le aziende agricole che coltivano cannabis light oltre a un migliaio quelle specializzate nella trasformazione. Una mossa, quella di equiparare la cannabis light con quella illegale,  che rischia di mandare in frantumi un intero settore che conta all’incirca di 11 mila occupati, per non parlare delle nuove aziende che si sono adoperate a creare un vero e proprio reparto industriale di lavorazione. 

 

In Trentino Alto Adige dal 2017 ad oggi sono una decina le aziende impegnate nella produzione della canapa legale e in questi anni sono stati avviati anche diversi punti vendita per non contare le rivendite. “E' assurdo quello che sta accadendo – spiega ancora a il Dolomiti, Andrea Cavattoni - assurdo anche perché stiamo parlando di un intervento contro le direttive europee e quindi verrà ad un certo punto cancellato con conseguente perdita di denaro e di tempo.”

 

La cannabis light è legale in Italia, a condizione che la sua concentrazione di Thc sia entro i limiti imposti dalla legge. La normativa di riferimento è la 242/2016, ha legalizzato la coltivazione, la trasformazione e la vendita della cannabis light. Si fa riferimento ai prodotti di canapa con una concentrazione di Thc inferiore allo 0,6% per la coltivazione e allo 0,5% per la commercializzazione affinché non provochi effetti psicotropi. 

 

“Il settore è super controllato – spiega Cavattoni – ci sono verifiche da parte delle forze dell'ordine ai produttori ma anche ai rivenditori. Come settore siamo molto attenzionati e sicuramente la volontà di questo emendamento non deriva da chissà quali irregolarità”. 

 

L'emendamento, spiega il titolare di “Cime di Montagna”, nascerebbe da due punti: “Il primo è l'ignoranza e l'inesperienza su questo settore di chi fa le regole. E il secondo aspetto è puramente elettorale”. Paradossalmente, inoltre, se venisse approvato definitivamente l'emendamento questo non vieterebbe alle persone di acquistare la cannabis light online da aziende europee.  Il rischio, conclude, "è la creazione di maggiore illegalità. E paradossale, inoltre, che siano presentati interventi a danno di un settore italiano che, se pur giovane, si è sviluppato fortemente nel tempo"

 

“Quello che ci troviamo davanti è chiaramente un emendamento dettato dall'ignoranza e dall'ideologia che si nutre proprio di questa ignoranza” spiega a il Dolomiti anche il professore universitario Andrea Crisanti, microbiologo, divulgatore scientifico e politico italiano

 

“La cannabis e la cannabis light sono due cose completamente diverse – spiega Crisanti – perché quest'ultima non produce sostanza psicotropa ma solamente un metabolita che rilassa e che è antidolorifico”. 

 

In commercio, continua Crisanti, ci sono cose molto più pericolose. “Se vogliamo considerare gli effetti, possiamo dire che ad esempio un bicchiere di vino, per cui io non ho nulla in contrario,  ha un effetto stimolante sul sistema nervoso molto più di una sigaretta di cannabis. Secondo il ragionamento di alcuni dovremmo mettere fuori legge davvero molte sostanze. Io spero che questo emendamento venga ritirato perché non ha nulla a che vedere con la sicurezza”. 

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